
di Virginia Di Falco
Sono 21 gli stellati 2013 nel Lazio.
La prima bella e (sicuramente troppo) attesa notizia è la seconda stella alla cucina dei fratelli Serva della Trota a Rivodutri. Cucina elegantissima e incisiva, un posto ricercato e prezioso dove imparare le mille possibili e inaspettate varianti del pesce d’acqua dolce. Servizio impeccabile, carrello dei formaggi strepitoso.
A Roma le novità sono tre: la prima stella a Fabio Ciervo, executive chef de La Terrazza dell’Eden, tante esperienze, anche stellate, all’estero e in giro per l’Italia prima di approdare in questo ristorante con uno dei panorami più belli della capitale.
E poi la prima stella al giovane Luciano Monosilio di Pipero al Rex e a Roy Caceres di Metamorfosi. Dalla carbonara più buona di Roma, servita a peso, al crudo d’oca, ai finti tortellini con la panna (che invece sono tortelli di agnello e pecorino) i piatti di Luciano Monosilio sono diventati in poco più di un anno delle vere e proprie icone che hanno dato un volto nuovo all’alta cucina della capitale.
Così come la ricerca dei sapori intensi ma sempre lievi, il caldo freddo delle sue incursioni andine, nei piatti di Roy Caceres.
E poi c’è lui. Alessandro Pipero. Che si dimostra gran pigmalione di giovani talenti: è stato lo sponsor vivace e indefesso, sin dall’inizio, per il giovane chef di Pipero nella sua trasferta romana e prima lo era stato del colombiano Roy Caceres, ai tempi di Albano. E ricordiamo che ha lavorato per Pipero anche Danilo Ciavattini, pure lui dall’anno scorso stella Michelin alla Torre di Viterbo, dove è arrivato dopo la partenza di Noda Kotaro.
Al vertice, la conferma delle tre stelle alla Pergola di Heinz Beck e delle due stelle al Pagliaccio di Anthony Genovese e al ristorante di Oliver Glowig all’Aldrovandi.
Otto le conferme di una stella nella capitale: si va dalle proposte della tradizione romana e campana di Agata e Romeo, al Convivio Troiani, alle rielaborazioni dei classici di Andrea Fusco di Giuda Ballerino, ai divertimenti di Acquolina, alla ricerca inarrestabile di Cristina Bowerman di Glass, e, ancora, Imago, All’Oro e Open Colonna.
Una stella confermata, infine, nel Lazio, a Salvatore Tassa ad Acuto, l’Acquapazza a Ponza, Pascucci a Fiumicino, The Cesar de La Posta Vecchia a Ladispoli, e la Parolina ad Acquapendente.
Dai un'occhiata anche a:
- Brevi riflessioni sull’analisi sensoriale che riguarda le varie tipologie di vino
- Le Sei Anime di Agrisolaris, da Casa Infante un viaggio nella memoria del Sannio
- Tivoli tra storia e benessere: l’evoluzione contemporanea del Grand Hotel Duca d’Este
- Sant’Antonino e Carnevale con Paolo e la Famiglia De Gregorio
- Manupressum, la nuova forma della mozzarella di bufala
- Sant’Agata sui Due Golfi, il Vespero: l’eleganza panoramica del ristorante dell’hotel due golfi
- Come evolve davvero l’enoturismo in Italia: doppia intervista a Violante Gardini e Donatella Cinelli Colombini
- Cilento: “Manupressum” e “Mortadella cilentana” al Cilento Tastes