
di Marco Contursi
Sono da oltre dieci anni il delegato Onas (org naz assaggiatori salumi) della Campania. Ho portato io la cultura dell’analisi sensoriale dei salumi in Campania e al sud, dove ho tenuto e tengo tuttora tanti corsi di questa materia, ho organizzato decine di degustazioni di rare specialità salumaie, ho incontrato e aiutato tanti produttori, ma ora sono veramente stanco.
Di cosa? Della scarsa importanza che hanno i salumi nel panorama della gastronomia italiana ma soprattutto regionale campana. Eppure ricordo che l’Italia ha una antica tradizione norcina che non ha eguali al mondo e la Campania in particolare vanta una razza autoctona pregiata come la Casertana, detta anche pelatello e da molti, erroneamente, chiamato maiale nero.
Di chi sono le colpe? Un po’ di tutti. Vediamole e che questo mio J’Accuse possa far migliorare le cose.
Perché i supermercati non organizzano qualche corso fatto bene per i propri dipendenti e perché no, anche per i clienti che divenendo consapevoli, poi orienteranno i loro acquisti in base alla qualità e non solo al prezzo più basso?
Perché i salumieri non partecipano mai ai corsi, quando formarsi è la base per professionalizzare il proprio lavoro?
Onas ma anche a momenti di confronto con colleghi della vostra o di altre regioni e soprattutto siate più critici verso quello che fate, poiché il migliorarsi passa per il mettersi in discussione.
6) I soci Onas. In dieci anni sono passati tra i nostri corsi oltre 200 persone, 30 sono arrivati al grado ultimo di Maestro Assaggiatore, ma, dopo, quasi tutti scomparsi, resta un manipolo di 10-15 che partecipano spesso e gli altri? Si organizzano come Onas non più di 2-3 degustazioni l’anno, sempre molto interessanti e a prezzo basso (20-30 euro max) grazie al fatto che chi organizza non si deve mettere in tasca nulla ma lo fa per passione. Perché non partecipate di più, trovando il tempo per una sera di crescita, dove mettere a frutto le nozioni sulle modalità di assaggio tecnico imparate ai corsi?
La finisco qui, non è solo lo sfogo di un porcofilo impenitente nonché delegato Onas ma anche anche un grido di aiuto per far risorgere un settore storico e prezioso come quello della norcineria tradizionale, messo in difficoltà oggi dalla peste suina (che ricordo non è pericolosa per l’uomo) ma anche da una scarsa considerazione di consumatori e addetti del settore.
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