Il Cesanese del Piglio oltre il calice, l’Eno Bike Tour della Cantina Rosso del Borgo

Pubblicato in: Curiosità, I vini da non perdere

di Tonia Credendino
Alla vigilia della vendemmia siamo partiti da Casa Cuculo, sede della cantina Rosso del Borgo a Piglio, per attraversare in e-bike le vigne del Cesanese. Con noi una guida MTB certificata di Pachamama Adventure, l’organizzazione che collabora alla realizzazione delle escursioni e assicura assistenza lungo il tragitto. L’esperienza comprende e-MTB, casco e copertura assicurativa; prima della partenza, la guida valuta la preparazione dei partecipanti e modula l’uscita affinché persone con livelli diversi di allenamento possano pedalare insieme. L’assistenza elettrica alleggerisce salite e sterrati, ma non annulla il rapporto fisico con il percorso: la pedalata resta parte del viaggio senza trasformarsi in una prova atletica.
Avviato nel 2023, l’Eno Bike Tour di Rosso del Borgo comprende itinerari verso Piglio, Acuto, Anagni, Fiuggi e la Via Francigena, oltre alla possibilità di concordare un percorso personalizzato. Una delle direttrici principali segue la Pista Ciclabile Paliano–Fiuggi, ricavata sul tracciato dell’antica ferrovia Roma–Fiuggi: una linea verde tra Serrone, Piglio e Acuto, scandita da ponti in ferro, piccoli caselli, fontane e aperture panoramiche sui vigneti e sulle colline del Cesanese. La collaborazione con Pachamama Adventure estende le possibilità al Lago di Canterno, a Fumone e ai rilievi dei Monti Ernici, componendo una rete di strade rurali e sentieri capace di unire natura, borghi e testimonianze storiche lontane dai circuiti più battuti.

La nostra uscita ha seguito la direttrice di Acuto, attraversando la parcella La Maddalena, dove i filari di Cesanese si alternano a rigogliose piante di Malvasia Istriana. Nei pressi della Torre del Piano, un rapido controllo degli acini con il rifrattometro ci ha permesso di verificare l’andamento della maturazione. Poco oltre, raccolta tra vigne e sorgenti, appare la chiesa-lebbrosario di Santa Maria Maddalena, documentata almeno dal XIII secolo. Fu luogo di assistenza e insieme di isolamento per i malati di lebbra, uno spazio nel quale la cura del corpo si univa a quella dell’anima. Ho potuto suonare la sua campana e quel rintocco disteso tra i filari ha dato voce, per qualche istante, a secoli di memoria.

Il ritorno a Casa Cuculo conduce dalla campagna alle persone che governano il progetto. Rosso del Borgo, nata alla fine degli anni Novanta da una conoscenza della viticoltura maturata attraverso le generazioni, è oggi condotta da Alessandro Carapellotti e Francesca Aglitti, con responsabilità complementari.

Alessandro segue le vigne, la vinificazione e le decisioni produttive; Francesca cura l’organizzazione, le relazioni e un’accoglienza che costituisce una parte sostanziale dell’identità aziendale. Rosso del Borgo ha raggiunto oltre sei ettari vitati e una produzione superiore alle ventimila bottiglie l’anno, continuando a crescere attraverso nuovi terreni e il controllo diretto della filiera.

Anche la distribuzione risponde a una scelta precisa: le etichette restano soprattutto nelle enoteche, nei ristoranti e nelle botteghe della zona, all’interno di una rete costruita nel tempo.
In cantina il mosto in fermentazione introduce il pied de cuve, preparato con una piccola quantità di uve sane raccolte in anticipo.

È Alessandro a seguirne personalmente ogni fase, dalla scelta dei grappoli al controllo delle temperature, con una cura nutrita dall’esperienza e una dedizione che non concede distrazioni.

La fermentazione spontanea favorisce la moltiplicazione dei lieviti presenti naturalmente sulle uve e nell’ambiente di cantina; la massa ottenuta viene quindi impiegata per avviare la vasca principale, senza ricorrere a lieviti selezionati commerciali. Un procedimento che esige materia prima integra, pulizia e osservazione costante perché, come mi spiega Alessandro, ridurre gli interventi non significa affidarsi al caso, ma concentrare precisione e responsabilità nei passaggi decisivi.

La degustazione riporta nel calice quanto osservato durante la giornata. Quercia Grossa Passerina del Frusinate IGT apre con un profilo fresco, nitido e immediato. Pedicate IGP Cesanese privilegia la schiettezza del frutto e la bevibilità, mentre Puccio Cesanese del Piglio DOCG acquista maggiore definizione nella struttura e nella trama tannica. Lisandro 2021 Cesanese del Piglio DOCG Superiore Riserva rappresenta la lettura più profonda e distesa, nella quale il tempo amplia complessità e persistenza senza attenuare il carattere del vitigno. Quattro espressioni differenti, legate dalla volontà di restituire il Cesanese e le altre uve del territorio senza separarle dal luogo in cui nascono.

Francesca completa la giornata a tavola con la ricotta di pecora accompagnata dalla confettura di Passerina, i salumi, i formaggi, la parmigiana, le verdure e le preparazioni della cucina di casa.

Non un semplice corredo gastronomico, ma la forma più concreta dell’ospitalità di Rosso del Borgo e il naturale proseguimento della degustazione. Dopo i sentieri, gli acini assaggiati, il rintocco della campana, il mosto in fermentazione e i vini, ogni elemento trova il proprio posto. Il valore dell’Eno Bike Tour è proprio qui: permettere di comprendere Piglio attraverso ciò che produce, custodisce e tramanda, fino a restituire al Cesanese la sua geografia e alle bottiglie il paesaggio dal quale provengono.

Cantina Rosso del Borgo – Casa Cuculo
Contrada Casale Sant’Antonio
 03010 Piglio (FR)
Tel. 339 356 0046
Visite, degustazioni ed Eno Bike Tour su prenotazione


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