Si è trattato di una grande festa di popolo, autentica e bellissima in cui l’autenticità della partecipazione è coniugata alla sapienza organizzativa di Slow. Per questo non ho voluto mancare all’invito di fare parte della giuria tecnica.
Alla fine per la giuria popolare ha vinto Flumeri mentre per quella tecnica Ariano Irpino. Ma si è trattato di una sfida molto bella con ben quattordici paesi: Flumeri, Grottaminarda, Ariano, Vallata, Vallesaccarda, Casalbore, Carife, Bonito, Ascoli Satriano (Foggia), Taurasi, Teora, Montecalvo, Foggia e Morcone (Sannio).
Una occasione per provare quanto sia buono ed efficace l’Aglianico con questi piatti tradizionali.
Aglianico 2004 Irpinia Igt Gmc Vinicola Taurasi
Austero, fresco, sottile sin quasi elegante.
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Pitatza 2006 Aglianico Fuori commercio di Enoprogetto Arajani
Moderno, fresco, di corpo
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Nero Latino Aglianico Irpinia 2006 doc Mier Vini
Elegante, potente, cangiante
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Taurasi 2005 Rocca dell’Angelo
Tradizionale, lungo, fresco.
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Terra del varo 2007 Aglianico Irpinia doc
Fruttato, abbastanza morbido
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Insomma una bellissima esperienza, la dimostrazione di quanto straordinario e profonda possa essere il lavoro ben fatto da una condotta Slow Food.
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