MeteoPizza | I quindici pizzaioli che fanno tendenza e di cui si parlerà di più sino alla fine dell’anno

Pubblicato in: La Pizza e basta
50 Top pizza, la festa finale a Castel dell'Ovo

50 Top pizza, la festa finale a Castel dell'Ovo

di Luciano Pignataro

La premiazione di 50 Top Pizza è alle spalle, a breve gli ispettori riprenderanno a girare in anonimato pagando i conti come clienti normali per l’appuntamento del prossimo anno. Ma intanto, incrociando i risultati e vedendo cosa sta succedendo a Napoli, in Italia e nel Mondo, di chi si parlerà nei prossimi mesi? Quali saranno i protagonisti del circo mediatico? Attenzione, lo diciamo per i più tonti, questa non è una classifica dei più bravi o delle pizze più buone: è un elenco di persone, brave, che in questo mondo stanno facendo tendenza diventando un punto di riferimento per chi sta nel settore.

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1-Francesco Martucci

La nuova pizzeria vicino la Reggia di Caserta è uno spazio nuovo e sconvolgente di circa 150 posti a sedere e un’area enorme occupata dai forni e dalle cucine. Grandi liste di birre e dei vini affidanti ad esperti e ricerca sui prodotti e sugli impasti. Con lui la qualità è pop coincidono e si apre una nuova sfida, misurare sino a che punto la qualità senza compromessi può arrivare con i numeri. Dopo il 3 settembre ognuno che abbia ambizioni dovrà ridisegnarle su questo modello.

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2-Gabriele Bonc
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Sinora è stato l’unico a dare dignità al modello della pizza al taglio di tipo romano e l’apertura a Chicago segna una svolta incredibile negli Usa dopo la pizza o è intera o è a fetta. Un nuovo modo, pratico come piace agli americani, per mangiare che sicuramente farà molti seguaci.

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3-Ciro Oliva

Anche il piccolo profeta della Sanità è destinato a fare tendenza: mentre tutti aprono lui resta sede unica, concentrato sul quartiere. Mangia nei grandi ristoranti, rinnova il menu e la pizzeria alla Sanità imponendo un modello concentrato sulle radici e non sulla moltiplicazione degli spazi. Ossia in piena controtendenza rispetto al momentoattuale in cui persino pizzerie come Da Michele escono da Napoli dopo 150 anni.

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4-Franco Pepe

Il vincitore di 50 Top Pizza continuerà a far parlare di se: sinora tutto ciò che di nuovo è circolato in questo mondo è passato dalle sue mani a cominciare dal modello di pizzeria. La sua forza è nell’aver tradotto più di ogni altro il modello di pizzeria di ispirazione napoletana in modo facilmente leggibile anche fuori. L’ossessione per la qualità, la cura maniacale di ogni pizza fanno di lui un artigiano al massimo livello. Lo si è visto dall’apertura all’Albereta.

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5-Carlo Sammarco

 

Della nidiata di giovani venti/trentenni è quello che farà parlare molto di se quando a dicembre sarà pronto il suo Palazzo della Pizza a Frattamaggiore, un ricco ocmune alle porte di Napoli dove per la prima volta nascerà un intero edificio dedicato a più attività come è stato per molto tempo a Vico Equense con l’Università della Piazza.

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6-Gino Sorbillo

Il Gino nazionale resta un punto di riferimento per chi cerca novità. Onore alla Masardona, ma la capacità di portare la pizza fritta fuori Napoli è stata sua, prima a Milano tra lo scetticismo ufficiale e adesso anche a New York. I suoi locali mantengono sempre profilo alto ed è un modello per chi vuole uscire fuori Napoli.

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7-Salvatore Gatta

Di tono esattamente opposto è il patròn di Fandango, il titolare della pizzeria nel Vulture nel più profondo Sud. Anche qui il modello è quello di Oliva in versione rurale. Non c’è dubbio che sarà un modello per tutti i pizzaioli che operano lontani dai grandi centri urbani.

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8-Da Zero

Stesso ragionamento ma ancora opposto. Un modello rurale replicato due volte nel profondo Cilento e portato con baldanza a Milano, la città più pronta a metabolizzare le novità. Il valore della qualità della materia prima è assoluto: biologico, ecosostenibile sono parole concrete proprio in città come queste. Ed io questa estate nella sede di Agropoli ho mangiato margherita classica da sballo. Non si parla di pizzaiolo m di pizzeria.

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9-Berberè

Altro modello, stavolta urbano, replicato ben otto volte e in trasferta londinese. Qui è una catena del buono, della qualità e di uno standard sempre garantito al massimo livello ovunque si vada. La speranza è che queste crescite riescano a tutelare sempre l’artigianalità e a resistere alla tentazione di diventare altro come è accaduto con Grom.

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10-Ciccio Vitiello

Già premiato come giovane dell’anno da 50 Top Pizza, sarà il giovane di cui più si parlerà nei prossimi mesi fino alla fine dell’anno. Con intelligenza non tocca la tradizione, margherita, marinara, ripieno ma su tutto il resto si scatena con ogni tipo di farina, di cottura, di impasti, di farciture.

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11-Pier Daniele Seu

Astro nascente nel mondo della pizza a Roma, penalizzato su 50 Top Pizza dal fatto che ha cambiato locale  in corso d’opera e che si giudica la pizzeria e non la pizza. Con lui inizia quel passaggio di testimone necessario tra generazioni e soprattutto il fatto che Pier Daniele è la punta di un iceberg di tanti ragazzi impegnati sulla qualità nella Capitale e dintorni creando così di fatto un modello alternativo a quello napoletano.

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12-Giovanni Santarpia

Un riferimento per lo stile napoletano in Toscana, approdato a Firenze e con grandissimi margini di crescita grazie alla politica dei piccoli passi e dalla stabilità. A quasi un anno dall’apertura è uno dei profeti della pizza di qualità in questo territorio.

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13 Stefano Callegari

Dopo aver fatto incetta di consensi in 50 Top Pizza è pronto per nuove aperture. La sua idea di trapizzino ha sfondato e si è affermato tra gli appassionati. Sempre di alto livello, è sicuramente con Bonci e Giancarlo Casa uno dei creatori della pizza di qualità nella Capitale. Un riferimento per tutti.

14-Dry

Milano è sempre Milano. Nasce qui un modello di pizzeria assolutamente nuovo che prescinde completamente dallo stile e che da una possibilità di vivere al meglio il locale.

15 Rosario Procino e Pasquale Iuzzolino

Dalla ribalta a Madison Square dove hanno aperto una nuova pizzeria che farà tendenza: la pizza con la pala. sarà un cavallo di ritorno anche in Italia? Secondo noi si, intanto se ne parla un sacco a New York.

 


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