Franco Pepe a Identità: il fattore umano è la passione che ti divora completamente, vedere quello che nessuno vede

Pubblicato in: Personaggi
Franco Pepe

di Bruno Sodano

Tante edizioni, tanti focus diversi, quest’anno, ad Identità Golose, il tema è stato davvero molto interessante: IL FATTORE UMANO. Fra i mille e più piatti della gastronomia nazionale ed internazionale la pizza ha fatto da padrona ed è stata il piatto simbolo dell’edizione 2018 nelle interpretazioni di due grandi pizzaioli: la Scarpetta di Franco Pepe e l’Aria di Pane di Renato Bosco.

Quanto è importante il fattore umano per Franco Pepe?

“Ho partecipato a sette edizioni di “Identità Golose” ognuna con temi bellissimi ma, quello di quest’anno, mi calza proprio a pennello. Il mio progetto, quello che è nato dopo un lungo periodo di formazione con mio padre, con i miei fratelli, etc… “Pepe in Grani”, è un progetto che ho iniziato da solo ed ha tanto fattore umano. Negli anni io ho ascoltato il cliente, ho interagito con i direttori, ho fatto una formazione diversa. Mi sono guardato intorno a 360°: il fattore umano sta alla base di tutto ed è la forza vincente di un progetto. Se noi ascoltiamo tutti e cerchiamo di fare un lavoro per tutti, i nostri progetti saranno sicuramente dei progetti vincenti e quindi se oggi sto qui a parlare con te, nel settimo anno consecutivo, è perché ho saputo ascoltare ed ho saputo dare nel modo giusto, con una certa continuità. Il problema è che noi dobbiamo fare attenzione ad alcune cose. Le belle cose, le comete, si possono vedere e non vedere più. Importante è garantire al cliente sempre una continuità di qualità del prodotto, che ci sia sempre qualcosa di nuovo, quindi sperimentazione. Se noi lavoriamo in questo modo, in questa direzione, i nostri progetti sono belli da portare avanti e non diventano un lavoro ma diventano un qualcosa di piacevole portandoti ad accettare pure tutte le sofferenze possibili che possano essere legate ad un lavoro, come il mio, a cui ti ci devi dedicare 15/19 ore al giorno. Io sto qui a parlare con te, ho chiuso il mio locale all’una e mezza di notte, sono partito alle tre. Abbiamo volato in aereo dalle 6.00. 7.30 arrivati a Milano. Il tempo di lavarmi, abbiamo organizzato la linea, fatto mille cose ed io, in tutto ciò,  non ho proprio dormito. Se io non avessi la voglia e la passione per questa attività io non lo potrei mai fare“.


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