
di Enrico Malgi
Sono trascorsi quattro anni dall’ultima mia recensione di un vino dell’azienda salentina Garofano Vigneti e Cantine dei fratelli Renata e Stefano Garofano, figli del grande enologo irpino-salentino Severino Garofano.
E’ tempo quindi di riallacciare i vecchi rapporti con questa azienda che porto sempre nel cuore e che l’anno scorso ha festeggiato i primi trent’anni di vita. Questa volta la degustazione ha riguardato sei bottiglie: una di bianco, due di rosato e tre di rossi.
Bianca dei Censi Fiano Bianco Salento Igp 2025. Soltanto Fiano vendemmiato a metà agosto. Affinamento in acciaio per quattro mesi. Gradazione alcolica di dodici e mezzo. Prezzo finale di 14,00 euro.
Nel calice traspare un coreografico e giovane colore giallo paglierino. Bouquet depositario di compositi e variegati profumi, che si approcciano al naso per essere decifrati. Di primo acchito emergono gradevoli aromi fruttati di nocciola, pera spadona, mela renetta, clementina, mango, ananas, papaya, avocado, banana, ananas e lime. Di seguito si diffondono poi fragranze di biancospino, ginestra, salvia, muschio, citronella, miele di acacia, cannella e chiodi di garofano. In bocca penetra un sorso fresco, elegante, morbido, accattivante, equilibrato, sapido aristocratico, goliardico, cristallino e caratterizzato da piacevoli note agrumate. Sviluppo palatale arrotondato, incisivo, ammiccante, aggraziato, seducente, sfaccettato, intrigante, ammaliante, palpitante e goloso. Serbevolezza tutta da scoprire. Allungo finale appagante. Da preferire su un piatto di vermicelli a vongole e su una pizza fritta con scarola.
Girofle Rosato Negroamaro Salento Igp 2025. Negroamaro in purezza, Raccolta delle uve tra l’inizio e la metà di settembre. Maturazione per quattro mesi in acciaio, a cui segue una sosta in bottiglia per ulteriori due mesi. Gradazione alcolica di dodici e mezzo. Prezzo finale di 14,00 euro.
Nel calice si appalesa un conturbante e brillante colore rosato cerasuolo. Dal sontuoso bouquet si diffondono composite e piacevoli fragranze di marasca, pompelmo rosa, chinotto, mela cotogna, piccole bacche del sottobosco, rosa damascena, geranio, humus, radici, mirto, timo, zenzero e pepe rosa. L’entrata del sorso in bocca si rivela scorrevole, arrotondato, accattivante, sapido, vellutato, suadente, morbido ed elegante, nel mentre un guizzo di pura acidità blandisce il palato conferendo così un’elevata nota di freschezza. Silhouette slanciata, agile, leggiadra, intrigante ed armonica. Tutto questo, poi, fa da prodromo ad una lunga chiusura reattiva e godibile. Vino davvero eccellente e tipicamente mediterraneo, che non smentisce mai il suo elevato e consolidato appeal. Testato su un piatto di pasta al pomodoro ed antipasti misti.
Clò de Girofle Rosato Negroamaro Salento Igp 2022. Blend di Negroamaro all’85% e saldo di Montepulciano. Vendemmia effettuata a settembre. Affinamento in vasche di cemento per sei mesi. Gradazione alcolica di quattordici e mezzo. Prezzo finale di 20,00 euro.
Il nome deriva da clou il chiodo di garofano, la spezia che ispira questo vino ma anche da clos, che richiama il concetto di selezione delle uve più pregiate. E’ un’edizione limitata di 7.600 bottiglie numerate.
Alla vista si presenta una splendente tonalità di un bel rosato a metà strada tra il cerasuolo ed il chiaretto. Spettro aromatico affastellato da un pot pourri di gradevoli profumi, che nell’ordine rimembrano gioiose percezioni di amarena, susina nera, melagrana, pesca gialla, mandarino, cassis, lamponi, rosa di Castiglia, gelsomino, erbe aromatiche e screziature speziate. L’impatto del sorso sulla lingua determina scorrevolezza, freschezza, eleganza, mineralità, morbidezza, compiacenza, grazia, seduzione e finezza. Beva alimentata poi da un’ottima consistenza di sapori, di armonia e di puro edonismo. Dopo quattro anni il vino non accusa nessun cedimento, per cui si possono prevedere almeno altri due-tre anni di integrità. Scatto finale appagante e leggermente amarognolo. Provato su un piatto di riso e patate e pizza margherita ed è stato perfetto.
Eloquenzia Rosso Negroamaro Salento Igp 2024. Negroamaro in purezza vendemmiato a metà settembre. Affinamento in acciaio per due anni e poi elevazione in vetro. Tasso alcolico di tredici gradi. Prezzo finale di 10,00 euro.
