Diesel Farm: il vino, la terra e la visione agricola di Renzo Rosso

Pubblicato in: I vini da non perdere

di Valentina Ruzza

Tra le colline che guardano Bassano del Grappa, dove i vigneti si alternano agli ulivi e il vento cambia continuamente profumo, esiste un luogo che riesce a tenere insieme agricoltura, design, vino e ospitalità senza mai perdere credibilità. La Diesel Farm non è soltanto una cantina, né un esercizio di stile firmato da uno degli imprenditori italiani più conosciuti al mondo. È piuttosto una dichiarazione d’identità. “Sono nato in una fattoria”, ricorda spesso Renzo Rosso. Ed è probabilmente in quella frase che si trova la chiave più autentica del progetto. Perché la Diesel Farm non nasce come progetto collaterale o passatempo agricolo di lusso, ma come ritorno alle origini di un figlio di contadini diventato simbolo internazionale dell’industria creativa italiana. “Ho strappato questa terra a un destino che la voleva ricoperta di cemento”. Una frase che, letta direttamente tra i filari della tenuta, assume un peso completamente diverso. Qui la natura non è decorazione, ma sostanza concreta, silenziosa e profondamente rispettata. La proprietà si estende per circa cento ettari tra i 150 e i 300 metri di altitudine, in un microclima privilegiato dove le correnti che salgono dalla Laguna Veneta incontrano quelle alpine creando condizioni ideali per una viticoltura di precisione. Ma ciò che colpisce davvero è il senso di equilibrio naturale che si respira ovunque: caprioli, falchi, cinghiali, cavalli, pecore e galline convivono all’interno di un ecosistema costruito con attenzione quasi maniacale. Renzo Rosso ha scelto un’agricoltura biologica e biodinamica senza compromessi. “La terra dona i suoi frutti e non va sfruttata o inquinata. L’uomo deve esserne il custode”, afferma. Ed è una filosofia che si percepisce in ogni dettaglio: dal sovescio ai fiori spontanei tra i filari, dal dry farming fino alla gestione del suolo che punta a restituire più di quanto venga preso. La svolta decisiva arriva nei primi anni Novanta quando alla Farm approda Roberto Cipresso, tra gli enologi italiani più autorevoli e visionari, originario proprio di Bassano del Grappa. Durante un pranzo nella tenuta, Cipresso intuisce immediatamente il potenziale di quei suoli vulcanici e calcarei e lancia a Rosso una sfida ambiziosa: produrre grandi vini con una sensibilità quasi borgognona. Da quel momento il progetto cambia dimensione. Vengono piantate varietà internazionali interpretate però in chiave territoriale, si lavora sulle singole parcelle e la produzione rimane volutamente limitata, focalizzata esclusivamente sulla qualità.

La prima bottiglia nasce nel 1999. Oggi la produzione si aggira attorno alle 25.000 bottiglie e porta nomi che giocano con l’identità Diesel ma che nel bicchiere parlano soprattutto di Marostica, dei suoi suoli di basalto e arenaria e del suo clima favorevole: Rosso di Rosso, Bianco di Rosso, Nero di Rosso, MeRRlot, CabeRRnet, Icon. L’enologo Umberto Marchiori, insieme al team di Uva Sapiens, ha introdotto un approccio rigoroso e sensibile fatto di vendemmie scalari, selezioni maniacali, fermentazioni anche con lieviti indigeni e interventi mai invasivi. Ogni vino viene pensato come un racconto liquido dove autenticità e precisione convivono senza forzature. La visita alla Diesel Farm inizia nella barricaia, uno spazio quasi sacrale dove il silenzio del legno accompagna il tempo lento del vino. Da lì il percorso si sviluppa attraverso sale che alternano installazioni artistiche, fotografie monumentali e sezioni museali dedicate ai diversi terroir della tenuta. Colpisce la scenografica scalinata che conduce alla sala degustazione: un’opera materica rivestita con tappeti recuperati dallo storico Hotel Ancora di Cortina — altra acquisizione di Rosso — trasformati in un patchwork contemporaneo che sintetizza perfettamente l’estetica della Farm. 

La degustazione si apre con il Celebrating 55 Metodo Classico, Chardonnay e Pinot Nero, sboccatura ottobre 2025.

Il perlage è fine e persistente, mentre il profilo aromatico si muove tra crosta di pane, fiori bianchi, pesca e agrumi. In bocca emerge una bella tensione minerale accompagnata da freschezza e sapidità. Il Bianco di Rosso 2023, Chardonnay in purezza Breganze DOC, colpisce invece per luminosità e dinamismo. Giallo paglierino con riflessi dorati, profuma di acacia, pera, banana e frutta esotica, accompagnate da una speziatura dolce molto elegante. Il sorso entra morbido ma trova presto freschezza e slancio sapido. 

