Menu Ciccio Sultano al Duomo Ragusa Ibla
Via Capitano Bocchieri, 31
Tel. 0932 651265

di Barbara Guerra
Il Ristorante Duomo di Ragusa Ibla, il ristorante di Ciccio Sultano e Gabriella Cicero conferma, anno dopo anno, la sua centralità nel panorama dell’alta cucina italiana. La sala, elegante e armoniosa, mantiene quello stile barocco contemporaneo che dialoga con l’anima del quartiere, siamo in uno dei centri storici più belli della Sicilia. In sala colori morbidi e tocchi d’arte. Luci curate che valorizzano senza mai rubare la scena all’esperienza gastronomica. Un ambiente sobriamente elegante che pur nella sua raffinatezza lascia spazio all’estetica dei piatti e al loro racconto.
Ciccio Sultano vive oggi una fase di straordinaria maturità creativa. La sua cucina, riconosciuta da anni per profondità e carattere, ha raggiunto un equilibrio solido tra tecnica ed immediatezza, racconto e sostanza. Il gusto resta sempre protagonista assoluto. La Sicilia e il mediterraneo sono al centro di una colta narrazione che negli anni si arricchisce di spessore, riuscendo a tenere, nella sequenza dei piatti che compongono il menu, le stratificazioni culturali dell’isola. Con tutta la sua abbondanza. Con tutte le sue sfumature. Uno o due ingredienti portanti e poi tanti elementi che su carta, e in questi tempi di continua sottrazione, possono risultare eccessivi, qui tenuti insieme con mestiere, palato e profonda conoscenza.
Il filo conduttore è una tradizione riletta con lucidità contemporanea: profumi di agrumi, mare, spezie, erbe mediterranee, ricordi di casa e di bottega. Sultano lavora su stratificazioni che non appesantiscono, su contrasti misurati e su una cucina che non teme la complessità, ma la governa con eleganza. Ne è un esempio lo Spaghettone Mon Amour, mantecato allo zafferano con cozze, salsa al finocchietto e anguilla affumicata. Accompagnato con un “dashi” che vuole ricordare la passeggiata tra le pescherie di Catania con ricci, polpo, trippa di vitello in brodo di bottarga di tonno rosso.
Il menu degustazione costruito con il resident chef Marco Corallo evolve continuamente, ma mantiene capisaldi che hanno scritto la storia del ristorante. La qualità delle materie prime è impeccabile, frutto di una selezione che mette al centro pescatori, allevatori e artigiani locali. Il servizio è preciso, professionale e ospitale, una squadra che sostiene la visione dello chef senza rigidità, accompagnando l’ospite con naturalezza.
A questo si abbina un servizio preciso grazie alla padronanza di Riccardo Andreoli che guida un affiatato team di professionisti. L’eleganza si traduce in attenzione costante ai dettagli nel pieno benessere dell’ospite.
Il Duomo è un luogo dove la Sicilia si esprime al massimo delle sue possibilità: una cucina che emoziona e arriva dritta al cuore, oltre che al palato, un ristorante che unisce pensiero e concreta golosità.
Scheda del 12 luglio 2020
Un uomo solo al comando: Ciccio Sultano, tutto il Mediterraneo in un menu indimenticabile Al Duomo di Ragusa Ibla
Spesso per associazione architettonica si definisce la cucina di Ciccio Sultano di stile barocco. A questo giro mi sono reso conto che è una definizione imprecisa, se per barocco si intende eccesso di materia prima ed eccesso di estetisti. Può essere parzialmente vera se con questo aggettivo indichiamo invece una cucina ricca, non essenziale e lontana dallo stile frugale che i paesi frugali vorebbero imporre anche in Italia.
La definizione precisa invece della cucina di Ciccio Sultano è questa: enciclopedica. Il cuoco siciliano (se non fossi siciliano non farei il cuoco) ha infatti l’ambizione umanistica di portarti tutta la Sicilia, ossia tutto il Mediterraneo nel piatto. E il mare così ricco di storia che da salamina a Lepanto una volta si stira da Oriente, altre da Occidente è la sintesi perfetta: il grano, l’0livo e il vino sono simboli religiosi già sacri ai greci. Ma, come ci insegna lo storico braudel, c’è il Mediterraneo di montagna, alpino, quello delle carni e del burro, quello marino, del mare e delle sue concentrazioni di sapore, quello dell’orto, del bosco, delle spezie dei traffici di mercanti e quello del sudore della povertà, delle carrube, dei fiori e delle erbe spontanee da usare se manca il sale.
Ciccio Sultano punta sempre a racchiudere nel suo menu tutto questo. La sua tradizione è il prodotto e il rapporto con i fornitori, la sua interpretazione non conosce limiti e censure, tutto si può incrociare in questi incredibile minestrone gastronomico.
Una ambizione sempre più rara, di rappresentare il Tutto in ogni sfacettatura, senza gerarchie predeterminate dalla consuetudine e dai luoghi comuni. Una tensione onnivora che ritroviamo forse solo in Bottura e Uliassi.
Naturalmente dobbiamo capirci: dietro ogni piatto c’è un ragionamento, uno studio pignolo, completo e assoluto padroneggiamento della tecnica che riesce a trovare sempre il punto di equilibrio. Il tema infatti, che fa di Ciccio Sultano un neoclassico, non è la spinta verso l’eccesso, per quanto possa essere di moda (amaro, acido, fumè). Ma la capacità di sintesi fra le vrie pulsioni della materia nel piatto, una sintesi che è essa stessa la filosofia di una cucina che non insegue le mode ma le impone, di un cuoco che non è scelto dai prodotti ma li sceglie. Di un cuoco che ha sempre al centro il cliente e che lo prende per mano dalla batteria incredibile di apetizer che sono la vetrina del fantasmogorico mondo di Ragusa Ibla, lo coccola con piatti comofrt (tortello a doppia panna) e poi lo spinge verso lidi lontani, inediti.
Se fate il conto degli ingredienti usati in questo menu degustazione superiamo arriviamo alla bellezza di 80 ingredienti senza contare i dolci. Un mondo di combinazioni incrdibili, inedite, mai scontate, tutte assolutamente centrate.
Per quanto possa contare il mio parere, credo che la cucina da sola valga le Tre Stelle. Ma se a questo aggiungiamo una cantina immensa, curiosa e colta, che dispone adesso finalmente di un nuovo spazio a due passi dal locale dove poter fare cene, aperitivi, piccoli banchetti, il ristorante completamente ristrutturato che però non ha perso la vocazione di essere una casa più che una sala, ogni dubbio dovrebbe essere fugato.
Troviamo Ciccio Sultano dimagrito e concentrato, tonico, la sua è la stagione forse più difficile di sempre ma la sta affrontando con determinazione e tanti progetti, tra cui quello di raddoppiare a Noto con un resort di lusso. L’idea di sviluppo è bel chiara nella mente di questo cuoco-imprenditore: il vero lusso è la qualità dei prodotti, il vero viaggio è mangiare qualcosa che non ti può arrivare a casa, la conoscenza di un territorio passa attraverso il suo cibo, l’opulenza dei ricchi e la fame dei poveri che, incrociandosi, hanno creato una memoria comune.
Alla fine del viaggio si resta senza parole, la voglia di tornare e riprovare per capire,
Ciccio Sultano a 50 anni ha ancora tanta voglia di raccontare, perchè la Sicilia è immensa. Nel suo passato è il futuro dell’ata gastronomia.
UN GIRO AI BANCHI
Menu Ciccio Sultano Al Duomo Ragusa Ibla
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