Nasti Eat a Nocera Inferiore
Via Napoli, 25
Cell. 3486086698 – Tel. 08118244962
Aperto tutte le sere, chiuso il martedì

di Talia Mottola
Architettura post-industriale, un numero di dipendenti che può raccontarci l’altra faccia di un Sud che ce la fa, un team giovane e motivato, costi davvero accessibili. Questo posto esiste davvero, è NastiEat e si trova a Nocera Inferiore.
Una pizzeria che viene progettata otto anni fa in un ex capannone industriale, prima (30 anni fa) fabbrica di pomodori poi d’alluminio. Un concetto di pizzeria che esula dal solito arredamento classico, con un soffitto altissimo e una progettazione e arredamenti estremamente personalizzati: tutto era nella mente di Michele Nasti, papà di Christian. Loro due insieme a mamma Maria gestiscono il locale.
Crescere insieme, sperimentare, studiare, incuriosire: sono l’atteggiamento giustoe per motivare un team in cucina. Christian lo sa bene, per questo credo abbia deciso, su questo nuovo menù, la collaborazione con Enrico Ruggiero Executive Chef attualmente alla guida di Nexst presso Villa Rondinaia a Ravello.
Il percorso di degustazione mi ha portato davvero in questi luoghi, non solo per la scelta dei prodotti, ma anche per il racconto che se n’è fatto, e per i profumi e i sapori decisi come è vero che decisa è questa terra dell’Agro-nocerino sarnese.
Enrico Ruggiero è cresciuto a Sarno trascorrendo la maggior parte della sua infanzia con la nonna, rapito da come lei si muoveva in cucina, rubava amorevolmente con lo sguardo quello che oggi forse chiamiamo “tecnica”. Christian abbraccia le indicazioni di Enrico. Lo chef nell’ideare questo nuovo menù entra in empatia con luogo e team, con cui- mi confida sorridendo- lo scambio di messaggi avviene anche a fine servita per chiedere consigli e approfondimenti.
Quattro tipologie di pizza: montanara, ruota di carro, contemporanea e pala, introdotte da un’immancabile frittatina di pasta, qui alla Nerano con spaghettone di Gragnano, zucchine e provolone del Monaco.
“Verde Partenopea” è la montanara, fritta e ripassata al forno, con crema di scarola riccia, saltata con alici di “Armatore”, fior di latte, stracciata. La scarola non si presenta solo in crema, ma c’è e si sente, è riccia ed è croccante, condita all’aglio, alici, polvere di olive nere e mayo al nero di seppia.
Si prosegue con un classico, ruota di carro. Una Margherita speciale con doppio San Marzano Dop , provola, formaggio grana dop, pepe e basilico e filo d’olio evo arso, “Guglielmi” affumicato al naturale con legno di faggio.
Sulla contemporanea c’è tutto l’amore per la propria terra. “Terra Nobile” è questa terza portata. Un nome che viene dato da Enrico e Christian per esprimere l’amore incondizionato nei confronti dei luoghi in cui questi due giovani artefici del gusto sono nati e cresciuti. E’ nobile la terra di Sarno, da cui a “migliarin”(migliaia) nascono i friggitelli che ritroviamo sulla contemporanea ripassati in padella con aglio orsino e che insieme al lardo de la “Macelleria del Centro Storico” creano un unico sapore che si scioglie in bocca. Provola affumicata e fiore di zucca essiccato con un tocco finale dato dall’aceto balsamico vanno a comporre questa pizza che parla di primavera.
Su pala c’è “Essenza di Parmigiana” : crema di parmigiana di melanzane, fior di latte, basilico e pomodorini semi dry, spuma di parmigiano e paglia di melanzane- non si lascia nulla al caso, e niente è perduto, qui la buccia aggiunge alla consistenza cremosa note di croccantezza.
Il dessert è un padellino dolce con cioccolato e buccia d’arancia con un pizzico di sapidità. Si sente il cioccolato che non copre affatto gli oli essenziali dell’arancia. Dolce ma anche leggermente salato.
Questo è un giusto modo per finire una degustazione guidata. E’ quasi come se anche sul dolce lo chef Ruggiero ha voluto che ricordassimo attraverso note particolari questa degustazione. Sapete una cosa? Ci è riuscito.
REPORT DEL 22 MAGGIO 2023
di Francesca Faratro
In un locale ampio e di nuova ristrutturazione, situato in un ex capannone industriale, nel marzo del 2018 nasce “Nasti Eat”, a pochi passi dal centro di Nocera Inferiore.
Intitolato con il cognome della famiglia che lo gestisce, vede al comando mamma Maria e papà Michele Nasti con il loro figlio Christian il quale porta avanti la sua idea di pizza. La sua è un’idea che oltrepassa la semplicità del disco di pasta e, con studio e ricerca fra i vari capitoli del mondo bianco quali lievitazioni e cotture, si offre in una maniera che egli stesso definisce “contemporanea”.
Con due piani sui quali si collocano le sale ed un’area all’aperto fruibile solo d’estate, da NastiEat va di scena il cibo buono, dove a vincere su tutto è la qualità degli ingredienti celata dietro una certosina ricerca che parte dalle cose più banali fino ad arrivare a quelle più speciali.
