Il gusto dell’inatteso. Heinz Schattner, quando il cibo diventa arte

Pubblicato in: Curiosità

di Tonia Credendino
Prima di essere nutrimento, il cibo è materia, colore, forma. La natura compone da sempre immagini che impariamo a riconoscere quando ci fermiamo a guardarle: la trama di una foglia, il riflesso di una squama, la curva di un fiore. Anche un oggetto semplice, sottratto alla sua funzione e accostato a qualcosa di inatteso, può diventare una domanda visiva. È da questo cambio di prospettiva che prende forma la ricerca di Heinz Schattner, fotografo capace di trasformare il quotidiano in un territorio di possibilità.
Nelle sue immagini una scarpa può accogliere una foglia di cavolo, un tacco affondare in un uovo fritto, un polpo intrecciarsi con un vaso di fiori. Il cibo non è decorazione né semplice citazione della tavola. Diventa elemento di una composizione che spiazza, diverte e invita a ripensare ciò che vediamo. L’accostamento inatteso non cancella la natura degli oggetti, ma la mette in discussione: una sardina conserva il suo riflesso argenteo, l’uovo la sua familiarità domestica, la foglia la trama viva della materia vegetale. Eppure, dentro l’immagine, ciascuno assume una nuova funzione.
La fotografia di Schattner non si limita a registrare il reale. Lo ricompone. Seleziona, accosta, altera le proporzioni del consueto e ci invita a sostare davanti a ciò che credevamo di conoscere. Dietro la leggerezza e l’ironia delle scene c’è un lavoro attento di costruzione: ogni elemento è scelto per creare un cortocircuito visivo, una sorpresa capace di aprire nuove possibilità di lettura.
Nato in Germania, Heinz Schattner ha vissuto tra Parigi e Londra, dove è stato assistente di noti fotografi di moda. Da anni lavora a Milano con committenti internazionali. Ha pubblicato su Vogue Bambini, Vogue Uomo e altre riviste, firmando campagne pubblicitarie televisive come fotografo e direttore artistico. Accanto al lavoro professionale porta avanti una ricerca personale riconoscibile per la libertà creativa e per lo humor che attraversa le immagini.

Nella mostra “Heinz Schattner. Le forme inattese del reale”, la Unexpected Series del 2025 offre alcuni esempi particolarmente efficaci di questo sguardo. “Octopus in Purple” mette in relazione il polpo con il vaso e i fiori, trasformando una natura morta in una scena sospesa tra seduzione e straniamento. In “Fish Lilium”, il pesce incontra la calla e avvicina mondi che la nostra abitudine terrebbe separati. “Yellow Lilium”, “Anomalia”, “Onirico” ed “Embrace” compongono un percorso di intuizioni diverse, unite dalla volontà di sottrarre gli oggetti a una lettura prevedibile.
Il dialogo con il cibo emerge con particolare evidenza nelle fotografie in cui le scarpe si riempiono di sardine, la cui brillantezza richiama quella delle superfici di moda, oppure accolgono una foglia di cavolo. In un’altra immagine, il tacco di una calzatura punge un uovo fritto. Sono scene ironiche, ma non soltanto divertenti: l’incontro tra materia naturale e oggetto costruito mette in tensione codici diversi, cucina e moda, appetito e desiderio, funzione e immaginazione.

Nel testo critico che accompagna la mostra, Roberto Mutti scrive che questi accostamenti sono capaci di suggerire «nuove, inedite, prospettive di senso». La sua lettura individua nella ricerca di Schattner una sensibilità vicina al Surrealismo, attraversata però da uno spirito gioioso. Il polpo che abbraccia una borsa o avvolge gli steli di un mazzo di fiori non è un semplice espediente per stupire. È un invito a sospendere per un momento le categorie con cui separiamo il naturale dall’artificiale, il commestibile dall’estetico, l’oggetto d’uso dall’immagine.
La fotografia, in questo senso, diventa un esercizio di attenzione. Ci mostra che la realtà non è esaurita dal nome che diamo alle cose né dall’uso che ne facciamo. Un alimento può essere forma, superficie, colore; un oggetto quotidiano può diventare protagonista di una scena; un’immagine può restituire al nostro sguardo ciò che la fretta aveva reso invisibile. La natura offre la prima e inesauribile lezione di forma, ma serve uno sguardo allenato per riconoscerla. Schattner ci invita proprio a questo: a guardare di nuovo, senza dare per scontato ciò che abbiamo davanti.

È qui che il lavoro dell’artista incontra il mondo del food e dell’alta cucina. In entrambi i casi la materia viene osservata, scelta e trasformata, senza perdere il legame con la sua origine. La mostra si inserisce negli spazi del DESCHEVALIERS Restaurant di Napoli, dove il dialogo tra fotografia e cucina trova una cornice naturale, fatta di convivialità e attenzione ai sensi.
Alle immagini abbiamo accompagnato le bollicine di Follador, storica famiglia la cui tradizione enologica risale al 1769. Durante la serata abbiamo bevuto Torri di Credazzo Cru Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Millesimato Extra Dry. Il perlage fine e persistente, la freschezza e il profilo fruttato hanno accompagnato l’esperienza senza sovrastarla, lasciando spazio al dialogo tra fotografia, cibo e vino.
A Napoli, “Le forme inattese del reale” di Heinz Schattner porta il quotidiano fuori dalle sue abitudini. Il cibo diventa immagine, l’immagine si fa domanda e lo sguardo ritrova la curiosità necessaria per vedere, nelle cose più semplici, una forma possibile di bellezza.

Mostra “Heinz Schattner. Le forme inattese del reale”
a cura di Finarte The Gallery
29 ottobre 2026 al 25 gennaio 2027 
DESCHEVALIERS Restaurant, all’interno del De Bonart Naples
Corso Vittorio Emanuele 131, Napoli


Dai un'occhiata anche a:

Exit mobile version