Chellalà Pizza e Tradizione, Pignataro Maggiore (CE)
Via Nicola Rotoli, 23
Tel. 320 443 9108
Aperto dalle 18:30. Chiuso il lunedì

Lo abbiamo detto tante volte: preparare una pizza classica è, per certi versi, più difficile che cimentarsi con gusti creativi. Non fosse altro perché abbiamo un termine di paragone preciso. La Margherita, la Marinara e la Napoletana appartengono a una memoria collettiva che tutti abbiamo assaggiato e che tutti, in qualche modo, sappiamo riconoscere. Fino a una quindicina di anni fa, nei menu delle pizzerie c’era ben poco altro oltre ai gusti codificati nel tempo. Poche pizze di fantasie, che sono diventate in seguito delle vere icone, come la Mimosa degli anni Ottanta. Poi sono arrivate le combinazioni più audaci, gli ingredienti ricercati, ecc. La Marinara e la Margherita hanno sempre avuto il posto d’onore, mentre la Napoletana arrivava, e arriva ancora oggi, subito dopo. Per questo, quando capita di trovare una pizza classica fatta come si deve, vale la pena segnalarla.
Quella di Chellalà Pizza e Tradizione, a Pignataro Maggiore, in provincia di Caserta, merita sicuramente un assaggio. Era da tempo che non mangiavo una Napoletana così aderente alla sua idea originaria: pomodoro San Marzano, olive nere di Gaeta, aglio, alici di Cetara, capperi, olio e basilico. Semplice, no?
E proprio qui sta la difficoltà: quando gli ingredienti sono pochi, non c’è nulla da nascondere. La pizza ha un impasto elastico, una stesura sottile e un buon equilibrio complessivo. Il dosaggio degli ingredienti è ben calibrato e, soprattutto, la salatura delle alici e dei capperi bilancia bene la dolcezza e la nota acidula del pomodoro San Marzano.
A prepararla sono due pizzaioli: Agostino Montanaro, che vanta una lunga esperienza in Belgio, e Luca Aurilio, che per molti anni ha lavorato a Londra prima di fare ritorno in Campania. Due percorsi lontani da casa che oggi si incontrano a Pignataro Maggiore, in una pizzeria che ha scelto consapevolmente di mettere la tradizione al centro.
Un progetto nato da un investimento personale
Chellalà nasce nel giugno scorso dal progetto di Giuseppe Zaccariello, imprenditore di Vitulazio nel settore della distribuzione di acque minerali e prodotti affini, e di Rosa Casella, anche lei attiva nello stesso comparto. Per il loro investimento hanno scelto Pignataro Maggiore, ai piedi del Monte Tutuli, nell’Alto Casertano, in una zona immersa nel verde della campagna dell’Agro caleno.
È una scelta che si percepisce anche nell’impostazione del locale. Il palazzetto che ospita la pizzeria dispone di una terrazza molto suggestiva, pensata per vivere la cena con calma. Non c’è filodiffusione e non ci sono luci invasive: soltanto lampade da tavolo.
L’idea è mangiare una pizza e godersi il silenzio e la tranquillità del posto. D’estate, quando le temperature salgono, la posizione aiuta: fa caldo, naturalmente, ma l’afa si sente meno.
Non sorprende quindi che la terrazza sia molto richiesta e che a Chellalà arrivino clienti anche dall’area napoletana.
All’interno, invece, c’è una sala molto ampia, climatizzata e insonorizzata, con circa 85 coperti; complessivamente il locale arriva a 200 posti. Completano gli spazi un bancone bar dedicato alla proposta drink, una frigo-cantina con etichette locali, fuori regione ed estere e una grande vetrata che permette di vedere il forno e l’area di lavoro.
La pizza di Chellalà
L’impasto è diretto e viene realizzato con farine che prevedono anche la presenza di germe di grano. Il panetto è generoso, intorno ai 270 grammi, mentre la stesura rimane sottile, con un cornicione moderato. Lo stile è quello della classicità.
La Napoletana è, non a caso, una delle pizze più richieste. In carta ce ne sono circa trenta, insieme al calzone al forno. Per l’attesa arrivano i grandi della tradizione della friggitoria: crocchè, montanara, frittatina e straccetti di pasta fritta. Anche sui dessert la scelta guarda alla Campania: le monoporzioni arrivano dalla pasticceria Benito di Casal di Principe e non manca, naturalmente, il tiramisù.
Le materie prime guardano sempre più al territorio. Dopo la fase iniziale di start-up, la selezione si sta orientando con maggiore decisione verso le eccellenze campane, senza rinunciare a quei prodotti provenienti da altre regioni che, per qualità e storia produttiva, hanno un posto irrinunciabile in cucina.
Chellalà, la pizzeria dei loro sogni
Giuseppe e Rosa hanno investito tutti i loro risparmi per aprire Chellalà. È una loro creatura, un progetto personale che giorno dopo giorno prende forma e cresce.
Il nome si ispira alla canzone napoletana “Chella là”, resa famosa da Marino Marini e successivamente interpretata da numerosi artisti, tra cui Renato Carosone, Aurelio Fierro e Roberto Murolo. Per Giuseppe e Rosa, però, “Chellalà” assume un significato ancora più personale: è quella “lei” che stavano cercando, la pizzeria dei loro sogni, il luogo nel quale costruire il proprio futuro. Ed è forse questo il motivo per cui, entrando nel locale, si percepisce più facilmente il progetto che la semplice attività commerciale.
Chellalà vuole essere una pizzeria di tradizione. E la Napoletana che ho assaggiato è probabilmente il modo migliore per raccontarlo.
Prezzi: da 5 a 15 euro. La Napoletana costa 7,50 euro. Coperto 2,50 euro.
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