L’Acqua Pazza a Ponza, ecco il mese migliore per provare il mitico locale di Patrizia Ronca e Gino Pesce

di Barbara Guerra 

Chi ama il mare se lo gode nelle code di stagione quando si distinguono i profumi ed i colori. Giugno e settembre sono i mesi migliori per apprezzare le belle coste e delle stupende isole italiane. E’ questo dunque il momento migliore per visitare Ponza, isola che adoro dal primo giorno in cui vi misi piede dieci anni fa. Ora come allora l’avamposto di cucina d’autore è L’Acqua Pazza, il ristorante di Patrizia Ronca e Gino Pesce.

Tovaglie candide e perfette, luce soffusa, ambiente sempre ben frequentato. I tavoli affacciano sul porto, in quel tratto di strada da dove cominciano la passeggiata pedonale e la movida isolana.

Gino accoglie gli ospiti con eleganza  e disponibilità. Sceglie il pescato, cura i dettagli, guida attraverso una carta dei vini ricca e con qualche bella profondità.

Patrizia dirige una piccola ed efficiente brigata. Il pesce freschissimo è l’ingrediente a cui la proposta è legata. Uno dei pochi ristoranti in Italia dove è possibile trovare una serie di antipasti di crudi di qualità declinati in veri e propri piatti. Per chi vuole andare oltre la semplice materia prima, seguendo un percorso pensato per valorizzare l’elemento principale. L’idea, l’abbinamento. Elementi di costruzione di un piatto che nella sua semplicità restituisce all’ospite il lavoro del cuoco.  E’ il caso del “crudo misto di pesci e crostacei”, presentato nel 2016 ad Identità Golose , che coniuga materia e tecnica, oppure il “carpaccio di ricciola, rapa rossa, capperi disidratati e yogurt”.

Buoni gli antipasti caldi. Le “seppie gusto brace con misticanza” sono delicate e ben equilibrate. La “zuppa di granchio con pesce e crostacei” è sia elegante che  confortevole. Rappresenta l’espressione raffinata della zuppa di pesce. Sapori netti e riconoscibili. Materia inappuntabile. Rigore d’esecuzione.

Attraverso la degustazione dei primi piatti passa l’interpretazione della filosofia di cucina di Patrizia e Gino. Questi, a mio parere, il vero punto di forza del ristorante. Ponza, sospesa tra le due regioni in cui la pasta secca è una religione (Lazio e Campania), vede il suo ristorante di punta costruire intorno a questo ingrediente un percorso di appagante golosità. Gusto e concretezza, classicità e spinta creativa. Mano felice quella della chef che non sbaglia una cottura e colpisce al cuore giocando sulla memoria gustativa mantenendo sempre al centro il fresco pescato.

I secondi piatti sono semplici e ben eseguiti,  menziono una parmigiana di melanzane leggera e gustosa. E’ pur sempre il piatto principe dell’estate e non può mancare in un menù a queste latitudini.

Per finire, il lato dolce della carta è centrato come mai prima d’ora.  Si chiude senza nascondere la dolcezza ma dosandola con garbo. Cioccolato, mandorle, pistacchi, frutta. Questi gli elementi  utilizzati. Rassicuranti e declinati in maniera equilibrata. Dessert appaganti, golosi, belli e mai stucchevoli.

L’Acqua Pazza si riconferma una delle cucine di pesce più belle e buone d’Italia, fa della semplicità e dell’essenzialità la sua bandiera , non insegue mode e stravaganze. L’obiettivo quotidiano è quello di  ricercare un ottimo pescato, portarlo in tavola nella sua pienezza e ben abbinato.

Acqua Pazza

Piazza C. Pisacane, 10

Ponza

Tel. 0771.80643

www.acquapazza.com

Apertura: aprile – ottobre tutti i giorni

Nei mesi da giugno ad agosto apertura solo a cena


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