Vini Sorrentino – Nuove annate

Pubblicato in: I vini da non perdere

di Enrico Malgi

Alle pendici del Vesuvio si pratica un’eccellente viticoltura, in ragione di particolari condizioni pedoclimatiche che permettono tutto questo, tanto da potere allevare con successo una serie di vitigni autoctoni tipicamente territoriali. Tra le aziende di spicco locali si distingue quella della famiglia Sorrentino di Boscotrecase, formata dal fondatore Paolo, insieme alla moglie Angela Cascone ed ai figli Giuseppe, Benny (enologo) e Maria Paola. Famiglia da sempre molto unita e propositiva, che ha avuto come antesignana nonna Benigna, la quale è stata l’artefice della trasformazione di un’azienda a vocazione prettamente agricola sfociata poi in un serio progetto vitivinicolo con metodo biologico.

Sono sei le bottiglie aziendali che ho assaggiato in questi giorni: tre di bianchi, due di rossi ed una di rosato.

Benita 31 Caprettone Vesuvio Dop 2025. Caprettone in purezza vendemmiato a metà settembre e lavorato poi in acciaio e vetro. Tasso alcolico di tredici gradi. Prezzo finale di 18,00 euro.

Il Caprettone è un vitigno a bacca bianca tipicamente vesuviano, il quale in passato è stato confuso con la Coda di Volpe.
Nel calice si staglia un bel colore giallo paglierino luminoso, appena sfiorato da giovani riflessi verdolini. Dal sospiroso bouquet emanano una messe di delicati profumi, che rimembrano nell’ordine cadenze fruttate di mela renetta, pera williams, melone bianco, mandarino e mandorla fresca, credenziali floreali di bianco vestite, aromi vegetali di macchia mediterranea e minuzie speziate. Sospiri sulfurei in sottofondo. Attacco in bocca gradevole ed abbastanza fresco, sicuramente in modo più elevato rispetto alla Coda di Volpe, con cui il Caprettone in passato è stato confuso. Di seguito il sorso rievoca percezioni agili, snelle, citrine, sapide, minerali, pulite, aggraziate, gentili, morbide, eleganti e seducenti. Affondo finale gioioso e leggermente amarognolo Da bere giovane su un piatto di cereali misti e poi su un pollo fritto proprio come ho sperimentato personalmente.

Latikadea Pompeiano Falanghina Igt 2020. Soltanto Falanghina, le cui uve sono state raccolte a fine settembre. Affinamento in acciaio. Tasso alcolico di tredici gradi. Prezzo finale di 25,00 euro.
Alla vista si manifesta un solare e lucido colore giallo carico. Spettro aromatico portatore di una schiera di ottimi profumi, che subito vanno ad investire un naso molto disponibile alla bisogna. Nell’occasione si accentuano piacevoli e tipici svolazzi di mela golden, pera spadona, albicocca, clementina, susina gialla, ananas, banana, ginestra, gelsomino, pino silvestre, timo e chiodi di garofano. Vezzosa poi la tipica vena solforosa. In bocca penetra un sorso scorrevole, succoso, fresco, glicerico, arrotondato, affascinante, carezzevole, schietto, vibrante, intrigante, minerale, soave, setoso e cristallino. La finezza palatale si rivela poi stuzzicante, stimolante, scattante, armonica, reattiva e ben ritmata. Vino che potrà durare integro ancora per alcuni anni. Chiosa finale appagante. Perfetto su un risotto ai frutti di mare e latticini freschi.

Vigna Lapillo Vesuvio Lacryma Christi Bianco Superiore Doc 2023. Blend di Caprettone all’80% e saldo paritario di Greco e Falanghina. Raccolta delle uve a fine settembre. Affinamento in acciaio per otto mesi. Alcolicità di tredici gradi. Prezzo finale di 22.00 euro.
Cromatismo segnato da un fulgido colore giallo paglierino molto attraente. Piglio olfattivo affastellato da una miriade di sensitive fragranze, il cui incipit riecheggia solidali costumanze fruttate di mandarancio, pesca gialla, albicocca, mela verde, pompelmo, frutto della passione e papaia. Di concerto risaltano anche effluvi floreali, vegetali e speziati di mimosa, magnolia, tiglio, caprifoglio, zenzero e cannella. Immancabili poi i gradevoli sospiri sulfurei. La ricettiva bocca accoglie un sorso acido, sapido, minerale, morbido, operoso, fruttato, fascinoso, fine, voluttuoso, dinamico e bene equilibrato. Mentre lo sviluppo palatale si rivela incisivo, rotondo, lineare, balsamico, goliardico e godibile. Fraseggio finale godurioso e persistente. Da consumare su un piatto di di pasta, patate e provola e su carne bianca.

