San Giorgio del Sannio, ristorante La Locanda della Luna

Piazza C. Bocchini (trav. Via delle Oche)
Tel. 3200478609
www.locandadellaluna.net
locandadellaluna@alice.it
Chiuso domenica sera e lunedì

Lo scorso anno ci sono stati Marina e Tommaso, io ci mancavo dal settembre 2007, poco prima che aveva aperto. Ma il responso è sempre stato uguale, come quello delle persone che ci sono andate su mio consiglio: un bel posto.

Siamo in una tranquilla zona di campagna, proprio al confine tra le province di Benevento e Avellino, con il vantaggio di essere ben collegata: stiamo a due, tre minuti dall’uscita Benevento della Napoli-Bari.
Un posto sconosciuto ai più, eppure goloso: in un chilometro abbiamo il vino di Struzziero, l’olio della Fam, i torroni del corso di Dentecane, i prosciutti di Ciarcia. Per non parlare delle macellerie del paese. E a quindici chilometri c’è Benevento, un gioiellino da godere. Oppure Taurasi con le sue venti e passa cantine.

Insomma, un posto geograficamente strategico come dimostra lo sviluppo del paese, non bello ma neanche devastato.
Daniele Luongo ha fatto bottega dai Fischetti dell’Oasis di Vallesaccarda, è cognato a Carmine, il più grande dei fratelli. E lo stile lo ritroviamo nell’attenzione alla materia prima, molto viene dall’orto coltivato sotto il locale, in quel discreto accompagnare le stagioni che girano, nello stile terragno decisamente ripulito ed essenziale.

Rispetto alla classicità dell’Oasis, Daniele ha però una impronta più personale e divertita nelle presentazioni.

Nulla di barocco o destrutturato. Per esempio come questa idea di panino con la salsiccia che faceva tanto festival dell’Unità qui su una vellutata di piselli molto delicata.

Ancora i piselli in questo piatto di impronta autunnale. Goloso.

Bella la presentazione dei formaggi con le composte fatte in casa per accompagnare un scorbutico Taurasi 2006 che davanti al conciato romano di Manuel si è dovuto piegare.

Torna qui l’idea del divertimento con la freschezza delle fragole di stagione.

Quello che mi piace da Roma in giù è che il pane da solo vale sempre la visita :-)

Insomma, starete fra i 30 e i 40 euro a seconda di quello che scegliete, in piena campagna, con sapori riconoscibili. La giusta mediazione tra lo sfizio gourmet e i tradizionalisti duri e puri, che è poi la formula vincente della nuova generazione di cuochi sanniti che sta vivendo un periodo di entusiasmo, così come avvenne in Irpinia tra la metà degli anni ’90 e parte del decennio successivo.


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