Veste cromatica costellata da un appariscente colore rosso rubino abbastanza carico. Crogiolo portatore di calibrati e promiscui aromi, che subito vanno all’assalto di un naso molto disponibile alla bisogna. In evidenza svolazzi fruttati, vegetali e speziati di visciola, prugna, mandorla, piccole drupe del sottobosco, violetta, genziana, salvia, aghi di pino, zenzero e cannella. Sulla lingua plana un sorso fresco e polposo, glicerico e sapido, solido e saporito, profondo e terroso, gentile e carezzevole, elegante e rotondo, avviluppante e consenziente. Progressione palatale ariosa, raffinata, reattiva, sublime, comunicativa, contrastata, stuzzicante, plastica e dinamica. Nobile allure. Trama tannica avvolgente. Buona la serbevolezza. Finale tonico e persistente. Testato su un piatto di lasagna ed involtini di carne con contorno di insalata.
Simpotica Rosso Riserva Copertino Dop 2018. Solo Negroamaro, le cui uve sono state raccolte a fine settembre. Maturazione in barriques per un anno. Affinamento in bottiglia per sei mesi. Gradazione alcolica di quattordici e mezzo. Prezzo finale di 18,00 euro.
Nel calice si scorge un coreografico colore rosso rubino concentrato, che vira verso il granato. Dal ben munito e sospiroso bouquet si sprigiona una gradevole massa di profumi, i quali si accostano al naso con piglio deciso e risoluto. Ne viene fuori così una proiezione olfattiva costellata da intensi profumi di ciliegia ferrovia di Turi, prugna, carruba, mirtilli, ribes, more, scorza d’arancia, sambuco, viola ed erbe aromatiche. Calibrata e di grande pregio poi l’impronta speziata di noce moscata, chiodi di garofano e pepe nero, che si aggancia a coriandoli terziari di ottima levatura. In bocca fa il suo ingresso un sorso dallo scorrere caldo e protagonista di percezioni tattili voluminose, polpose, vibranti, vigorose, materiche, carnose, austere, profonde, centrate, solide e vitali. Freschezza a go go. Tannini imperiali. Legno ottimamente modulato. Serbevolezza a lunga scadenza. Il finale è persistente e godibilmente amarognolo. L’ho abbinato ad un piatto di eliche al ragù e su un piatto di carne bovina e di pollo impanato con contorno misto: meraviglioso!
Le Braci Negroamaro Salento Igt 2017. Negroamaro e basta, vendemmiato tardivamente verso la metà di ottobre. Affinamento in barriques di primo passaggio per un anno e poi elevazione in vetro per un anno e mezzo. Gradazione alcolica di quattordici e mezzo. Prezzo finale di 43,00 euro.
Livrea tratteggiata da uno scintillante cromatismo rosso granato intenso. Solidale e caratteristico il poliedrico bouquet che si cela nel calice, nel quale vi si tuffa un naso coraggioso ed ansioso di annusare tutti i preziosi odori che ne vengono fuori. Ovviamente l’incipit racconta una storia più volte espressa in tali situazioni, pregna com’è di costumanze fruttate a cominciare dell’immancabile ciliegia ferrovia, a cui fanno seguito poi deliziosi ghirigori di dolci bacche della pianta e del sottobosco. All’appello non mancano poi gentilizie floreali di rosso vestire, captazioni vegetali di macchia mediterranea, finezze speziate e garbati vezzi terziari di liquirizia, tabacco, cioccolato fondente, china, cuoio, grafite e goudron. In bocca esordisce un sorso caldo, avvolgente, opulento, potente, strutturato, complesso, compatto, balsamico, affascinante, voluttuoso, aggraziato, glicerico, minerale, plastico e dinamico. Trama tannica affusolata. Legno molto collaborativo. Nove anni sul groppone sono ancora pochi, per cui mi sento di vaticinare almeno altri cinque-sei anni di onorata longevità. Retroaroma epicureo. Provato su un piatto di tagliatelle al sugo di carne e tagliata di carne arrosto.
Ancora una volta i vini di Garofano sanno esprimere una valenza di alta qualità, per merito soprattutto del Negroamaro, un vitigno prettamente salentino che si dimostra molto versatile, affidabile e propositivo. I poliedrici vini che se ne ricavano, siano essi rossi, rosati, bianchi, passiti e spumanti, si possono annoverare tra i migliori d’Italia sicuramente. Personalmente li apprezzo molto, avendo avuto più occasioni di degustarli già da molto tempo. Devo confessare che proprio il Negroamaro è uno dei miei vini rossi preferiti in assoluto,
Garofano Vigneti e Cantine
Copertino (Le) – Località Monaci
Tel. 0832 947512 – Fax 0832 1830364 – Cell. 333 4584028
info@vinigarofano.it – www.vinigarofano.it
Enologo: Stefano Garofano
Ettari vitati di proprietà: 16, più 20 in affitto
Bottiglie prodotte: 220.000
Vitigni: Negroamaro, Malvasia nera e bianca, Montepulciano, Fiano e Chardonnay.
