
di Marco Milano
Quando si fa ora dell’aperitivo, gli ospiti della Cantina Futurista, il ristorante di Treviso con “affaccio” sui macchinari per la vinificazione, possono osservare dal vivo dietro grandi vetrate la vinificazione delle uve e il prossimo 3 ottobre vivere il rito della vendemmia. Il ritrovo trevigiano dei fratelli Enrico e Alberto Fagotto che hanno fatto di settecentocinquanta metri quadrati in via Fonderia a Treviso una “urban winery” d’avanguardia con ristorante e cocktail bar, diventa in questi giorni in concomitanza con i riti della raccolta un’esperienza sensoriale diretta.
Un’occasione per i clienti che frequentano il locale, che ha scommesso sull’innovazione enogastronomica con un concept che unisce la cultura della terra alla visione della metropoli contemporanea grazie all’intuizione dei fratelli Enrico e Alberto Fagotto, originari di Montebelluna, di fondere le rispettive esperienze professionali in un’iniziativa unica per il territorio veneto, durante l’aperitivo di assistere dal vivo al processo produttivo. Enrico Fagotto, enologo con esperienze maturate in diverse regioni italiane e negli Stati Uniti, cura la vinificazione cittadina avvalendosi di anfore e barrique, la produzione iniziale conta già venti etichette proprietarie e una linea di Metodo Classico con invecchiamento minimo di tre anni, realizzate selezionando la materia prima da conferitori di fiducia, il fratello Alberto, invece, bartender con un passato nei locali di punta tra l’Italia e Londra, gestisce la sala, la cucina e il cocktail bar.
Attraverso le vetrate si potrà osservare le varie lavorazioni dei vitigni selezionati, dall’Incrocio Manzoni macerato al Traminer a macerazione leggera, fino alla lavorazione di Malbech, Teroldego destinato all’invecchiamento, Ciliegiolo affinato in anfora e Vermentino col fondo. Il 3 ottobre, infine, ci sarà una grande giornata di festa e approfondimento dedicata alla vendemmia. Le bottiglie vinificate “in diretta” saranno poi disponibili alla mescita a partire dall’anno prossimo, dopo l’affinamento.
“Cantina Futurista nasce per far vivere l’emozione della vendemmia nel cuore della città, portando la campagna dentro il ristorante – hanno spiegato i fratelli Fagotto – Volevamo creare un luogo in cui la passione per l’enologia e l’arte della miscelazione si potessero fondere senza filtri. Vedere i clienti che sorseggiano un calice mentre, al di là del vetro, osservano la lavorazione delle uve in anfora o le fermentazioni, significa aver realizzato il nostro sogno. Non offriamo solo cibo o vino, ma un’esperienza produttiva reale e trasparente, dove ogni bottiglia e ogni distillato raccontano la nostra storia e la ricerca dell’eccellenza”. La struttura, infatti, è stata progettata per ospitare l’intero ciclo di produzione del vino con una cantina a vista, separata dalle sale del ristorante da imponenti lastre di vetro. Al centro della sala principale, una grande vasca da vinificazione racchiude un olivo secolare, simbolo di un dialogo costante tra natura e architettura. L’intervento di ristrutturazione dell’ultimo anno, inoltre, ha portato anche alla creazione di uno shop interno, di una stanza di stoccaggio a temperatura controllata a quindici gradi e alla sistemazione del plateatico affacciato sul canale della Piavesella. Un punto di incontro pensato come location di incontro tra la cultura del cibo e della miscelazione con lo spettacolo della trasformazione dell’uva.
Vale la pena ricordare che la proposta enogastronomica di Cantina Futurista “si presenta come un manifesto di sapori decisi e accostamenti creativi, dove la tradizione veneta viene reinterpretata attraverso una lente contemporanea e sperimentale”. La cantina propone una carta dei vini che rispecchia l’anima artigianale del locale, con una forte predilezione per le fermentazioni spontanee e le tecniche di macerazione. La selezione di spumanti si apre con i vini “col fondo”, come il Caneva (da uve Glera) e il Duro (da uve Durella) mentre per il Metodo Classico, sono presenti etichette come il Riesling Italico “Hahahahah” o il Pinot Nero “Pino”, affinato per ben 36 mesi mentre tra i bianchi si spazia da blend di Bronner e Chardonnay a vitigni autoctoni come la Boschera fermentata in acciaio e barrique. La proposta dei rossi offre sia vini freschi vinificati in acciaio, come il Pinot Nero “Ombra Rosso”, sia etichette più strutturate e invecchiate in legno, come il Sangiovese romagnolo “Amen”. L’offerta beverage, ricordiamo, infine, non si limita ai vini, Cantina Futurista, infatti, propone una linea di otto distillati prodotti in esclusiva su ricette originali (tra cui Gin, Bitter, Amaro, Vodka e Rum Blanca), oltre a una selezione di whisky e rum premium sviluppata in collaborazione con lo storico distributore Rossi e Rossi (Wilson & Morgan).
Cantina Futurista
Ristorante Cocktail Bar Enoteca
Via Fonderia 41 – Treviso
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