
Il Club Cristal torna a celebrare la cultura del vino con un evento che, pur mantenendo il vino come assoluto protagonista, ha rappresentato un’esperienza nuova nel suo percorso: un dialogo strutturato tra grandi etichette pugliesi e cucina identitaria del territorio. L’iniziativa è stata promossa dal direttivo del Club Cristal, guidato dal presidente Bruno Albani, dal vicepresidente Cesare Pizzuto, dal segretario Stefano Tiburzi e dall’event manager Carla Bruno, che hanno fortemente voluto un evento capace di unire cultura enologica e identità gastronomica del territorio. La serata si è tenuta nella prestigiosa cornice di Palazzo Brancaccio, nel cuore della Capitale, trasformata per l’occasione in un ponte ideale tra Roma e il Salento. Protagonista dell’incontro la storica Cantina Pugliese Cantele, ambasciatrice di un territorio che trova nel vino una delle sue massime espressioni culturali. I vini selezionati hanno raccontato l’anima del Salento attraverso vitigni autoctoni e interpretazioni eleganti, capaci di coniugare struttura, freschezza e identità territoriale.
A guidare gli ospiti in un racconto coinvolgente e ricco di aneddoti – anche legati alla dimensione più privata e familiare della cantina – è stata Claudia Barbarito, che ha trasformato la degustazione in una narrazione emozionale e autentica. La serata si è aperta con un aperitivo giro braccio curato dallo Chef del Brancaccio Simone Di Tullio, accompagnato da Roesia Metodo Classico Rosé Pas Dosé Cantele, elegante e fine nelle sue bollicine, e da VSQ Pas Dosé Negroamaro Cantele, espressione contemporanea di uno dei vitigni simbolo del territorio, introducendo gli ospiti ai profumi e all’identità enologica salentina. A seguire, arrivati direttamente da Lecce gli Chef Simone De Siato e Chef Simone Centonze, insieme alla loro brigata Chiara Rizzo e Matteo Parlangeli hanno firmato un percorso gastronomico interamente ispirato alla tradizione pugliese, valorizzando ingredienti identitari e memoria contadina. L’antipasto – cilindro di pan cotto con ceci e mugnuli, cardoncelli in doppia consistenza e caramello di funghi – ha celebrato la valorizzazione degli ingredienti poveri, trasformando la tradizione rurale in una proposta elegante e contemporanea, in abbinamento a IGP Puglia Verdeca CNTL, vino fresco e minerale capace di esaltare le note vegetali e la delicatezza del piatto. Il primo piatto, tagliatella mantecata con cacio di pecora moscia leccese, essenza di foglie di limone, limone bruciato e pepe, ha raccontato una reinterpretazione territoriale della cacio e pepe, giocando sull’equilibrio tra sapidità e freschezza aromatica. La pasta utilizzata è quella dello storico Pastificio Benedetto Cavalieri, che ha scelto di sostenere l’iniziativa omaggiando le proprie tagliatelle, simbolo di eccellenza pugliese e qualità artigianale. Fondamentale la presenza del raro pecorino della Masseria Pascarito di Maglie, presidio di autenticità e tradizione casearia salentina, ingrediente che ha conferito profondità e identità al piatto. Il piatto è stato accompagnato da Teresamanara IGP Salento Chardonnay Cantele, vino avvolgente e strutturato, capace di sostenere la cremosità della mantecatura con eleganza. Momento particolarmente intenso della serata è stato il secondo piatto: la bombetta della tradizione, omaggio alla cucina di brace e alla memoria familiare, servita in abbinamento ad Amativo IGP Salento Cantele, blend di Primitivo e Negroamaro, vino potente ma armonico, capace di dialogare con la succulenza e la complessità del piatto. Nel raccontarla, lo chef ha condiviso parole che hanno emozionato la sala: “Il lento risveglio della domenica mattina aveva l’odore del caffè e il profumo del ragù di mamma: bastavano quelli a ricordarti dove fosse casa.” Un passaggio che ha trasformato il piatto in un viaggio nella memoria collettiva del Sud. Il percorso si è concluso con il dessert – bavarese al mustazzolo, sablé alle cinque spezie, salsa al Negroamaro e gelato alla cupeta – evocazione dei sapori delle feste e della tradizione salentina. A suggellare il dialogo tra vino e cucina del territorio, il momento conviviale dedicato al libro di Antonella Amodio, dedicato all’abbinamento tra vino e pizza: un gesto simbolico che ha voluto sottolineare come questo evento rappresenti il primo passo di un percorso in cui il vino pugliese incontra direttamente i piatti della sua terra, preparati da chef che ne sono espressione autentica. Con questa serata il Club Cristal conferma la propria identità: eventi fortemente legati alla cultura del vino, capaci di evolversi e creare nuove esperienze in cui territorio, racconto e cucina dialogano con coerenza e profondità.
Con questa serata il Club Cristal conferma la propria identità: eventi fortemente legati alla cultura del vino, capaci di evolversi e creare nuove esperienze in cui territorio, racconto e cucina dialogano con coerenza e profondità.
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