Vigna Lapillo Vesuvio Lacryma Christi Rosato Doc 2025. Preponderanza di Piedirosso al 90% e saldo di Aglianico. Vendemmia effettuata a fine settembre. Affinamento in acciaio. Tasso alcolico di tredici gradi. Prezzo finale di 25,00 euro.

Calice tinto da uno splendente e sfaccettato cromatismo rosato ramato. Bouquet intriso di un’ampia sfilza di aromi, che di primo acchito elargiscono gradevoli percezioni di un’ottima scorta fruttata di marasca, melagrana, pesca gialla, pompelmo rosa, mela cotogna, fragole, cassis e mirtilli. Florealità vestita di rosso, costumanze vegetali di erbe aromatiche e sentori speziati vanno a completare poi tutto il ricco mosaico olfattivo. In bocca arriva un sorso addomesticato, romantico, plastico, suadente, morbido, arrotondato, affascinante, agile, intrigante, stimolante e guizzante di un’acida freschezza, la quale prende in ostaggio tutto il cavo orale. Chiusura su toni molto appaganti. Provato su un piatto di parmigiana di melanzane e tagliere di salumi ed è stato perfetto.

Vigna Lapillo Vesuvio Lacryma Christi Rosso Superiore Doc 2021. Blend di Piedirosso all’80% e saldo di Aglianico. Affinamento in acciaio e tonneaux. Gradazione alcolica di tredici e mezzo. Prezzo finale di 28,00 euro.

Alla vista si appalesa un conturbante e scintillante colore rosso rubino. Profilo olfattivo di grande rilievo sensoriale, laddove si approcciano al naso suggestivi e compositi profumi di tanta buona roba. In primis spiccano gioiose fragranze fruttate di amarena, prugna, fragola, carruba, mandorla e gheriglio di noce. Di seguito si evidenziano poi compiacenti umori di viola, geranio, timo, salvia, zenzero, cannella, balsamo, tabacco, liquirizia, china e catrame. In bocca esordisce un sorso sapientemente evoluto, profondo, tagliente, elegante, vitale, affabulatore, sapido, morbido, equilibrato, seducente, contrastato, raffinato, ammaliante, fine e leggiadro. Trama tannica affusolata. Legno molto collaborativo. Buona la serbevolezza. Affondo finale edonistico. L’ho testato su un piatto di eliche al sugo e tagliata di carne arrosto e non ha fatto una grinza.

Settemoggi Piedirosso Vesuvio Dop 2024. Piedirosso al 100% affinato in acciaio. Alcolicità di tredici gradi. Prezzo finale di 18,00 euro.
Livrea punteggiata da uno sfolgorante, serpeggiante e coreografico colore rosso rubino non molto carico. Dal copioso e variegato bouquet si sprigionano intensi e ben modulati profumi fruttati, floreali, vegetali e speziati, dei quali il naso diventa fortunato destinatario. In successione emergono così afflati di ciliegia, fragola, lamponi, piccole drupe del sottobosco, garofano, violetta, impronte di macchia mediterranea e sussulti di noce moscata e curry. All’appello non mancano poi percezioni minerali e sulfuree. In bocca penetra un sorso immediato, scorrevole, leggero, gentile, accomodante, verace, languido, pulsante, fresco, elegante, sobrio, carezzevole, insinuante, arioso, sensuale e bene amalgamato. Tannini docili. Da valutare la tenuta temporale. Scorrimento finale fruttato e deliziosamente amarognolo. Da associare ad un piatto di spaghetti al pomodoro e pesce in guazzetto e sarà sicuramente un successo.
Si tratta di un’ottima batteria di vini territoriali senz’altro, frutto di un areale molto speciale come quello vesuviano e di cui la famiglia Sorrentino, insieme ad altri pochi e coraggiosi viticoltori locali, si è accollata la responsabilità di essere fedele custode di questo meraviglioso ambiente, unico nl suo genere.

Azienda Agricola Sorrentino Vesuvio
Boscotrecase (Na) – Via Rio, 26
Tel. 081 8584963 – Cell. 338 1354415
info@sorrentinovini.com – www.sorrentinovini.com
Enologo: Benny Sorrentino
Ettari vitati: 40 – Bottiglie prodotte: 230.000
Vitigni: Aglianico, Piedirosso, Caprettone, Falanghina, Greco e Catalanesca.

