
Partiamo dalla cima, ovvero dal primo posto del podio, quello dei Tre Bicchieri. Il numero dei premiati è 10. Ma considerare solo il vertice della classifica non rende merito dell’effettivo panorama della regione, che è fatto di tanto buon vino, cantine che meritano di essere conosciute e territori che si stanno valorizzando sempre più, e non solo quelli tradizionalmente vocati alla vitivinicoltura.
C’è Montefalco, ovviamente, a dominare la scena, il territorio che maggiormente esprime una quantità significativa, e capace di legare territorio e varietà. Il Sangrantino non è andato al massimo, eccezion fatta per un sontuoso Torgiano Rubesco Riserva Vigna Monticchio ’10 Lungarotti, in annata di grazia, ma la zona dimostra carattere e maturità crescenti, oltre che una interessante diversificazione stilistica che dà conto del lavoro che si sta facendo in questa regione.
Poi ci sono i bianchi, che negli ultimi hanno hanno riscoperto torroir storici, come Orvieto, che dà segnali di rinascita incoraggianti. Quest’anno la zona (eccezion fatta per il solito Cervaro della Sala) non ha espresso vini di vertice, però il percorso è tracciato e nelle ultime edizioni ne abbiamo dato ampia testimonianza. Mentre un’altra storia di bianchi di grande fascino è quella del Trebbiano Spoletino, a segno quest’anno con un superlativo Trebium ’14 di Filippo Antonelli. Ecco l’elenco dei Tre Bicchieri
Montefalco Sagrantino ’12 – Fattoria Colleallodole
Montefalco Sagrantino ’11 – Perticaia
Montefalco Sagrantino ’11 – Romanelli
Montefalco Sagrantino ’10 – Scacciadiavoli
Montefalco Sagrantino Campo alla Cerqua ’11 – Giampaolo Tabarrini
Montefalco Sagrantino Collenottolo ’11 – Tenuta Bellafonte
Montefalco Sagrantino Collepiano ’11 – Arnaldo Caprai
Spoleto Trebbiano Spoletino Trebium ’14 – Antonelli – San Marco
Torgiano Rosso V. Monticchio Ris. ’10 – Lungarotti
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