di Lorenzo Colombo
La Vigna Fracia è di proprietà della Nino Negri dal l’anno della sua fondazione, ovvero dal1897, si tratta di un vigneto di 10 ettari d’estensione sette dei quali appartengono alla Nino Negri. Situato ad un’altitudine compresa tra i 380 ed i 500 metri slm su suolo scistoso e facilmente sfaldabile composto principalmente da sabbia, ghiaia e limo, è disposto su ripidi (la pendenza arriva al 65%) ma ampi terrazzi sostenuti da muretti a secco.
La loro ampiezza ha dato la possibilità di reimpiantare il vigneto dal tradizionale metodo a Rittochino, tipico della Valtellina, al più facilmente gestibile e parzialmente meccanizzabile Giropoggio, da Est ad Ovest, con potatura a Guyot, aumentando così anche la densità di ceppi per ettaro. Nonostante si trovi in una zona relativamente più fresca rispetto ad altre la vegetazione spontanea è quella tipica della valle, ovvero vi si trovano piante da clima mediterraneo.
Questo microclima più freddo fa si che il ciclo vegetativo del Nebbiolo sia più lungo conferendo al vino particolari sentori floreali e d’erbe aromatiche in gioventù che si evolvono durante la vita del vino che ha inoltre una particolare longevità.
Nel corso degli anni l’etichetta e cambiata ed ora riporta la sottozona Valgella, il vino ha così acquisito il nome di Valtellina Superiore Valgella Vigna Fracia ed è stato inserito nella linea produttiva “Vigne di Montagna”.
Attualmente l’affinamento del vino è cambiato, avvenendo principalmente in botti di rovere di medie dimensioni, relegando solamente una piccola percentuale in barriques, terminandola poi con 18 mesi in bottiglia.
Il vino
La vinificazione è stata effettuata a temperatura controllata in vasche d’acciaio, terminando la fermentazione malolattica in barriques dove è rimasto per 15 mesi.
L’apertura della bottiglia, dopo vent’anni dalla vendemmia, non ha causato particolari problemi, il tappo, come si vede dalla foto è uscito integro -abbiamo utilizzato il cavatappi a doppia lamella e verme- e solo leggermente colorato dal vino nella sua parte più interna (la bottiglia è sempre stata conservata coricata).
Il vino si presenta con un color granato profondo con unghia tendente all’aranciato.
Dopo i primi minuti nel quale ci appare un poco chiuso, s’apre ampio, complesso ed elegante con buona intensità olfattiva su note di sottobosco, cuoio e fiori secchi, e poi ancora note balsamiche, di frutta secca e di caffè, prugna secca, pepe e vaniglia.
Intenso e strutturato, con leggeri accenni piccanti, vi cogliamo sentori di cioccolato alla menta uniti a quelli di noci, castagne, pepe, caffè chiude piacevolmente amaricante con lunghissima persistenza e tannino integro.
Nota: la foto del vigneto è tratta dal sito de La Cucina Italiana
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