di Tonia Credendino
La masterclass “Vitigni Reali e Formaggi d’Eccellenza” racconta un territorio che ha scelto di fare della cultura del vino la propria identità
Un riconoscimento nazionale non arriva mai per caso. È il risultato di una visione, della capacità di fare squadra e della costanza con cui un territorio sceglie di investire sulla propria identità. Il Casavecchia & Pallagrello Wine Festival può oggi fregiarsi del marchio di Evento di Qualità, prestigioso riconoscimento assegnato dall’UNPLI e conferito presso il Senato della Repubblica, che premia le manifestazioni capaci di valorizzare in maniera autentica il patrimonio culturale, storico ed enogastronomico italiano.
Un traguardo che certifica il lavoro della Pro Loco Pontelatone APS, guidata dal presidente Lorenzo Monaco, e di un’intera comunità che, anno dopo anno, ha costruito un modello di promozione territoriale fondato sulla collaborazione tra istituzioni, associazioni, produttori e volontari. Accanto alla Pro Loco, la Strada del Vino Casavecchia di Pontelatone, presieduta da Andrea Granito, continua a rappresentare il filo conduttore di un progetto che ha restituito centralità a due vitigni identitari come Casavecchia e Pallagrello, trasformandoli da patrimonio quasi sconosciuto a simbolo della rinascita enologica dell’Alto Casertano.

L’edizione 2026 ha confermato la crescita della manifestazione. Per tre giorni il centro storico di Pontelatone si è trasformato in un grande percorso diffuso dove vino, gastronomia, cultura, archeologia e musica hanno dialogato tra loro in maniera naturale. Le piazze hanno accolto i banchi d’assaggio delle cantine, le antiche strade del borgo si sono animate di visitatori provenienti da tutta la Campania, mentre concerti, incontri culturali, masterclass e degustazioni hanno accompagnato il pubblico alla scoperta di un territorio che oggi racconta sé stesso con maggiore consapevolezza.
Non è un caso che il festival abbia ottenuto il marchio di Evento di Qualità. Il programma ha saputo unire approfondimento scientifico, divulgazione, intrattenimento e valorizzazione delle produzioni locali. Il convegno dedicato a “Pontelatone: il vino come identità del territorio” ha aperto una riflessione sul rapporto tra archeologia, memoria, olivicoltura, viticoltura e tradizioni locali, dimostrando come il vino rappresenti soltanto una parte di un patrimonio culturale molto più ampio.
Tra gli appuntamenti più attesi si è distinta la masterclass “Vitigni Reali e Formaggi d’Eccellenza”, organizzata dalla Pro Loco Pontelatone APS, dalla Strada del Vino Casavecchia di Pontelatone, con la collaborazione dell’ONAF – Organizzazione Nazionale Assaggiatori Formaggi, Delegazione di Caserta, e dell’AIS Campania. Un percorso di degustazione costruito per dimostrare come vino e formaggio parlino la stessa lingua: quella del territorio.
A guidare il pubblico sono stati Andrea Amadei, giornalista, volto di È Sempre Mezzogiorno su Rai 1 e storica voce di Decanter su Rai Radio2, Antonella Amodio, giornalista, sommelier e da anni impegnata nella valorizzazione dell’enogastronomia casertana, e Manuel Lombardi, divulgatore del patrimonio caseario italiano. Tre professionalità differenti che hanno costruito una narrazione corale, alternando approfondimento tecnico, racconto e divulgazione.
Amadei ha condotto la degustazione con quella naturale capacità narrativa che lo contraddistingue, lasciando emergere il sincero entusiasmo per un territorio che continua a sorprendere anche chi lo frequenta da anni. Antonella Amodio ha riportato al centro un tema che accompagna da sempre il suo lavoro: la necessità di fare rete. Il suo invito è ormai un manifesto per il territorio: “Prendete un compasso, tracciate un cerchio e mettete al centro le aziende che avete intorno.” Un messaggio rivolto a ristoratori, enotecari e operatori dell’accoglienza affinché le produzioni locali diventino il primo patrimonio da raccontare. Manuel Lombardi ha invece accompagnato il pubblico nella lettura del mondo caseario, dimostrando come il formaggio rappresenti, esattamente come il vino, la memoria agricola di un territorio.
Determinante anche il contributo di Mario Sanza, delegato ONAF Caserta, che ha guidato l’analisi sensoriale delle produzioni casearie, mentre il servizio dell’AIS Caserta, impeccabile per precisione, professionalità ed eleganza, ha garantito una conduzione tecnica della degustazione all’altezza dell’importanza dell’evento.
Il percorso gastronomico ha preso avvio dalla freschezza della ricotta di bufala e della burrata di bufala de La Baronia, abbinate ai primi calici di Pallagrello Bianco, per proseguire con il nodino di bufala affumicato e le caciottine di bufala di Antica Casella. Il viaggio è poi entrato nel mondo delle stagionature con il caciocavallo affinato nove mesi nel coccio e si è concluso con il Conciato Romano de Le Campestre, autentico monumento della caseificazione italiana.
L’abbinamento ha raccontato molto più di semplici accostamenti gastronomici. Il Pallagrello Bianco ha confermato la propria eleganza e la straordinaria vocazione all’incontro con i formaggi freschi; il Pallagrello Nero ha sorpreso per tonicità, equilibrio e capacità di sostenere consistenze più complesse senza perdere finezza; il Casavecchia, infine, ha definitivamente sfatato uno dei luoghi comuni che ancora lo accompagnano, dimostrando di non essere un rosso destinato esclusivamente ai grandi piatti invernali, ma un vino capace di dialogare con sorprendente equilibrio anche con importanti formaggi stagionati.
Più che una degustazione, è stata una lezione sulla versatilità di due vitigni che oggi rappresentano una delle espressioni più interessanti della viticoltura campana.
A fare da cornice è stato Pontelatone, piccolo borgo collinare dell’Alto Casertano, le cui origini affondano nell’età romana e che nei secoli si è sviluppato attorno al castello medievale e alle sue chiese, in un paesaggio da sempre vocato alla coltivazione della vite e dell’olivo. Camminare tra i suoi vicoli durante il festival significa incontrare produttori, volontari, famiglie e visitatori accomunati dallo stesso desiderio: raccontare un territorio attraverso ciò che produce.
È proprio questa autenticità a rendere il Casavecchia & Pallagrello Wine Festival qualcosa di diverso da una semplice manifestazione enologica. Il vino diventa il punto di partenza per parlare di storia, archeologia, agricoltura, paesaggio, cultura gastronomica e identità collettiva. Il riconoscimento di Evento di Qualità non rappresenta quindi un punto di arrivo, ma la conferma che Pontelatone ha trovato la propria strada: trasformare due vitigni autoctoni in ambasciatori di un territorio che oggi ha finalmente imparato a raccontarsi con orgoglio, competenza e visione.
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