Rosati che passione. Otto etichette italiane da non perdere

Pubblicato in: Champagne e Vini francesi
Franco Cristoforetti presidente del Consorzio di Tutela Bardolino e Chiaretto

di Marina Alaimo

Di recente nell’antica dogana di Lazise sul Lago di Garda si sono presentate le anteprime Bardolino e Chiaretto. Un’occasione preziosa per chi ama i vini rosati ai quali è stato dato molto spazio e proposta un’ampia varietà di interpretazioni. Si è voluto evidenziare la piacevolezza di questi vini e far conoscere i territori che tradizionalmente vi ci sono dedicati ospitando l’associazione deGusto Salento presente ai banchi degustazione con quattordici produttori. Una scelta molto invitante e divertente che ha reso possibile l’incontro con i vini rosati italiani di maggior rilievo. L’idea di unirsi è sempre frutto di menti vivaci, che amano il confronto e vivono il vino soprattutto come racconto di un territorio ed occasione gioiosa di convivialità. I chiaretto sono l’espressione rosata della corvina veronese nell’areale del Bardolino doc, dove questo vitigno dà vita a vini sottili e delicatamente profumati. Il vitigno principe dei rosati salentini è invece il negro amaro che vanta un’antica tradizione in rosa in questa terra particolarmente affascinante e strettamente legata alla produzione vitivinicola.

Tra i tanti assaggi ci sono sempre quelli che riscontrano maggiormente il proprio gusto, o si fanno notare per vivacità di espressione.

Partendo dagli ospiti salentini, veramente piacevole e dinamico lo Spumante Rosè Brut Extra Dry Melarosa di Cantine Due Palme: sottile nei profumi di grafite, pepe rosa e melagrana, di bella freschezza e perlage sottile.

Ha personalità decisa il Rosa del Golfo 2014 di Rosa del Golfo con i suoi profumi salmastri, smorzati delicatamente dai toni di rosa e mandarino, piacevolissimo al sorso, si fa bere con avidità, agile e scattante.

Si conferma un fuoriclasse Girofle 2014 di Severino Garofano, delicato nella tonalità rosata, traccia con decisione i tratti mediterranei di erbe aromatiche, è solare nei toni del mandarino e pepe rosa, splendido al palato, appena ruvido, sottile, succoso e di piena piacevolezza.

Più volitivo già dal colore carico Mjere Rosato 2014 di Michele Calò e Figli, intenso nei profumi di buccia d’arancia, erbe mediterranee e melagrana, avvolgente il sorso di bella freschezza e lungamente sapido.

Più delicati nelle tonalità di rosa molto tenue, appena accennato, sono i Chiaretto che maggiormente hanno riscontrato il mio gusto. Sono eleganti, quasi dei bianchi, puntano alla bevibilità ed a preservare il carattere territoriale della corvina veronese.

Piacevolissimo il Chiaretto 2014 di Le Ginestre, azienda di Lazise, nel colore delicato ricorda un topazio rosa. Elegante al naso con sentori minerali gessosi prevalenti, delicate le note fruttate di pesca bianca, al palato sottolinea la grande piacevolezza per il desiderio di tornare più volte a sorseggiarlo, fresco, succoso e salato.

Chiaretto 2014 La Presa. Delicato come una rosa bagnata dalla rugiada, sottile nei profumi di mandarino e erbe mediterranee, agile ed elegante il sorso.

Chiaretto 2014 di Raval. Ha personalità decisa, un po’ fuori le righe rispetto agli altri con un piacevole tocco di cenere, pungente nei toni del pepe rosa e vivace nella freschezza agrumata; bocca scattante, ruvida nella freschezza decisa.

Chiaretto 2014 Villabella, un fuoriclasse che punta con decisione all’eleganza pur mantenendo una certa personalità tinta di erbe mediterranee, si sofferma suoi toni di grafite e mandarino.

Elegante e sottile il sorso.


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