
Lo scorso 23 maggio 2025 l’Assemblea dei Soci del Consorzio DOC Friuli Venezia Giulia ha rinnovato il Consiglio di Amministrazione. Ai lavori assembleari ha partecipato una folta schiera di aziende associate in rappresentanza dell’83% dell’intera compagine sociale.
Ieri, 28 maggio 2025, il nuovo CdA ha riconfermato l’enologo Stefano Trinco (Az. Vigneti Pietro Pittaro) alla guida del Consorzio.
Faranno parte della squadra anche i vice presidenti Flavio Bellomo (Cantina di Conegliano, Vittorio Veneto e Casarsa) e Marco Rabino (Az. Jermann) oltre che i Consiglieri Bianchini Gianfranco (Az. Forchir), Filippo Bregant (Cantina Produttori di Cormòns), Enrico De Candido (Cantina di Bertiolo), Luigino Fogal (Cantina di Rauscedo), Roberto Marcolini (Az. Ca’ Bolani), Bruno Pittaro (Az. Pitars), Michelangelo Tombacco (Az. I Magredi), Gianluca Trevisan (Cantina di Ramuscello e San Vito), Marcella Vadori (Az. Bagnarol Franco), Annalisa Zorzettig (Az. Annalisa Zorzettig) e Germano Zorzettig (Az. La Sclusa). Federico Borean è stato riconfermato come Sindaco Unico.
Per un altro triennio, Stefano Trinco resterà alla guida del Consorzio che rappresenta la più recente Denominazione regionale i cui numeri registrano una crescita costante tanto da diventare la DOC più prodotta, rivendicata e imbottigliata della Regione. “I dati indicano che nel 2024 si sono prodotti circa 320 mila quintali di uva – spiega il Presidente Trinco – di cui ne vengono imbottigliati circa 175 mila pari a 23 milioni di bottiglie (oltre il 40% dell’intero sistema regionale) che portano il nome del Friuli Venezia Giulia in giro per l’Italia e il mondo”.
Il nuovo Consiglio avrà il compito di consolidare quanto fatto negli ultimi anni, in particolare per quanto riguarda le attività promozionali e di adeguamento del disciplinare di produzione, e soprattutto operare scelte strategiche molto importanti. Secondo Trinco “Ci sarà la necessità di comprendere come operare per il futuro attraverso un confronto diretto con i soci, dovremo capire la percezione che hanno della denominazione e quali sono le aspettative che vi ripongono. Pensiamo non ci sia spazio per errori o perdite di tempo in quanto siamo consci del momento delicato che il settore sta attraversando e proprio per questo dobbiamo cercare di trovare le corrette soluzioni. Interagendo con gli altri Consorzi, superando i personalismi e confrontandosi con le istituzioni e, in primis, con la Regione. Avere un Consorzio attento e attivo può portare nuova linfa sia al nostro territorio sia all’intero comparto vitivinicolo regionale”.
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