
di Albert Sapere
Sardegna, Siddi un piccolo paesino di 600 anime, parco naturale “Sa Fogaia” esterno all’imbrunire, circondati da un centinaio di lecci secolari, caldo ma nemmeno troppo.
Trama: un progetto di integrazione con dei rifugiati politici che attraverso una scuola di cucina, quella di Roberto Petza, provano ad integrarsi nel contesto italiano.
Attori protagonisti: Matias Perdomo e Simon Pres, Roy Caseres, Gianmarco Pardini e Roberta Pezzella, i ragazzi di Mali e Pakistan.
Le provenienze dei tanti ragazzi erano davvero le più disparate, Nigeria e Camerun per citarne alcune, però solo due team di tre ragazzi proporranno un loro piatto, quelli che meglio hanno lavorato.
Il filo conduttore per i giovani stranieri era presentare allo staff di Casa Puddu un loro piatto tradizionale poi messo a punto da Roberto Petza con l’utilizzo di ingredienti locali.
Roberto Petza, sceneggiatore, regista, costumista, tutto fare, supportato e sopportato dal suo staff di S’Apposentu con Domenico Sanna come assistente a tutti i compiti di Roberto.
Ogni film che si rispetti, ha la voce fuori campo, nel nostro caso è l’emiliano Enrico Vignoli, nel ruolo di bravo presentatore, risolto per un giorno il suo problema oramai atavico con Trenitalia, essendo venuto, come me del resto, in aereo.
Gli spettatori? Prima 150, poi 180, poi 200 ad un certo punto si è perso il conto, a testimoniare del successo dell’evento.
Il film a me è piaciuto tanto, oltre al cibo che di per se è già cultura, l’integrazione era il filo conduttore della serata con allegria, convivialità ed anche attenzione e giusta tensione da parte dei protagonisti quando c’è da svolgere il proprio ruolo.
Il film non sarà disponibile nelle sale cinematografiche, quindi non vi resta che prenotare già per “Cose buone del bosco 2016”.
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