
Lo scandalo Mozzarella blu aveva riguardato latticini venduti in Italia ma prodotti in Germania dall’azienda bavarese Milchwerk Jaeger: la novità è che stavolta c’è la firma italiana, quella dell’azienda Granarolo, sui due prodotti acquistati in un supermercato del torinese che hanno assunto la colorazione blu una volta aperti.
Secondo quanto appreso, dovrebbero confermare la presenza dello pseudomonas fluorescens, il batterio che colora di azzurro il latticino e che non è patogeno per l’uomo ma indica comunque la presenza di carenze igieniche.
Della vicenda si occupa la procura di Torino che sulle mozzarelle blu conduce da tempo un’inchiesta.
Granarolo si difende con fermezza osservando che «La mozzarella Granarolo viene fatta in Italia; se sulla confezione è riportata la dicitura solo latte fresco italiano significa che la materia prima è esclusivamente italiana».
Il nuovo allarme sulla sicurezza alimentare che riguarda il formaggio più comprato dagli italiani (170 milioni di kg all’anno) e anche il più imitato all’estero fa naturalmente insorgere le associazioni dei consumatori che chiedono per l’ennesima volta regole certe sull’etichettatura degli alimenti.
Noi però pensiamo anche che la vera anomalia è che una grande industria possa tirare fuori un prodotto che si chiama mozzarella.
Ma su questo torneremo
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