Kebastard Catania– Cosmopolitismo a tavola

di Francesco Raguni

Il giorno 25 maggio è ufficialmente partito KEBASTARD, il nuovo progetto dell’imprenditore catanese Andrea Graziano, realizzato insieme ad Abdallah Dadi, tunisino in fuga dal regime di Zine El Abidine Ben Ali. Già proprietario del ristorante FUD, Graziano è entrato in società con Dadi per declinare in maniera innovativa un cibo ormai incardinato nello street food locale: il Kebab (e non solo). Con questa apertura prosegue il periodo di fermento di Graziano che, già qualche mese addietro, aveva rivoluzionato anche lo stile di pizza servita da FUD, abbandonando lo stile napoletano in favore di uno più siciliano e rustico. “KEBASTARD si rivolge a una generazione abituata alla contaminazione culturale, molto più sensibile all’autenticità che alla perfezione.

Ma, come spesso accade nei progetti radicali, la sua natura – racconta Andrea – è trasversale: parte da un cibo popolare, spesso banalizzato, e gli restituisce spessore, dignità e immaginario”. Ed è proprio la contaminazione la stella Polare con cui ci si è orientati per la costruzione del menù.
La proposta gastronomica del locale parte da piccoli assaggi che offrono uno spaccato di varie culture. Esempio di ciò sono gli spiedi: yakitori giapponesi, satay tailandesi, seekh pachistani, souvlaki greci e – infine – lo spiedo che omaggia la cucina catanese, con carne di cavallo e ricotta salata.

I piatti di ingresso però non finiscono qui: degni di menzione ad hoc, sono gli Stralafel (polpette di ceci speziate e servite con yogurt di bufala, coriandolo e sesamo). Per chi invece cerca uno sfizio che strizza l’occhio alla cultura messicana si trovano sia i nachos che i tacos. Sul fronte bevande si può spaziare dalle classiche bibite analcoliche e alle birre artigianali, presenti pure in versione dealcolata.
Venendo al piatto forte, troviamo 5 tipologie di pite, servite rispettivamente con carne di pollo e/o manzo oppure ancora con delle melanzane, per chi segue una dieta vegetariana. A fare la differenza e dare il proprio carattere ad ogni piatto sono le relative marinature e la cattura sullo spiedo.

In particolare, abbiamo provato il Black Shawarma, con carne di manzo marinata e speziata alle erbe, con patate, cipollina, cavolo rosso fermentato e servita con yogurt di bufala artigianale ragusana, e il Super Gyros, con pollo speziato alla paprika e peperone, tzatziki, cetriolini, pomodoro, misticanza, cipolla e patate fritte.

Trait d’union dei due kebab sono la Salsa Bastard, realizzata con peperoncino, peperone e pomodoro, e la pita, cioè la base che accoglie i condimenti, realizzata in maniera artigianale con un impasto tirato a mano.
Diverse le materie prime di origine siciliana: stiamo parlando dello Za’atar (miscela di spezie titpica dei Paesi arabi ndr) con sommacco siciliano, il sesamo di Ispica, lo yogurt di bufala che irrora diverse preparazioni, il cosacavaddu ibleo dell’azienda Bubalus, la provola delle Madonie dell’azienda Invidiata e l’aglio rosso di Nubia.

Così, tra i tavoli interni ed esterni, ci si può sedere in quel di piazza Sciuti per scoprire varie sfumature della cucina etnica, tematica che – peraltro – sta finalmente prendendo sempre più spazio tra le vie di Catania. “Quando sono arrivato in Italia non parlavo la lingua, non conoscevo nessuno. Ma in cucina è stato tutto più chiaro […] è lì che ho trovato il mio posto. Non mi sono mai sentito completamente di un Paese solo. E alla fine ho smesso di vederlo come un problema. Essere in mezzo – spiega il co-proprietario Abdallah Dadi – significa avere più punti di vista, più sapori, più possibilità. KEBASTARD nasce anche da questo: dall’idea che l’incrocio non è una mancanza, è una risorsa”.

Una chiosa finale la merita di certo il design del locale, realizzato dall’architetta Fatima Costa. “Già dal nome, Andrea Graziano mi aveva convinta. […] Mi interessava costruire uno spazio- spiega Costa – che fosse un incrocio. Ho lavorato per stratificazione: simboli e materiali provenienti da culture diverse che convivono senza uniformarsi. Ogni cultura che entra in quel luogo può essere identificata”. Colori sgargianti, curve e luci, simboli come una semplice mano riescono a raggiungere quanto desiderato dalla Costa. Anche le saracinesche non sono state trascurate, la cui superfice è stata arricchita dalle illustrazioni dell’artista catanese Chiara Abramo.

Kebastard
https://www.kebastard.com/
Piazza Sciuti 9/10, Catania
Aperti dal lunedì al venerdì (18:00 – 02:00), sabato e domenica (12:00 – 02:00)
Tel: 095 2468119
Mail: hello@kebastard.com


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