
di Emanuela Sorrentino
Materie prime eccellenti, lavorate il giusto e all’insegna della semplicità. Il pescato del giorno sempre a disposizione e poi varietà pregiate, sapientemente scelte e cucinate per una valorizzazione della risorsa mare a 360 gradi. Siamo tornati da “Coremare”, il progetto ristorativo di Vincenzo Izzo e Maria Perna, una ulteriore evoluzione della pescheria di famiglia “Don Do” aperta dal suocero di Vincenzo e sempre attiva dove c’è anche il ristorante, a pochi passi dal porto di Torre del Greco. La novità è la nuova e accogliente sala realizzata dove prima c’era la pescheria. A guidare la brigata di cucina è lo chef Gennaro Vicchiarella che fa della semplicità e purezza del prodotto, rispettando le stagionalità, il suo percorso di cucina. Un marchio riconoscibile in tutte le pietanze, dalla brace ai fritti, dagli antipasti ai secondi, proposti senza creme o salse che potrebbero far variare il sapore del pescato.
Tecnica e padronanza del prodotto, assieme alla ricerca sono le costanti dello chef Vicchiarella e della visione imprenditoriale di Vincenzo Izzo.
Particolare la bruschetta con soffritto di cernia “fatto con il quinto quarto di pesci che mangiano solo il pescato vivo”, precisa lo chef, come antipasti ecco il carpaccio cefalo cerino dal sapore intenso, la ventresca di tonno rosso. Anche le verdure incontrano il pescato in un gioco di equilibri e gusto in cui emerge l’autenticità della cucina di mare campana, anzi torrese, ne sono un esempio il carciofo in menu o la scarola ripiena di polpo, gambero, acciughe e olive, una variante di quella classica preparata dalle nostre nonne.
D’effetto e di gusto il mega spiedino di pesce arrostito, sapori di una volta anche nelle linguine con i maruzzielli in bottarga, le lumachine di mare che si usano per arricchire la tradizionale zuppa di cozze del giovedì santo. Quei maruzzielli così utilizzati dai torresi nelle ricette di mare, da sgusciare da soli e mangiare anche assoluti. Ma proporli in carta in un primo piatto, ovviamente già sgusciati nel loro sugo in bianco, non è da molti ristoranti. La brace (josper) di Coremare è un plus. Abbiamo provato l’ombrina con la sua ventresca, la pelle è stata resa croccante dal processo di taglio, e poi il pesce raja. Tutti hanno conservato la morbidezza e la delicatezza delle loro carni.
La triglia servita a mo’ di bruschetta è una chicca da non perdersi, così come il sushi o la “semulella” che in molti scelgono di gustare anche come aperitivo da Coremare accomodandosi ai tavolini accanto alle vasche di frutti di mare. E da quelle vasche l’ospite può anche scegliere cosa farsi cucinare, praticamente a “metro zero”.
Tutte le proposte in carte sono accompagnate da vini locali e dalle etichette internazionali a cura del sommelier Raffaele Sullo.
La “semulella” dicevamo, un pane tipico di Torre del Greco fatto di semola di grano duro, criscito, acqua e sale nata nella zona popolare di Santa Maria di Costantinopoli, che da Coremare è diventata un piatto in menu. Può essere farcita con burro e acciughe di Cetara, oppure con gamberi, salmone stagionato e tanto altro. Un ricordo d’infanzia per Vincenzo Izzo che da piccolo la vendeva assieme agli amici per le strade della città, per divertimento. I dolci di Coremare sono fatti in casa: dal tiramisù alla delizia, fino alla proposta più identitaria: la mini cake alla mela annurca e cannella, un’esplosione di sentori caldi e avvolgenti con il frutto proposto in diverse consistenze nel tortino, anche essiccato.
All’interno del locale c’è una cella di maturazione a vista, con esemplari molto grandi di pesce come la cernia gialla che incuriosiscono i clienti e fanno sì che lo staff possa spiegare il processo che ne consegue, apprendendo interessanti nozioni sulla cultura della cucina di mare torrese.
Coremare – Pescheria Don Do
Vico Fontana, 8 – Torre del Greco (NA)
Scheda del 4 novembre 2025
Coremare, dalla pescheria alla tavola all’insegna della tradizione torrese
di Emanuela Sorrentino
Tradizioni, ricordi, identità e tanto territorio a due passi dal porto di Torre del Greco. Vincenzo Izzo e Maria Perna nel loro “Coremare”, il progetto gastronomico che punta a valorizzare il pescato e la risorsa mare, sorprendono con semplicità e ricerca. E poi c’è la semolella, il pane tipico torrese inserito in menu.
Un ricordo di infanzia di Vincenzo, che da piccolo vendeva la semolella, anzi la “semulella” come la chiamano i torresi, nelle strade di Torre del Greco, facendo arrabbiare i genitori per il tempo sottratto allo studio. E oggi quella semolella, il pane fatto di semola di grano duro, criscito, acqua e sale nata nella zona popolare di Santa Maria di Costantinopoli, è diventata un piatto in menu, farcita con burro e acciughe di Cetara, oppure con gamberi, salmone stagionato e tanto altro.
Coremare sorge in un edificio che un tempo ospitava una vecchia stalla per asini usati nella zona per il trasporto del grano dal momento che a poca distanza c’erano i Mulini Marzoli. Situato accanto alla pescheria il locale è un punto di riferimento per chi ama il pesce fresco e la cucina di mare autentica. Due le anime complementari: fish bar con proposte più informali e veloci e ristorante con piatti per chi desidera un’esperienza gastronomica completa.
In menu Spaghettone cozze e lupini, Linguine con pescato del giorno, Paccheri con pescatrice, Pasta con aragosta, con cicale di mare, e ancora frittura, pescato del giorno alla brace, trancio di pesce stagionato alla brace e tante altre proposte con i clienti che possono “scegliere” direttamente guardando le vasche con frutti di mare.
Vincenzo ha iniziato il suo percorso nella storica pescheria “Don Do” accanto al suocero. Nel 2001 inaugura la sua pescheria. L’anima di Coremare è il pescato locale, valorizzato nel rispetto della stagionalità. A guidare la cucina c’è lo Chef Gennaro Vicchiarella, il cui marchio di fabbrica è il pesce alla brace, cucinato con semplicità e rispetto. Dai crudi ai primi, fino ai secondi, ogni piatto rispecchia la filosofia del ristorante: sapori netti, genuini e senza artifici o creme e salse a coprire i sapori. Protagoniste le erbe aromatiche che esaltano le carni del pescato. Lo chef che “pesca” direttamente dalle vasche o sceglie telline e altri frutti di mare accanto ai clienti in sala.
Coremare – Don Dò
Vico Fontana, 8 Torre del Greco
chiuso il lunedì
3758076456
Dai un'occhiata anche a:
- Tripperia ‘O Russ dal 1945 a Sant’Eframo Vecchio a Napoli: una storia di famiglia e di quinto quarto
- Antica Locanda, San Leucio: La cucina di mare che racconta il territorio, tra memoria, eleganza e visione contemporanea
- Taverna Mast Emilio a Roccadaspide
- Taverna Pessoa a Frattamaggiore, tra polpo, paella e poesia
- Pizza Margherita a Sudshi Non Solo Pane a Vallo della Lucania
- Il White Chill Out di Pozzuoli apre le porte al Giappone
- Dialetti Cibo e Vini Naturali: il ristorante a Napoli che da voce al territorio
- A Casa d’ ‘e Femminielli, ai Quartieri tra gusto, tradizione e simpatia