 

Scheda del 15 novembre 2024

di Enrico Malgi

Il Vesuvio, il vulcano più famoso, studiato e monitorato del mondo, emana un suo fascino del tutto particolare, tanto da attirare ogni anno sulla sua sommità di 1.281 metri migliaia di turisti e di curiosi provenienti da ogni parte della terra.

Come fiore all’occhiello è da sottolineare che alle sue pendici prospera una florida viticoltura, attraverso la coltivazione di specie varietali prettamente locali. Nel 2007 è stato costituito per questo il Consorzio Tutela Vini Vesuvio da parte di alcuni intraprendenti e lungimiranti viticoltori e nel 2015 è stato ottenuto il riconoscimento ufficiale dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali. Le cifre attuali parlano di 400 ettari vitati, che riguardano anche l’area del monte Somma, divisi per 114 imprenditori vitivinicoli e di due denominazioni: Dop Vesuvio e Igp Pompeiano.

Tra le aziende più prolifiche ed attive figura quella di Sorrentino di Boscotrecase, che opera già dal 1953 ed è gestita attualmente dai fratelli Giuseppe, Maria, Paola e Benny, di cui ogni anno ho il piacere di assaggiare i pregiati vini. Nel caso presente sono sei le etichette prese in esame: tre di bianco, una di rosato, uno spumante bianco ed uno di rosso.

Benita ’31 Caprettone Bianco Bio Vesuvio Dop 2023. Soltanto Caprettone, tipico e raro vitigno a bacca bianca esclusivamente vesuviano e confuso in un recente passato con la Coda di Volpe. Vendemmia effettuata a metà settembre. Maturazione in acciaio. Tasso alcolico di tredici gradi. Prezzo finale di 18,00 euro.

Nel calice risalta un lucente e giovane colore giallo paglierino non molto carico e striato di lampi verde clorofilla. Bouquet accattivante e composito, dal quale si sprigionano definiti profumi di clementina, pesca bianca, mela golden, pera spadona, albicocca, agrumi canditi, florealità di gelsomino e di mimosa, sentori di erbe aromatiche, tracce sulfuree e frammenti speziati. In bocca esordisce un sorso citrino, scorrevole, sottile, aggraziato, leggiadro, vivace, sapido, pulito, delicato, morbido, intrigante, seducente e moderatamente fresco. Silhouette agile, snella ed elegante. Finale che sa di mandorla amara. Da preferire su un piatto di vermicelli a vongole e carne bianca.

Latikadea Falanghina Pompeiano Igt 2018. Falanghina in purezza, le cui uve sono state raccolte a fine settembre. Affinamento in acciaio. Tenore alcolico di tredici gradi. Prezzo finale di 25,00 euro.

Alla vista si presenta un coreografico colore giallo carico e lampeggiante. Fierezza aromatica intensamente affastellata da gentilizie di melone bianco, mandorla fresca, susina gialla, pesca bianca, mela renetta, ananas, banana, fiori di limone, essenze di macchia mediterranea, sospiri speziati e tracce sulfuree. Approccio palatale succoso, schietto,
gentile, glicerico, fresco, setoso, affascinante, cristallino, minerale, arrotondato, tonico e scattante.
Decisamente inalterata la cifra stilistica dopo sei anni, tanto da poter vaticinare ancora altri tre-quattro anni di ottima serbevolezza. Affondo finale estasiante. Da provare su un risotto ai funghi porcini e carne di pollo.

Vigna Lapillo Vesuvio Lacryma Christi Bianco Superiore Bio Doc 2022. Blend di Caprettone all’80% e saldo di Greco e Falanghina in parti uguali. Vendemmia effettuata e fine settembre. Affinamento in acciaio. Alcolicità di tredici gradi. Prezzo finale e di 22.00 euro.

Occhi attenti scrutano nel calice un bel colore giallo paglierino limpido e luminoso. Bouquet intensamente affastellato da copiosi e gioiosi profumi di pesca bianca, albicocca, mela fuji, pera coscia, melone cantalupo, ananas, pompelmo, papaya, magnolia, camomilla, acacia, tiglio, salvia e zafferano. Tipici e gradevoli i sentori sulfurei. Bocca accogliente e disponibile, che si coccola un sorso sapido, minerale, morbido, delizioso, vibrante, operoso, fruttato e bene equilibrato. Palato abbastanza fresco ed anche succoso, scattante, aggraziato suadente, educato, sinuoso e reattivo. Fraseggio finale godurioso. Su un risotto al radicchio e carne bianca.

