Le Sei Anime di Agrisolaris, da Casa Infante un viaggio nella memoria del Sannio

Pubblicato in: Curiosità

di Tonia Credendino
Napoli. La storia di un territorio può essere raccontata anche attraverso un calice di vino. È questa la visione che ha dato vita a Le Sei Anime, la nuova linea DOC premium di Agrisolaris, presentata negli spazi di Casa Infante, sul lungomare di via Caracciolo. Un progetto che intreccia viticoltura, archeologia, antropologia e identità territoriale, trasformando ogni etichetta in un frammento della memoria del Sannio.

L’appuntamento ha segnato l’incontro tra due realtà accomunate dalla stessa idea di impresa: custodire il patrimonio del passato traducendolo in un linguaggio contemporaneo. Da una parte Agrisolaris, nata nel 2024 raccogliendo l’eredità dell’ex Consorzio Agrario Provinciale di Benevento del 1901 e impegnata nello sviluppo di una filiera agricola integrata; dall’altra Casa Infante, marchio che rappresenta una delle più solide espressioni dell’artigianalità napoletana, capace di attraversare tre generazioni mantenendo intatta la propria identità.

La scelta della storica sede di Casa Infante non è stata casuale. Via Caracciolo è uno dei luoghi simbolo di Napoli e ha fatto da cornice a un dialogo tra due famiglie imprenditoriali che condividono valori comuni: il rispetto della tradizione, la centralità delle persone e la volontà di costruire valore partendo dalle proprie radici.

Il progetto vitivinicolo di Agrisolaris nasce all’interno di una visione più ampia, che considera il vino non soltanto un prodotto agricolo ma un mezzo attraverso cui raccontare il territorio. L’azienda accompagna le imprese lungo l’intera filiera, dall’assistenza tecnica alla valorizzazione commerciale, con l’obiettivo di rafforzare la competitività delle produzioni sannite e promuovere i vitigni autoctoni attraverso un’identità forte e riconoscibile.

Da questa filosofia prende forma Bon’Vento, linea nata per valorizzare Greco, Fiano, Falanghina, Coda di Volpe e Aglianico attraverso un immaginario ispirato alla storia dell’antica Benevento. Il nome richiama il passaggio da Maleventum a Beneventum, simbolo di una trasformazione positiva, mentre figure come la Janara, il capro, lo scarabeo e la luna diventano elementi narrativi che uniscono agricoltura, mito e cultura popolare.

L’evoluzione naturale di questo percorso è rappresentata proprio da Le Sei Anime, una collezione che interpreta il vino come linguaggio antropologico. Ogni etichetta racconta una diversa anima del Sannio e ne traduce il patrimonio storico in un’esperienza sensoriale. Il Greco DOC Nerathis richiama la forza dell’epoca romana; il Fiano DOC Maethra rende omaggio al popolo sannita; la Falanghina DOC Madrezefira si ispira agli antichi culti solari; la Coda di Volpe DOC Calidara rievoca la tradizione delle Janare; l’Aglianico DOC Sannar racconta il periodo longobardo; lo Spumante Falanghina Extra Brut Nectar rappresenta la sintesi tra materia e spirito, chiudendo un percorso che attraversa secoli di storia.
Ogni vino è stato accompagnato da un preciso racconto identitario e da un’immagine coordinata studiata per trasformare la bottiglia in uno strumento di narrazione. L’obiettivo non è soltanto valorizzare un vitigno, ma costruire un linguaggio capace di restituire al Sannio il suo patrimonio storico, culturale e simbolico.


Durante la presentazione, le etichette sono state abbinate ad alcune delle specialità di Casa Infante, in un percorso che ha messo in relazione due eccellenze del Mezzogiorno. I vini hanno dialogato con i taralli della tradizione napoletana e con una selezione di preparazioni gastronomiche realizzate per l’occasione, dimostrando come il patrimonio agricolo del Sannio e quello gastronomico partenopeo possano incontrarsi in una narrazione comune.

L’incontro ha assunto anche un significato umano, grazie al legame che unisce da tempo le famiglie Esposito e Infante. Due percorsi imprenditoriali diversi, accomunati dalla capacità di innovare senza perdere il rapporto con le proprie origini. Se Agrisolaris guarda al futuro dell’agricoltura organizzata attraverso una filiera moderna e integrata, Casa Infante continua a rappresentare un punto di riferimento dell’artigianalità napoletana, nata negli anni Quaranta dalla produzione del tradizionale tarallo sugna e pepe e oggi presente con numerosi punti vendita tra Napoli, Pozzuoli, Milano e Amsterdam.
«Con Agrisolaris abbiamo trasformato la visione imprenditoriale della mia famiglia in un progetto concreto, nato dalla volontà di valorizzare il territorio e le sue eccellenze. In particolare mio padre Luigi ci ha trasmesso il profondo legame con questa terra e con i vini del Sannio, che rappresentano il cuore della nostra iniziativa. Con “Le Sei Anime”, la nostra prima linea DOC, abbiamo dato forma a questa visione unendo tradizione, qualità e spirito imprenditoriale», ha dichiarato Raffaele Esposito, cofondatore di Agrisolaris.
A lui fa eco la famiglia Infante: «È bello ritrovarsi con la famiglia Esposito, alla quale siamo legati da un’amicizia di lungo corso. Per noi questa sede rappresenta un luogo della memoria: proprio qui nostro nonno Leopoldo iniziò a vendere i suoi primi taralli con un chiosco affacciato sul lungomare».
Con Le Sei Anime, Agrisolaris propone una visione che supera il concetto tradizionale di etichetta. Il vino diventa racconto, memoria e identità, uno strumento attraverso cui il Sannio restituisce voce alla propria storia e la consegna al presente con un linguaggio nuovo, capace di parlare tanto agli appassionati quanto a chi cerca, in un calice, il valore autentico di un territorio.


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