La formula, divertente e golosa, che conquista tutte le fasce d’età, è fondata ovviamente sulla pizza proposta in diverse declinazioni e svariate tipologie, cotture e con un occhio attento alla sezione dedicata al “Gluten Free”.
Si potrà assaggiare la pizza tradizionale: cotta in forno a legna, caratterizzata da un cornicione con l’alveolo pronunciato e da un impasto lievitato per diverse ore. C’è poi quella con impasto ai multicereali e cotta al padellino, più digeribile e ottenuta con farine meno raffinate, dal sapore più rustico, deciso ed autentico e la pizza in pala che più di tutte sorprende, quella alla “romana” per intenderci, più croccante e scrocchiarella, ottenuta con farine di riso e cereali.
Completa la scelta quella senza glutine, che cuoce in un forno apposito e vanta una lievitazione di 24 ore: è composta da un blend ben funzionante capace di lasciar godere il palato senza evincere che si tratta di una pizza “diversa”.
“La mia passione nel mondo della ristorazione nasce sin da bambino quando, ispirato dal lavoro di mio nonno nel laboratorio di pasticceria, ho capito che questo poteva essere il mio percorso – afferma Christian Nasti – con il passare del tempo mi sono innamorato dell’arte bianca, avvicinandomi a poco a poco al disco di pasta, studiando e formandomi per realizzare un prodotto che non solo conquistasse il cliente ma che gli offrisse un’esperienza di gusto, alleata al suo benessere.”
Il giovane imprenditore, costantemente supportato da mamma e papà, nel giro di poco tempo ha saputo affermarsi portando avanti la sua idea di pizza fatta si di impasti e competenza ma ciò che rende il suo prodotto buono, lasciandosi ricordare, è l’utilizzo di prodotti di estrema qualità, ricercati fra i produttori locali ed abbinati fra loro per offrire sapori nuovi, golosi, innovativi e mai banali ma sempre ancorati al filone della tradizione che in quest’area la fa da padrona.
A partire dai fritti, qui goduriosi e realizzati a mano, che cambiano i topping di stagione in stagione in base alla disponibilità, ben panati e conditi. Immancabili le patatine, un classico, da scegliere anche guarnite in diverse versioni alle quali si aggiungono crocchè, frittatine differenti fra loro e imperdibili montanarine, gonfie come fossero nuvole.
Per gli appassionati dei sapori autentici, non poteva non esserci il tagliere, a base di salumi e formaggi del territorio, una buona alternativa per iniziare il pasto.
A seguire ci sono, per gli amanti della carne, dei secondi piatti, selezioni di portate che si affiancano ai panini, bun farciti in svariati modi con hamburger di primissimo taglio sulle quali si adagiano farciture gustose e saporite, di sostanza!
Gli amanti del cibo healty, anche loro saranno accontentati, qui troveranno le insalate (anche queste vincono su tante proposte, poiché generose e ricche di condimenti) proposte con pollo, bresaola o tonno, frutta secca ed altri ingredienti sfiziosi. Certo è che chi sceglierà questa alternativa come portata, pensando di sacrificarsi, qui si sbaglierà.
Ma passiamo alla pizza, regina della proposta Nasti Eat.
La si propone con svariati gusti, dai classici intramontabili fino ad arrivare a quelle “speciali” qui chiamate “gourmet” con gusti più inusuali o quelle dalla “nostra proposta” per accostamenti più territoriali e stagionali.
Attenzione e ricerca anche per le birre, artigianali e erogate da un sistema di spillatura particolare, in grado di offrire una bevanda di altissima qualità, priva di Co2 e capace di accompagnare la pizza senza interferire con la digestione.
I dolci non passano inosservati. Rappresentano uno dei più bei capitoli, fra i più imperdibili. Difficilmente deluderanno. La nuova arrivata è la pizza dolce, cotta al padellino, detta “Mari’”, una base lievitata ricoperta di crema al mascarpone al cioccolato bianco e caffè ed il suo croccante.
Per gli amanti del classico dessert parte la parata di dolcezze con cheesecake in diverse versioni, tiramisù, la tradizionale pizza di gallette e squisiti, i profiteroles al cioccolato, questi prodotti dalla pasticceria Nasti e notissimi a tutti per la loro bontà.
Dai un'occhiata anche a:
- Antovin: 30 anni di passione di pizza ad Airola nella Valle Caudina
- Calabria. L’Artigiano della Pizza, vent’anni di crescita a Siderno
- Pizzeria Materia a Cellole: Ferlum, pizza di mare e vini del Falerno del Massico
- Casal di Principe, la pizzeria “La Vita è Bella” omaggia Don Peppe Diana
- Avellino, la pizzeria di Giuseppe Capone nel cuore del centro storico
- MaMeMi a Copenhagen: pizza romana fatta bene dove non te l’aspetti
- La pizzeria di Francesco Martucci a Miami: recensione
- La Pergola di Radicondoli: la pizza “di paese” di Tommaso Vatti