
Piatto tipico della cucina napoletana, la pizza è oggi l’alimento italiano più conosciuto all’estero: dopo un lungo iter, nel 2017, l’Unesco l’ha dichiarata “Patrimonio dell’umanità”, a conferma del suo importante ruolo riconosciuto in tutto il mondo (Tramonti è stato il primo comune in Italia che ha aderito alla petizione). E se Napoli è la culla della pizza, Tramonti può essere definita “la patria dei pizzaioli” grazie alle oltre 2000 pizzerie gestite sia in Italia che all’estero dai tramontani, divenuti ambasciatori delle tradizioni culinarie locali nel mondo.
È proprio di quest’alimento così peculiare, che è stato adottato e reso proprio da ogni popolo del mondo, che parla il nuovo libro del giornalista enogastronomico Luciano Pignataro. La pizza. Una storia contemporanea, edito da Hoepli Editore, sarà presentato sabato 5 gennaio a Tramonti, nella Casa del Gusto (ore 17), con le conclusioni affidate direttamente all’autore.
Nella sua ultima opera, Pignataro ha raccolto le innumerevoli testimonianze sulla pizza nel mondo per scrivere la prima autorevole storia contemporanea della pizza. Un intero capitolo, il sesto, è dedicato interamente alla pizza di Tramonti e ai suoi pizzaioli. Qui l’autore traccia un excursus che parte fin dalle origini: si parla della prima pizzeria aperta a Tramonti nel ’43 e di quella aperta dieci anni dopo a Novara da un pizzaiolo tramontano, due date che segnarono gli sviluppi di quest’alimento non solo per Tramonti, ma anche per tutta l’Italia.
Dopo i saluti del sindaco di Tramonti Antonio Giordano, interverranno Vincenzo Savino, Assessore al Turismo nonché Commissario straordinario della Corporazione Pizzaioli di Tramonti, ma anche i pizzaioli più longevi di Tramonti e i pizzaioli emigrati negli anni ’60 con le loro testimonianze storiche. Modera il giornalista Mario Amodio.
«Nell’invitarvi tutti a quest’evento così interessante, specie per noi tramontani, vorrei anche porgere gli auguri a tutti gli associati e Pizzaioli nel mondo per la loro arte e maestranza, che perpetuano ogni giorno questo grande Patrimonio con l’orgoglio di chi sa di custodire un’importantissima tradizione», ha detto l’Assessore Savino.
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