di Pasquale Carlo
La scommessa era ambiziosa fin dall’inizio: portare Pinot Nero e Chardonnay sulle quote più alte del Taburno, costruendo attorno a questi due vitigni internazionali un progetto capace di dialogare con la grande viticoltura europea senza rinunciare all’identità sannita.
Oggi arriva un primo risultato importante. Il Campania Rosso IGP Pinot Nero Elite Cru 2024 di Cosimo Capasso Vini di Montagna ha conquistato la Medaglia d’Oro alla 34ª edizione del Mondial des Vins Extrêmes, il concorso internazionale organizzato dal CERVIM e dedicato alla viticoltura eroica. Alla medaglia si aggiunge il Premio Speciale “CERVIM Futuro 2026”, attribuito alla cantina per il miglior punteggio tra le aziende guidate da viticoltori under 35. Un doppio riconoscimento ottenuto prima ancora dell’arrivo del vino sul mercato, previsto per l’inizio del 2027.
Il premio riporta l’attenzione su quanto sta accadendo a Tocco Caudio, dove Cosimo Capasso, 33 anni, ha avviato nel 2020 un progetto di viticoltura d’altura nato da studio, ricerca e da una precisa convinzione: che le pendici del Taburno potessero offrire condizioni particolarmente interessanti per due varietà difficili ed esigenti come Chardonnay e Pinot Nero.
Le vigne si estendono su circa 10 ettari e raggiungono quote elevate, in appezzamenti caratterizzati da forti escursioni termiche e maturazioni lente. La scelta varietale è arrivata dopo studi pedologici e climatici, con il supporto di Pierpaolo Sirch, che segue il progetto sotto il profilo agronomico ed enologico.
Importante anche il ponte con la Francia, dove sono stati selezionati portainnesti e cloni ritenuti più adatti alle condizioni del Taburno. La gestione delle piante segue il metodo Simonit & Sirch, con una viticoltura orientata alla longevità e all’equilibrio vegetativo.
È proprio per questo che la medaglia ottenuta dal Pinot Nero va oltre il semplice riconoscimento qualitativo. Rappresenta una prima risposta a quella che era la domanda alla base dell’intero progetto: può il Pinot Nero trovare sulle montagne del Sannio una propria identità espressiva?
Il risultato del Mondial des Vins Extrêmes sembra offrire una prima indicazione positiva.
Lo Chardonnay aveva già acceso i riflettori sull’azienda. La prima annata, la 2023, aveva ottenuto 91 punti da James Suckling e 90 punti da Antonio Galloni per Vinous, mentre il packaging firmato da Mario Di Paolo aveva conquistato una Medaglia di Bronzo al Vinitaly Design Award 2025 ed era arrivato tra i finalisti dei Pentawards.
Ma il progetto Capasso Wine va oltre i vini. La visione prova a tenere insieme viticoltura, architettura, paesaggio, ospitalità e comunicazione.
Ne è testimonianza la futura cantina progettata dall’architetta giapponese Hikaru Mori, dello studio ZitoMori, pensata quasi interamente sottoterra per ridurre l’impatto visivo, integrarsi nel paesaggio e sfruttare le condizioni naturali del sottosuolo per affinamento e conservazione dei vini.
A completare il progetto ci sono uno spazio dedicato all’accoglienza e alla degustazione e un programma produttivo che prevede, accanto a Chardonnay e Pinot Nero, anche un Metodo Classico da Chardonnay e successivamente un Metodo Classico rosé da Pinot Nero.
Il riconoscimento del CERVIM arriva quindi in un momento decisivo, mentre il progetto si prepara a confrontarsi con il mercato. È ancora presto per capire fino a dove potrà arrivare questa esperienza, ma una cosa appare già chiara: sulle alture di Tocco Caudio non si sta semplicemente provando a fare Pinot Nero in Campania.
Si sta costruendo una nuova interpretazione vitivinicola del Taburno, fondata su altitudine, ricerca, lentezza e ambizione.
Lo avevamo definito un progetto enologico sannita con lo sguardo rivolto alla Francia e i piedi ben saldi sul Taburno. Il riconoscimento arrivato dal Mondial des Vins Extrêmes non cambia quella definizione.
Semmai, comincia a darle sostanza.
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