La pizzeria CambiaMenti diventa ambasciatrice dello Champagne Besserat de Bellefon

Pubblicato in: Breaking News

CambiaMenti, Caserta

Via Generale Pasquale Tenga, 84

Telefono: 0823 125 4705

di Antonella Amodio

Pizza e vino: un legame sempre più solido, testimoniato dalla nascita di progetti e collaborazioni che fino a qualche anno fa sarebbero sembrati impensabili. CambiaMenti, la pizzeria di Ciccio Vitiello, in quinta posizione in 50 Top Pizza Italia 2025, continua a rafforzare il dialogo tra il mondo della pizza e quello del vino, confermando il ruolo centrale che quest’ultimo può assumere nell’esperienza gastronomica legata alla pizza. Un percorso avviato già da diversi anni, attraverso una carta dei vini curata nei dettagli e la presenza del sommelier in sala. Oggi questo impegno si traduce in un importante riconoscimento: CambiaMenti diventa ambasciatrice dello Champagne Besserat de Bellefon, storica maison fondata ad Aÿ nel 1843 e considerata tra le realtà più apprezzate della Champagne.

Nel corso della sua lunga storia, Besserat de Bellefon si è distinta per uno stile elegante e complesso, oltre che per la straordinaria capacità dei suoi vini di evolvere nel tempo. Abbiamo chiesto a Ciccio Vitiello come nasce questo legame con la maison francese e quali siano i valori che accomunano le due realtà.

Ancora una volta è lo Champagne a prestare la propria immagine al mondo della pizza. Il caso di Krug, che da tempo annovera anche alcune pizzerie tra i propri ambasciatori, invita a riflettere sulla visione lungimirante di un vino iconico e di quelle maison che si dimostrano meno legate ai pregiudizi rispetto a molti produttori, i quali ancora oggi storcono il naso all’idea che le proprie etichette possano essere abbinate alla pizza, oggi riconosciuta non solo come uno dei piatti più amati al mondo, ma anche come un autentico simbolo della gastronomia italiana. Eppure il mercato racconta una realtà diversa. Il vino in pizzeria non solo si vende, ma si beve sempre di più. Si tratta di un segmento importante dei consumi che presenta ampi margini di crescita. Per svilupparlo ulteriormente servirebbero però alcuni elementi fondamentali: una maggiore formazione del personale di sala, una proposta enologica costruita con criterio e una carta dei vini capace di raccontare e valorizzare le scelte del locale. Solo così l’abbinamento tra pizza e vino potrà esprimere appieno il proprio potenziale, trasformandosi da semplice alternativa alla birra in una vera esperienza gastronomica. Lo hanno capito da tempo alcune delle più prestigiose maison di Champagne. Ora spetta anche al mondo del vino italiano cogliere fino in fondo questa opportunità.

Come nasce la collaborazione tra CambiaMenti e Besserat de Bellefon?

Nasce dall’incontro tra due realtà che condividono la stessa visione: custodire la tradizione, ma avere il coraggio di interpretarla in modo personale. Besserat de Bellefon ci ha colpiti per la sua identità unica nel panorama dello Champagne, costruita attraverso scelte produttive precise e non convenzionali. Allo stesso modo, CambiaMenti ha sempre cercato di sviluppare un proprio linguaggio nel mondo della pizza, fatto di ricerca, contaminazione e libertà di pensiero.

Cosa significa per CambiaMenti diventare ambassador di Besserat de Bellefon e quanto è importante questo riconoscimento nel vostro percorso?

Diventare ambassador di una maison storica come Besserat de Bellefon significa vedere riconosciuto il lavoro che stiamo facendo ogni giorno per elevare l’esperienza della pizza e costruire una proposta gastronomica sempre più completa. È un punto di partenza che ci spinge a continuare a studiare, sperimentare e raccontare la pizza in modo diverso.

Perché avete scelto di legare il nome di CambiaMenti proprio a Besserat de Bellefon? Quali valori o visioni condividete?

Ci siamo riconosciuti in una realtà che ha saputo mantenere una forte identità pur continuando a evolversi. Besserat de Bellefon è una maison che non ha mai cercato di assomigliare alle altre: dalla celebre demi-mousse alla scelta di valorizzare il Pinot Meunier, fino alla decisione di non svolgere la fermentazione malolattica per preservare la freschezza e l’espressione del frutto. Sono dettagli che raccontano una personalità precisa. Anche CambiaMenti nasce da questa idea: rispettare la tradizione senza sentirsi obbligati a percorrere le strade più battute. Ci piace lavorare sulla nostra identità e costruire un’esperienza riconoscibile e distintiva.

Quanto conta oggi, per una realtà come CambiaMenti, costruire un dialogo sempre più forte tra gastronomia, pizza e vino?

Oggi è fondamentale. Per anni la pizza è stata raccontata quasi esclusivamente attraverso l’impasto, mentre noi crediamo che debba essere considerata parte di un’esperienza gastronomica più ampia. Per questo abbiamo investito molto sulla carta dei vini, sul servizio di sala, sull’accoglienza e sulla formazione del personale. Il vino non è un semplice accompagnamento, ma uno strumento capace di valorizzare ingredienti, impasti e percorsi degustazione. È una direzione che perseguiamo da tempo e che rappresenta una componente fondamentale dell’evoluzione di CambiaMenti.

 


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