Sorprendente il MeRRlot di Rosso 2021, un Merlot decisamente fuori dagli schemi. Rubino brillante con riflessi granati, al naso emergono ribes rosso, ciliegia, lampone e una raffinata chiusura balsamica. In bocca stupisce per verticalità e tensione, mantenendo grande persistenza. Il Rosso di Rosso 2016, blend di Merlot e Cabernet Sauvignon, rappresenta probabilmente la sintesi più completa dello stile Diesel Farm. Rubino granato luminoso, sviluppa sentori di pot-pourri di fiori rossi, pepe nero, cardamomo e una delicata nota vegetale elegante. Il sorso entra setoso e si allunga progressivamente riempiendo il palato con profondità, freschezza e una lunga chiusura sapida. Accanto alla cantina si sviluppa la Cucina Diesel Farm, bistrot rurale contemporaneo che rappresenta l’estensione naturale della filosofia agricola della tenuta. Qui la cucina evita inutili esercizi creativi e lavora piuttosto sulla riconoscibilità del gusto, sulla qualità della materia prima e su una filiera interna estremamente coerente. Molte verdure provengono dagli orti aziendali, le carni dagli allevamenti della Farm, l’olio extravergine è prodotto internamente e persino il pane cotto a legna diventa elemento identitario. L’ambiente riflette perfettamente questa visione: grandi vetrate aperte sulla pianura vicentina, un importante camino in pietra, materiali naturali e una terrazza panoramica che nelle giornate limpide arriva quasi a inseguire con lo sguardo la Laguna Veneta. Il menu alterna preparazioni popolari a piatti più raffinati mantenendo sempre una forte componente conviviale. Anche i prezzi risultano sorprendentemente accessibili rispetto al livello dell’esperienza. Per iniziare, il tagliere di salumi della Farm racconta immediatamente il lavoro agricolo della tenuta attraverso salumi artigianali accompagnati da una giardiniera fatta in casa viva e sapida. Accanto, la tavolozza di formaggi di malga con confetture artigianali e miele millefiori lavora sulla territorialità senza cadere nella prevedibilità. Molto interessante anche il “Pane e Olio”: pane cotto a legna, olio RR prodotto nella tenuta e passata di pomodoro dell’orto. Un piatto apparentemente semplice che sintetizza perfettamente la filosofia della Farm. 

Tra gli antipasti emerge il vitello tonnato, eseguito con grande precisione: carne cotta lentamente, salsa tonnata equilibrata, tabasco dosato con intelligenza e frutto del cappero a dare profondità. Più agricola e immediata l’insalatina contadina con gallinella padovana, ortaggi croccanti e cipollotto marinato. I primi piatti raccontano invece il lato più comfort della cucina veneta contemporanea.

Il risotto risi e bisi con pancetta croccante mantiene leggerezza e cremosità, mentre il tortello ripieno di baccalà mantecato con burro alle erbe e pesto di rucola è probabilmente uno dei piatti più centrati della carta: intenso ma equilibrato, aromatico ma mai ridondante. Molto riusciti anche il bigolo artigianale con pomodoro dell’orto e stracciatella, la tagliatella tirata a mano al ragù di manzo e la lasagna di cortile con sfoglia agli spinaci e ragù bianco. Nei secondi emerge ancora di più il legame con la tenuta agricola. La tartare di manzo battuta al coltello con crema di melanzane alla menta e tegoline al kamado unisce rusticità e precisione tecnica, mentre il pollo in tecia con peperonata dell’orto restituisce il senso più autentico della cucina domestica evoluta. 

Molto convincente anche il roast beef rosa con salsa verde alle erbe e purè di patata dolce, costruito sull’equilibrio tra acidità, morbidezza e componente erbacea. Persino i contorni — crema di polenta, peperonata, tegoline e patate al rosmarino — mantengono una propria dignità gastronomica. Tra le impressioni più forti emerse durante la visita, una merita particolare attenzione: il senso di appartenenza delle persone che lavorano alla Diesel Farm. In una realtà agricola così articolata il capitale umano è fondamentale, ma qui si percepisce qualcosa di ulteriore.

Chi lavora nella tenuta non parla semplicemente di procedure aziendali o impostazioni operative: parla di “nostra terra”, “nostri animali”, “nostri vini”. Ed è forse proprio questo il risultato più interessante raggiunto da Renzo Rosso: aver trasformato una visione personale in cultura condivisa. La Diesel Farm riesce infatti a tenere insieme mondi apparentemente lontani — agricoltura, design, vino, ospitalità e memoria contadina — senza mai perdere autenticità. Un luogo dove il lusso non viene dichiarato, ma costruito lentamente attraverso il paesaggio, il lavoro quotidiano e la coerenza.

 

CANTINA DIESEL FARM
Via Canale, 36063 Marostica (VI)

Azienda vitivinicola e bistrot immersi nelle colline tra Bassano del Grappa e Marostica, nati dalla visione di Renzo Rosso. La tenuta si estende per circa 100 ettari coltivati secondo principi biologici e biodinamici, con una produzione limitata di vini identitari come Rosso di Rosso, Bianco di Rosso e Nero di Rosso.

All’interno della proprietà si trovano la barricaia, la sala degustazione panoramica e il bistrot Cucina Diesel Farm, dove la filosofia agricola della tenuta viene tradotta in una cucina stagionale e territoriale, costruita su orti aziendali, allevamenti interni e pane cotto a legna.

Tra i piatti simbolo: tortello al baccalà mantecato con burro alle erbe e pesto di rucola, risotto risi e bisi, roast beef rosa con salsa verde e taglieri di salumi e formaggi della Farm.

Telefono: 0424 75224
Degustazioni e visite su prenotazione.

 


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