Taverna Flavia Flavia a Roma, la scommessa dell’imprenditore Luca Di Clemente con lo chef Luca Lattanzi

Taverna Flavia a Roma
Via Flavia 11
Telefono: 331 365 9124
Aperto tutti i giorni pranzo e cena

di Antonella Amodio

Siamo nel quartiere Ludovisi, a pochi passi da Via Vittorio Veneto: qui uno degli indirizzi storici della ristorazione romana riapre le porte dopo anni di chiusura. Certo, la riapertura di Taverna Flavia è un’iniziativa  dell’imprenditore Luca Di Clemente del tutto autonoma e nuova rispetto alla gestione passata con la quale non si pone in alcun rapporto di continuità: resta il fascino del posto perchè parliamo di un locale che ha incarnato lo spirito della Dolce Vita, accogliendo celebrità internazionali e protagonisti del jet set.

 

Lo spazio ovviamente è rinnovato ma profondamente legato alla cultura dell’ospitalità italiana e romana.

Gli ambienti di Taverna Flavia

Le sale scorrono una dentro l’altra, scandite da arcate in mattoni a vista che richiamano le radici archittetoniche dell’edificio. Gli arredi moderni, i velluti e i dettagli in legno contribuiscono a creare un’atmosfera elegante e dal respiro internazionale.

Taverna Flavia

La cucina di Andrea Lattanzi

Il cambiamento più evidente di Taverna Flavia avviene nei piatti. In cucina c’è il giovane chef Andrea Lattanzi, classe 1995, che propone una visione moderna della tradizione romana e italiana. Diplomato all’Alberghiero di Marino, ha maturato esperienze significative a Roma, tra cui l’Osteria Da Mario in via della Vite, e al fianco di Oliver Glowig. Fondamentale anche il periodo in Francia, dove ha affinato tecniche, in particolare nell’impiego in cucina di fondi, salse e burro. Il risultato è un approccio dinamico, che parte dai sapori di casa, riconducibili alla memoria familiare e alle ricette del repertorio classico, trasformandole in una cucina che sa innovare senza perdere autenticità.

Il menu: identità romana e sguardo nuovo

Il percorso gastronomico si sviluppa lungo tre direttrici: tradizione, riconoscibilità e creatività: un focus deciso sulla cucina romana, costruito attorno ai codici gastronomici, affiancati da alcuni piatti “cult” del ristorante e da una mano giovane e attuale. Grande attenzione è riservata alla qualità delle materie prime: le carni provengono dalla storica macelleria Bayslach di Piazza Alessandria e da realtà come Orme Valori Agricoli e Fedro Gusto Autentico; le uova arrivano da un’azienda dell’Agro Pontino che alleva galline libere (Uovo Felice); la pasta fresca è in parte fatta in casa e in parte fornita dalla Drogheria Fratelli Alecci di Piazza Bologna; frutta e verdura sono selezionate quotidianamente da “Urka che frutta” a Piazza Alessandria; latticini e formaggi pervengono dalla storica bottega Micocci di via Collina, mentre il pane è firmato dal Forno Roscioli.

Accanto ai grandi classici romani, come l’Amatriciana preparata con lunghe cotture, trovano spazio piatti come i Tonnarelli cacio e pepe, i Bottoncini al coniglio e i Tagliolini alle erbe di campo.

Tra i secondi spicca il galletto cotto a bassa temperatura, insieme a proposte come salsiccia e broccoletti, pecora e carciofi alla mugnaia.

I dolci valorizzano la tradizione italiana con un tocco contemporaneo: dalla torta di mele con zabaione al “Marisù”, reinterpretazione del maritozzo.

La carta dei vini segue la stessa linea della cucina: attenzione al territorio, valorizzazione del Lazio, ricerca di etichette che raccontino una geografia spesso sottovalutata ma ricca di carattere.

Prezzo medio: circa 40 euro per un primo e un secondo

 


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