
di Marco Contursi
Roseto Valfortore è una cittadina dei monti Dauni, pulita ed ordinata. Qui, c’è Franco Russo, titolare del ristorante Tulleje Mmalleje (Tullio e Amalia), che si è lanciato in un progetto tanto affascinante quanto difficile, allevare suini di razza mangalica in questo angolo di Puglia, che confina con la Campania. Boschi e campi di grano a perdita d’occhio.
I primi risultati sono stati incoraggianti e si è deciso di fare un convegno per illustrarli e per lanciare nuove sfide, che politica, associazioni e produttori locali devono raccogliere per contribuire allo sviluppo di questa area così bella ma anche poco conosciuta.
Presenti oltre a me, che da ben 16 anni mi occupo di mangalica dal punto di vista gastronomico e sensoriale, lo stesso Franco Russo, il sindaco Lucilla Parisi, i giornalisti Yuri Buono e Saverio Serlenga, il nutrizionista Lorenzo Carapelle, il presidente del Gal Meridaunia Pasquale De Vita, e l’esperto di marketing territoriale Enzo Dota.
Tanti gli spunti, dall’importanza di fare rete e del supporto istituzionale sottolineata dal Sindaco Parisi e da Enzo Dota, alla bellezza dei piccoli centri tema dell’intervento di Yuri Buono, passando per il rilancio di tutto il territorio, grazie al supporto del Gal di cui ha parlato Pasquale De Vita, fino alla conclusione di Franco Russo che ha chiesto una mano per portare a termine il suo progetto di allevamento e laboratorio di trasformazione.
La parte più tecnica relativa alla razza e all’ aspetto nutrizionale è stata invece affrontata da me e dal dottor Carapelle.
Momento clou e atteso da tutti i presenti la degustazione delle specialità di Mangalica preparate da Franco Russo.
A dire il vero, io già a pranzo avevo, in qualità di Maestro Assaggiatore Onas (org naz ass salumi) degustato alcuni tagli alla brace che confermavano le eccezionali qualità organolettiche di questa carne, ricca sapore e di grassi buoni (acido oleico).
A sera, coccolati dal gentilissimo Pompeo, invece si è assaggiato uno squisito spezzatino di mangalica con le patate, una gustosa salsiccia secca, buonissime orecchiette con zucchine e pancetta fresca, gli intramontabili fagioli con le cotiche, e il pane fritto con la sugna, senza dimenticare le bruschette olio e tartufo, rese speciali dalla peranzana della azienda di Attilio Olivieri, dalle piacevolissime note di mandorla e carciofo.
Una cassatina pistacchio e ricotta ha chiuso un pasto assai felice. In abbinamento alle pietanze, i vini naturali della cantina Juvara, di cui ho apprezzato soprattutto il rosato, compagno fedele di una bella serata che è proseguita con la musica di Silvano e gli Elettroni, una band avellinese, davvero coinvolgente. Oltre 300 i convenuti da tutto l’areale.
La sopravvivenza dei piccoli centri passa per imprenditori coraggiosi e Istituzioni fattive e presenti. E credo che a Roseto Valfortore ci siano ampi margini per fare bene e per farla diventare città della Mangalica oltre che del tartufo, cosa che costituirebbe un richiamo turistico di valore.
In calce, due annotazioni personali: 1) dal B&B il Palazzo si dorme da dio, pure se ti tocca, come a me, dormire con Yuri. 2) Se scendi a fare due passi qui a Roseto, alle 7 di mattina, potresti incrociare la Bellezza fattasi fanciulla: “Vera incessu patuit dea”. A distanza di ore ancora non mi capacito di ciò che ho visto.
Ma, forse, era solo una driade sfuggita ai primi raggi dell’alba..
Locanda di Tullio e Amalia
Vico sottosanti 7 Roseto Valfortore (Fg)
tel 333 852 1378
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