
di Pinuccio Alia
I peperoni di Roggiano non sono solo un prodotto della terra: sono un carattere, una postura, un modo di stare al mondo.
Hanno quella forma sottile e nervosa che sembra già raccontare il vento del Pollino, che li asciuga e li modella come fossero piccole sculture contadine.
Sono poveri d’acqua, perfetti per l’essiccazione, e possiedono quell’eleganza rustica che li distingue da tutti gli altri.
Lo si è visto chiaramente alla” Festa dei Peperone Roggianese”, celebrata con grande successo il 18 e 19 settembre, dove il paese ha respirato profumi antichi e orgoglio moderno.
Il mio plauso va al Sindaco Francesco Zappone che finalmente pare creda sia il caso di valorizzare un grande prodotto del suo Comune
Pablo Neruda, che del peperone amava la forza solare, scrisse:
«Il peperone è il sole che si può mangiare.»
E viene da pensare che, se avesse conosciuto quelli di Roggiano, avrebbe aggiunto una riga ancora più ardente:
“..e in Calabria il sole non si limita a brillare: diventa croccante!!”
Perché i cruschi roggianesi, quando si gonfiano nell’olio caldo, sembrano davvero un piccolo miracolo domestico. Diventano musica!!
Da questo spirito ripropongo questa ricetta antica del “baccalà con i peperoni Roggianesi”, pensata per essere semplice e rispettosa della tradizione e facilmente ripetibile: il baccalà cotto a vapore, i peperoni arrostiti ridotti a filetti, e i crusky che portano la croccantezza della memoria
.La lista della spesa (per 4 persone)
Baccalà ammollato – 700 g
Peperoni secchi di Roggiano- 4 pezzi
Peperoni freschi rossi o verdi – 500 grammi
Olio extravergine d’oliva – 150 ml
Aglio – 1 spicchio
Prezzemolo fresco – 1 cucchiaio tritato
Sale – q.b.
Pepe nero – q.b.
Pane casereccio – qualche fetta
Procedimento
1/ Cuocere il baccalà a vapore.
#Pulisci il baccalà, dividilo in pezzi regolari e cuocilo nella
vaporiera per 10 minuti.Rimarrà morbido, bianco e delicato.
2/ Arrostire i peperoni freschi.
Metti i peperoni interi su una piastra calda o in forno a 220°C.
Girali finché la pelle non si scurisce.
Chiudili in un sacchetto per 10 minuti, poi spellali e riducili a filetti.
Preparare l’olio aromatico.
Scalda l’olio con lo spicchio d’aglio schiacciato. Deve solo profumare, non bruciare.
Preparare i peperoni crusky.
Immergi i peperoni secchi nell’olio caldo per pochissimi secondi. Gonfieranno e diventeranno croccanti. Sbriciolali con le mani.
Assemblare il piatto.
Disporre nel piatto i filetti di peperone arrostito,
porre sopra di essi il baccalà cotto al vapore
irrorare con l’olio aromatico e il prezzemolo.finemente tritato e completa con i crusky sbriciolati
Questa ricetta è un omaggio alla cucina che nasce dalla terra e dal buon senso: pochi gesti, pochi ingredienti, nessuna complicazione.
È così che una preparazione diventa tradizione: quando è semplice da rifare, buona da mangiare e capace di raccontare una storia ogni volta che la si prepara.
E mentre i peperoni di Roggiano — arrostiti e/o crusky — continuano a croccare come fossero applausi, ricordiamoci che la cucina è soprattutto famiglia, ospitalità e rispetto della terra.
Un piatto non deve stupire, deve raccontare un territorio e la bontà dei Suoi prodotti originari.
Il resto, gli effetti speciali, se proprio non se ne vuole fare a meno sono contorno.
Ricordiamoci sempre che :«La cucina è il luogo dove la tradizione diventa quotidianità.»
Felicitazioni ai Roggianesi che ci credono.
Buona Vita
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