Scheda del 19 febbraio 2019
di Enrico Malgi
Se c’è un’azienda pugliese che si identifica col vitigno simbolo del Salento, cioè il negroamaro, questa è senza dubbio la Garofano Vigneti e Cantine in Copertino Tenuta Monaci, il cui fondatore, il compianto Severino Garofano, è stato per anni il promotore e l’artefice della rinascita e del rilancio in grande stile di questa varietà. Etichette come il Patriglione di Taurino e la Graticciaia di Vallone, curate da Severino per molto tempo, sono diventate metro di paragone con cui confrontarsi per tutta la produzione del Negroamaro.
L’azienda copertinese adesso è saldamente guidata da Stefano (enologo) e da Renata, figli di Severino, che proseguono l’attività vitivinicola con immutata passione, dinamismo e competenza sul solco tracciato dal loro genitore.
Del negroamaro di Garofano proprio in questi giorni ho avuto la possibilità di degustare due famose etichette: Eloquenzia e Le Braci. Due facce diverse della stessa medaglia.
Eloquenzia Copertino Doc 2015. Solo negroamaro, lavorato in acciaio per due anni e poi elevato in vetro per quattro mesi. Gradazione alcolica di dodici e mezzo. Prezzo in enoteca di 10,00 euro, un grosso regalo.
Il bicchiere è colorato di rosso rubino carico, attraversato da lampi purpurei. Calibrati e sensitivi i profumi che un naso fortunato è “costretto” a decifrare. Il codice odoroso di sottobosco prende subito il sopravvento: ribes, mirtilli e lamponi, intrecciato a sussurri di amarena e di prugna, sempre per restare nell’ambito del fruttato. Impavidi i fragranti svolazzi floreali di violetta e di geranio e quelli più in sottofondo di vegetali di buona sostanza. Sulla lingua plana un sorso bello fresco e polposo, solido e saporito, profondo e terroso. Gentile e carezzevole l’impronta alcolica. Ossequiosi e morbidi i dolci tannini. Vitalità gustativa tesa, equilibrata, sapida ed elegante. Finale tonico e persistente. Da preferire su piatti di carne rossa e bianca, salumi e zuppa di pesce.
Le Braci Negroamaro Salento Igt 2011. Negroamaro in purezza, prodotto soltanto in annate favorevoli. Uve raccolte tardivamente, dopo appassimento sulla pianta. Maturazione del vino almeno per un anno in barriques francese di primo passaggio. Affinamento in boccia per un anno e mezzo. Tenore alcolico di quindici gradi. Prezzo finale intorno ai 40,00 euro.
Che dire ancora di questo meraviglioso e superpremiato vino che sotto il comando di Severino è diventato il vero ed unico alter ego delle due etichette menzionate prima ed un sicuro termine di paragone con cui tutta la tipologia si deve confrontare? Personalmente ritengo che questo capolavoro sia uno dei pilastri di tutta la vitienologia nazionale e che merita davvero tutta l’attenzione possibile. E’ da molto tempo che lo seguo nella sua perfetta evoluzione e fino adesso mi ha sempre soddisfatto.
Detto questo vediamo allora com’è questo millesimo. Veste cromatica scintillante di un bel colore rosso rubino intenso e solo parzialmente screziato di porpora. Alle narici arrivano subito preziosi aliti di frutta fresca a profusione nonostante l’appassimento delle uve, segno questo di un vino vivo ed ancora molto giovane. Folate deliziose di sottobosco fanno comunella con espansivi profumi di ciliegia ferrovia e di prugna e con compositi sussurri floreali e credenziali minerali e terrose. L’incidenza terziaria regala poi momenti di grande edonismo, avviando così un viaggio di puro piacere alla ricerca di sensazioni uniche: creptii speziati d’oriente; cadenze balsamiche; soavità cioccolatose, tabaccose, tostate e goudronesche. L’impatto del sorso sulla lingua non è altro che la promessa mantenuta da parte del vino fatta al naso, che non sempre corrisponde alla realtà. Opulenza gustativa calda sì, ma anche tagliente, fresca e morbida, che non tiene assolutamente conto degli elevati gradi alcolici e della surmaturazione delle uve. La bocca così è perfettamente in asse, anche perché la trama tannica, come al solito, è affascinante, aggraziata e dolce, per un prefetto equilibrio di tutte le componenti. Sorso potente, compatto e strutturato, ma anche voluttuoso, elegante, sublime e sontuoso. Regali estratti polposi alimentano la beva, anticipando così la chiusura che si esprime su toni esasperatamente lunghi e pervasivi. Per l’abbinamento ideale si può spaziare su pasta al sugo, carne, cacciagione, formaggi stagionati, ma anche da provare su cioccolato fondente, oppure centellinare il vino da solo. In ogni caso sarà sempre un grande successo! Alè!
Sede a Copertino (Le) – Località Tenuta Monaci
Tel. 0832 947512 – Fax 0832 1830364 – Cell 351 9447311
info@vinigarofano.it – www.vinigarofano.it
Enologo: Stefano Garofano
Ettari vitati di proprietà: 16, più 20 in affitto
Bottiglie prodotte: 220.000
Vitigni: negroamaro, malvasia nera e bianca, montepulciano e chardonnay.