Caserta La città delle Donne “Visionarie Di Vigna”, due incontri per raccontare il vino al femminile tra identità, territorio e futuro

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Sabato 7 marzo alle 12 a Le Colonne e domenica 8 marzo al cubo Iconic di via Mazzini, sempre alle 12, con le maggiori produttrici di vino casertane e critiche enologiche.

CASERTA — Il vino come narrazione, cultura e visione contemporanea declinata al femminile. Sabato 7 marzo 2026, a mezzogiorno, il Ristorante Le Colonne di Rosanna Marziale ospiterà “Visionarie di Vigna – Donne del Vino tra identità, territorio e visione futura”, incontro degustazione dedicato alle protagoniste dell’enologia casertana, ai loro vini e alla loro cucina, a cura di Mariapina Fontana, presidente della Sezione Turismo di Confindustria Caserta, inserito nel programma del festival «Caserta – La Città delle Donne», promosso da Fondazione Orizzonti.

L’evento nasce come momento di dialogo e confronto per valorizzare il ruolo crescente delle donne nel mondo del vino, interpreti di una viticoltura che unisce tradizione, innovazione e forte legame con il territorio. Il vino diventa così strumento di racconto identitario e chiave di lettura del presente, capace di guardare al futuro attraverso sostenibilità, ricerca e visione imprenditoriale.

A moderare l’incontro, ideato dalla Fontana, sarà la giornalista Antonella Amodio, che guiderà il pubblico in una conversazione dedicata ai temi dell’identità, della cura e della progettualità femminile nel settore vitivinicolo. Al termine ci sarà una degustazione di vini e cucina guidata dai sommelier di Ais e Fisar.

Protagoniste del talk alcune importanti produttrici del territorio campano:

• Mariapina Fontana – Tenuta Fontana, Vigna della Reggia di Caserta nell’oasi di San Silvestro

• Teresa Mincione – Cantina Teresa Mincione

• Concetta Bianchino – Tenuta Bianchino

• Paola Riccio – Alepa

• Gilda Guida, Delegata Regionale Campania dell’Associazione Nazionale Le Donne del Vino

Attraverso testimonianze personali e professionali, le relatrici racconteranno esperienze imprenditoriali, scelte coraggiose e percorsi di valorizzazione del patrimonio vitivinicolo locale, offrendo uno sguardo autentico sul contributo femminile alla crescita culturale ed economica del territorio.

«Caserta Città delle Donne racconta storie di talento e coraggio: anche nel vino le donne custodiscono la terra e ne immaginano il futuro», dichiara Mariapina Fontana, Tenuta Fontana – Vigna San Silvestro e Presidente della Sezione Turismo di Confindustria Caserta. «Il vino diventa così uno strumento di narrazione autentica del territorio, capace di unire identità, accoglienza e visione contemporanea.»

L’incontro rappresenta un’occasione per approfondire il valore della rete tra donne del vino e il ruolo della viticoltura come espressione di identità territoriale, in sintonia con lo spirito del festival dedicato alla presenza e alla creatività femminile nella società contemporanea.

L’iniziativa è realizzata con la collaborazione di Confindustria Caserta Sezione Turismo, Cosmoart, Slow Food Caserta, Terra di Lavoro APS, AIS Caserta e FISAR Caserta.

A seguire  domenica 8 marzo, alle 12, al cubo Iconic di via Mazzini a Caserta un altro appuntamento straordinario con l’incontro

«Donne che trasformano la terra: vigna, cucina e scrittura come atti di cultura», ispirato all’ultimo libro di Antonella Amodio «Calici e Spicchi – Atlante della pizza e del vino».

Un confronto dedicato al racconto del gusto come espressione culturale, identitaria e sociale. Protagoniste dell’incontro saranno Mariapina Fontana, proprietaria della cantina Tenuta Fontana e della vigna della Reggia di Caserta nel bosco di San Silvestro; Rosanna Marziale, chef del ristorante Le Colonne; e Antonella Amodio, giornalista enogastronomica. Tre voci femminili che, attraverso esperienze e linguaggi diversi, esploreranno il valore del cibo e del vino come strumenti di trasformazione culturale e sociale. Il dialogo sarà moderato da Adele Granieri, de la Repubblica, che guiderà il confronto tra le protagoniste in un racconto a tre voci dove la Campania rappresenta la radice comune e il cibo diventa visione, memoria e futuro.


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