
di Simona Mariarosaria Quirino
Positano, si sa, è un luogo del cuore. Per chi ci è nato e per chi ci soggiorna, ma soprattutto per chi ne ha fatto la storia. Come la Buca di Bacco, oggi hotel, ristorante e cocktail bar di eccellenza. Esattamente 110 anni fa, invece, era una semplice locanda di sciroppi artigianali, granite al limone e caffè.
Una locanda, però, come ci racconta l’Amministratore Delegato Carla Rispoli, nata dall’amore per il territorio della famiglia Rispoli tornata in patria nel 1916, dopo aver inseguito il sogno americano a New York. Non immaginava, però, che quel sogno, invece, si sarebbe realizzato nella loro Positano. La locanda, infatti, diventò presto una sorta di caffè letterario dove sostarono Hemingway, il coreografo russo Massine e il jet set cinematografico e teatrale del Novecento, da De Sica a De Filippo e Totò. Oggi quell’anima così profonda resta ancora e si respira in tutti gli ambienti della Buca di Bacco. Noi la sentiamo sulla splendida terrazza affacciata sul mare di Bacco’s, il lounge e cocktail bar dell’albergo, aperto ai suoi ospiti e ai clienti esterni, uno dei posti più amati anche dal General Manager Stefano Agostino. Per celebrare i 110 anni della Buca di Bacco, si terrà proprio qui un calendario di eventi tutti dedicati alla mixology che vedranno protagonisti barman e brand in collaborazione con Fontanella distribuzione. Insieme daranno vita a cocktail da accompagnare ai piatti di un menu che abbraccia una cucina internazionale senza rinunciare alle materie prime del posto e all’autenticità dei sapori della Costiera.
Noi prendiamo parte all’evento di apertura con Pietro Paolo Cuomo, barman della serata, che ha preparato una gamma di cocktail a base del Malfy gin e non solo. Iniziamo con l’analcolico From Napoli to Positano, delicato alla vista e al gusto, e con il Costiera Spritz che rivisita l’Aperol Spritz con l’eleganza di un Franciacorta, l’essenza di arancia e, ovviamente, con il Malfy Gin. Passiamo poi ai cocktail del bar manager di Bacco’s Alexander Cimmino e del Restaurant Manager Antonio Mottola. Alexander ci fa provare il suo Welcome to Positano, uno sparkling cocktail a base di Tequila con purea di lamponi e bollicina di champagne.
Fresco, amabile e perfetto per il contesto. Antonio, invece, ci propone il suo Amistad, tradotto è “amicizia”, una rivisitazione del Paloma con una combinazione di frutti rossi e mango. Deciso e raffinato al tempo stesso. Entrambi degni della candidatura ai Barwards 2026, la competizione nazionale che premia i migliori cocktail bar italiani. Il tutto accompagnato da piatti preparati dallo chef del ristorante e della terrazza Catello Cascone.
Iniziamo con un mix di crudi e fritti pensato per la serata, proseguiamo con un tagliere di salumi e formaggi e proviamo anche delle gustose polpettine di carne fritte con crema di pecorino e pepe del Madagascar e con un simpatico bun burger all’astice con salsa guacamole, pomodorini misticanza e patatine.
Una cena che si chiude, infine, col babamisù la vera chicca della serata. Un mix di due dolci nostrani con al centro un babà immerso in una soffice spuma che ricorda il tiramisù. Una ricetta che li tiene insieme in maniera perfetta. Come tiene insieme tutto quello che è stato e che è questo splendido albergo. Una storia di una famiglia, l’esperienza della ristorazione, la cura per l’accoglienza, l’equilibrio tra tradizione e innovazione, l’insieme di bellezza ed eleganza, il binomio di professionalità e cortesia. Qualità poste in essere solo da chi ama veramente quello che fa.
Via Rampa Teglia, 4 – Positano
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