Carciofi imbottiti alla cilentana

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Carciofi imbottiti alla cilentana

di Bruno Sodano

Ah la primavera… la fine dell’inverno… le terre si colorano e le giornate si allungano. Si passa dal freddo febbraio al pazzo marzo che fra i mille scompensi temporali regala frutti e paesaggi che raccontano la vita. Anche la tavola diventa più divertente ed i pasti più appetitosi. Uno degli alimenti che amo di più in questo periodo sono i carciofi. Sono buoni, stagionali e fanno tanto bene. Li mangio sempre ed in tutti i modi. Ma esiste un modo che mi piace più di tutti, perché me li faceva sempre mia nonna Ndunetta e, per me, è un buon modo per ricordarmi di lei che, a volte, mi manca davvero tanto. Nonna li faceva sempre mbuttunati (imbottiti) i carciuoffuli (carciofi) ed io ne mangiavo davvero tanti. Mbuttuno classico di caso e ova cu petrusino, aglio e nu poco re pane ammuddato che tradotto vale a dire: imbottitura classica di cacioricotta di capra, uova, prezzemolo, aglio ed un poco di pane ammollato. Il pane è facoltativo ma si usava metterlo anche perché, diversamente, ci sarebbe voluto troppo formaggio per i tanti carciofi che i nonni portavano a casa.

I carciofi fanno bene a tutto: alla salute, al fegato, al corpo, alla mente e alle papille gustative. Il carciofo grazie alla presenza di acidi fenolici, protegge il fegato dall’azione nociva dei radicali liberi. La cinarina, che è contenuta nelle foglie, nello stelo e nell’infiorescenza della pianta, promuove la produzione e lo scarico di bile nel nostro corpo. I benefici della sua presenza riguardano la funzionalità epatica, i reni e le funzioni intestinali. Essendo un potente antiossidante favorisce la protezione delle cellule del nostro corpo, in particolare del fegato, evitando accumuli di grasso. Adesso vediamo come si preparano i carciuoffuli mbuttunati alla cilentana.

Carciofi imbottiti alla cilentana

Di Bruno Sodano

Ingredienti per 4 persone

Preparazione

Proviamo i carciofi delle foglie esterne, più dure, puliamo il gambo e tagliamolo alla base del frutto. Tagliamo il carciofo eliminando la punta e mettiamo gambi e carciofi in acqua e limone. Il limone serve per non far annerite il prodotto. Generalmente si usa la farina nell’acqua ma in caso di problematiche relative al glutine possiamo sostituire con l’agrume giallo. Prepariamo il ripieno mischiando pane, uova, cacioricotta, prezzemolo ed aglio senza anima grattugiato. Laviamo i carciofi e iniziamo a riempirli. Mettiamo olio evo in una pentola alta ed una volta impanata la parte superiore del carciofo, quella con il ripieno, con farina normale o di riso (gluten free) mettiamoli nella pentola a testa in giù. Uniamo i gambi. Facciamo soffriggere qualche minuto ed il tempo che ci assicuriamo che non si siano attaccati aggiungiamo il pomodoro. Poi il sale e l’acqua. Mischiamo e chiudiamo. Di tanto in tanto giriamo e aspettiamo che si assorbi l’acqua. Una volta ristretto il sugo, il carciofo dovrebbe essere cotto. La prova del nove la facciamo con uno stuzzicadenti nella parte bassa del carciofo. Se entra bene e risulta tenero allora il carciofo è cotto.


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