Vigna Lapillo Vesuvio Lacryma Christi Rosato Bio Doc 2023. Classico blend campano invertito in questo caso di Piedirosso all’80% e saldo di Aglianico. Vendemmia a fine settembre. Maturazione in acciaio. Gradazione alcolica di dodici e mezzo. Prezzo finale di 20,00 euro.

Ramato e sfaccettato il bel colore rosato che si presenta alla vista. Crogiolo depositario di un’ampia sfilza di profumi, che come incipit elargisce gradevoli percezioni di un’ottima scorta fruttata di amarena, melagrana, chinotto, mela cotogna, fragole e piccole drupe del sottobosco. In seguito si approcciano al naso soavità di fiori rossi, cadenze vegetali di timo e di menta e venature di terra vulcanica. In bocca penetra un sorso scorrevole, suadente, morbido, carezzevole, accorto, armonico, intrigante, guizzante di freschezza e ben ricamato.
Finezza in souplesse. Da bere giovane sulla pizza margherita e pesce in guazzetto. Chiusura senz’altro appagante.

Dòrè Versacrum Vesuvio Caprettone Spumante Bianco di Qualità Brut Doc 2022. Metodo Martinotti o Charmat lungo. In autoclave il vino sosta per dieci mesi. Caprettone in larga maggioranza, insieme ad una punta di Falanghina.
Gradazione alcolica di dodici e mezzo. Prezzo finale di 22.00 euro. Nel calice spicca un solare e brillante colore giallo dorato. Coltre spumosa compatta e birichina. Perlage riccamente costellato da bollicine minuscole, durature, maliziose ed impertinenti. Attraverso l’articolata persistenza aromatica emergono afflati di pesca bianca, pera coscia, mela verde, agrumi, lamponi, geranio, violetta, macchia mediterranea e briciole speziate. Bocca ben fusa, cremosa e succosa, per merito di un sorso fragrante, lieve, aggraziato, franco, soave, sapido, fresco e dissetante e di una beva che si rivela ben calibrata, affidabile, golosa, cristallina, fruttata, morbida e gioiosa. Retroaroma gradevole. Da bere su un risotto alla zucca e frittura di pesce.

Vigna Lapillo Vesuvio Lacryma Christi Rosso Superiore Doc 2020. Blend di Piedirosso all’80% e saldo di Aglianico com’è consuetudine per i rossi vesuviani. Uve raccolte a fine settembre. Affinamento in acciaio e tonneaux. Gradazione alcolica di tredici e mezzo. Prezzo finale di 28.00 euro.

Calice tinto da una tonalità di rosso rubino carico e sfavillante.
Dall’ampio caleidoscopio un naso solerte ed indagatore riesce a captare un’abbondante messe di profumi, che rievocano in successione la frutta, i fiori, i vegetali, le spezie e gli afflati terziari. Si incomincia con l’ottima percezione olfattiva fruttata di ciliegia, prugna secca, melagrana, mandorla, scorza d’arancia, carruba, fragola, ribes, mirtilli e more. Di concerto ecco emergere poi pulsazioni di geranio, viola, genziana, timo, eucalipto, noce moscata, chiodi di garofano, incenso, tabacco, liquirizia, caffè, cuoio e catrame.
In bocca si approccia un sorso contrastato, affabulatore, ammaliante, connivente, fresco, glicerico, elegante, arrotondato, balsamico, raffinato, equilibrato ed armonico. Tramatannica gradevolmente affusolata. Legno ottimamente dosato. Capacità di serbevolezza tutta da scoprire. Retroaroma avvolgente ed epicureo. Perfetto su in piatto di pasta al sugo di carne, pollo in padella con broccoli ed anche su una bella parmigiana di melanzane.

Ennesima conferma di un’eccellente batteria di vini del Vesuvio, espressione fedele di questo performante areale, dotato di uno scrigno prezioso di vitigni autoctoni di grande valore enologico. L’azienda Sorrentino da parte sua si distingue in questo contesto territoriale per l’esemplare capacità di fornire sempre e costantemente una produzione di alta qualità.

 

Azienda Agricola Sorrentino Vesuvio

Boscotrecase (Na) – Via Rio, 26

Tel. 081 8584963 – Cell. 338 1354415

info@sorrentinovini.com – www.sorrentinovini.com

Enologo: Benny Sorrentino

Ettari vitati: 40 – Bottiglie prodotte: 230.000

Vitigni: Aglianico, Piedirosso, Caprettone, Falanghina, Greco e Catalanesca.

 


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