Ristorante Ohimà, a Positano la cucina identitaria di Luigi Collina

Ohimà Restaurant
Via Cristoforo Colombo, 17
Tel. 089 811691
Positano
089 811691
Aperto tutti i giorni dalla colazione alla cena

di Carmen Autuori

Ohimà, il ristorante nato dall’intuizione di Luigi e Francesca Collina a Positano, è la sintesi di due mondi apparentemente diversi, ma uniti dalla stessa idea di cura artigianale. Un percorso nato dalla lunga esperienza della famiglia Collina: prima con lo storico Mulino Verde di Positano — dove lo chef, completamente autodidatta, si è formato — e poi con Collina Bakery, che gestisce sempre con la sorella Francesca, nata come prosecuzione dell’attività dopo la chiusura della storica pasticceria di famiglia.

Ma l’anima più profonda del locale arriva anche da mamma Concetta, a cui Ohimà è dedicato. Per anni titolare di una storica sartoria di Positano, Concetta scelse di chiudere la propria attività quando comprese che l’avvento delle imitazioni stava compromettendo quell’autenticità che aveva sempre difeso. A suo figlio Luigi lasciò così non solo uno spazio materiale, ma soprattutto un’eredità fatta di cura, identità e rispetto per il lavoro artigianale.

È anche da questa storia che prende forma l’idea di Ohimà: una proposta slow, attenta ai dettagli e ai ritmi della tradizione, in un luogo come Positano dove turismo e gastronomia sono sempre più travolti dalla frenesia. Un ristorante che prova invece a restituire valore al tempo, ai prodotti di filiera, alla stagionalità ai gesti ereditati da una profonda cultura che affonda nell’antica sapienza contadina.

La cucina di Luigi Collina nasce dai sentieri che attraversano gli orti verticali di Nocelle e Montepertuso — frazione, quest’ultima, dove si trova anche l’orto di famiglia — e arriva fino al mare. Un percorso fatto di ricerca, territorio e materie prime d’eccellenza. Lo chef, infatti, va ben oltre i confini della Costiera per selezionare ingredienti di altissima qualità: dalla mozzarella di bufala del Mini Caseificio Costanzo, nel casertano, all’olio del frantoio Malandrino nel Cilento; dalle conserve Armatore di Cetara ai peperoni cruschi de I Segreti di Diano, nel Vallo di Diano. La bussola, però, resta sempre orientata verso un’unica direzione: le sue radici.

Accanto allo chef lavora una brigata giovane e affiatata composta da sette persone, con un’età media intorno ai trent’anni, inserita in una squadra complessiva di circa trenta professionisti. Tra le figure chiave spicca il sous chef Gianluigi Esposito, forte di un percorso maturato in diversi ristoranti fine dining.

In sala, invece, l’accoglienza è affidata a Giulia Melania Ruocco, moglie dello chef, che guida il servizio con eleganza e professionalità, trasmettendo quella stessa energia positiva che caratterizza l’intero gruppo.

Dalla mattina fino a tarda sera, gli spazi seguono il ritmo mutevole di Positano e dei suoi ospiti. Si parte con una proposta dedicata alla caffetteria pensata per trasformare la colazione in un rito quotidiano con i prodotti della bakery.

A pranzo, invece, l’atmosfera si fa più dinamica e informale, con una cucina immediata ma attenta, rivolta anche a chi vive il paese solo per qualche ora. Scarpariello, cannelloni al ragù di coniglio, parmigiana e anche la pizza sono alcune delle proposte in carta.

All’ imbrunire l’atmosfera cambia totalmente: l’aperitivo apre la strada a una proposta di mixology che alterna cocktail iconici e creazioni contemporanee, mentre la cena lascia spazio a un’esperienza più intima e gastronomica. Tra i tavoli esterni e gli ambienti interni più raccolti, il locale accoglie complessivamente circa settanta ospiti.

Elegante e raccolta la sala al piano superiore, dove la cucina a vista diventa parte integrante dell’esperienza. L’ambiente luminoso e moderno è impreziosito dalle ceramiche di Nicola Craba e le creazioni di Casola, le stesse che ritroviamo nella curata mise en place.

La cucina

Come dicevano la proposta gastronomica è lo specchio di un territorio verticale che parte dagli orti per arrivare al mare.

L’ amuse bouche, tranci di pizza stile Tramonti e bruschette con burro di Agerola e alici di Cetara, rimandano immediatamente alle atmosfere delle Costiera.

Seguono piatti che alternano tradizione e contaminazioni contemporanee: fiore di zucca farcito con ricotta e alici, leggero e dorato; polpo e chorizo laccati con una riduzione di pomodoro; infine, una sorta di lobster roll rivisitato in chiave positanese, con gamberi locali e zucchine alla scapece. Un’equilibrata contaminazione voluta dallo chef, pensata sia per soddisfare i gusti della clientela straniera sia per valorizzare la giovane brigata, incline alla sperimentazione e alla diversità.

Mare e orto dialogano con grande equilibrio nella Seppia e piselli e salsa di yogurt: un piatto fresco e goloso.

Il Riso Carnaroli “Riserva San Massimo” al limone, Provolone del Monaco, ricciola scottata e asparagi, diventa, per Luigi Collina, ancora una volta il racconto appassionato della sua Positano.

Lo Spaghettone alla chitarra al ragù di polpo e peperone crusco trae spunto dal classico primo piatto di mare, interpretato in chiave contemporaneo. La pasta cotta nell’acqua di polpo, quindi quasi in bianco, è condita con il ragù e completata con il peperone crusco.

La Cernia alla pizzaiola rilegge una delle icone della gastronomia partenopea spostando il baricentro dalla carne al mare. Il pesce, marinato e cotto a bassa temperatura, viene nappato con un intenso fondo alla pizzaiola. Spiccati  i sentori di origano fresco, aglio orsino e aglio nero.

Tra i dessert La Mia Delizia è il risultato di anni di sperimentazione da parte dello chef. Luigi Collina ha inteso riportare le consistenze, i profumi ed il gusto della classica ciambella della nonna in uno dei dolci più iconici della Costiera Amalfitana. La base, realizzata con l’impasto della ciambella, è bagnata agli agrumi e completata da crema chantilly al limoncello e scorze di limone candite.

Ohimà è anche pizza: impasto meno idratato della napoletana classica mentre le farciture tengono fede alla filosofia dello chef, ossia materia prima di altissima qualità. Tra le proposte, la Mediterranea – con tonnetto, scarola riccia e olive – e la Nerano.

In un tempo che tende sempre più all’omologazione, Luigi Collina ha scelto di seguire una strada diversa: quella della ricerca identitaria, della filiera e di una cucina che guarda al territorio senza rinunciare a un linguaggio contemporaneo. E questo è un grande merito che sicuramente lo porterà lontano.

Prezzo medio: dai 55 ai 60 euro

Ohimà Restaurant
Via Cristoforo Colombo, 17
Tel. 089 811691
Positano
089 811691
Aperto tutti i giorni dalla colazione alla cena

 


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