Vino e pizza: il sommelier in pizzeria 27 | Giuseppe De Natale

Pubblicato in: Sommelier in pizzeria

di Antonella Amodio

Questa rubrica nasce con l’obiettivo di valorizzare il ruolo del sommelier in pizzeria, una figura sempre più centrale grazie alla crescente attenzione verso l’abbinamento tra pizza-vino. Una presenza fondamentale per offrire al cliente un’esperienza gastronomica completa, capace di unire gusto, racconto e cultura del territorio.

Ci sono percorsi professionali che nascono prima ancora di diventare un mestiere, costruiti attraverso memorie familiari, passioni e il legame profondo con il proprio territorio. È il caso di Giuseppe De Natale, originario di Fiumefreddo di Sicilia e oggi residente a Francavilla di Sicilia, nel cuore della Valle dell’Alcantara, sul versante nord-orientale dell’Etna. La sua storia affonda le radici nella famiglia e nelle tradizioni siciliane: dai nonni ha ereditato il valore della semplicità, del lavoro e della convivialità, gli stessi elementi che ritrova ancora oggi nel mondo del vino. Dopo gli studi all’IPSSAR Giovanni Falcone di Giarre, nel percorso di “Accoglienza turistica”, Giuseppe ha iniziato a costruire la propria esperienza nella ristorazione, passando dalla cucina alla sala dell’attività di famiglia De Natale Pizza e Cucina, sviluppando negli anni una particolare sensibilità verso l’accoglienza e il rapporto con il cliente. Il vino è entrato nella sua vita attraverso i ricordi dell’infanzia, tra le botti in legno custodite nella cantina di montagna dei nonni e le vendemmie vissute in famiglia, momenti di condivisione che negli anni si sono trasformati in passione e studio. Il primo approccio tecnico arriva con il corso ONAV da assaggiatore di vino, seguito dal percorso da sommelier FISAR a Catania. Accanto alla ristorazione e al vino, Giuseppe coltiva da oltre dieci anni la passione per la Muay Thai, disciplina che considera un importante percorso di crescita personale grazie alla guida del suo Master Mauro Samperi. Sport, tradizioni e famiglia sono elementi che definiscono anche il suo modo di vivere il lavoro: con disciplina, rispetto e attenzione verso le persone. La sua esperienza professionale è legata all’attività familiare nata nel 1989 come gastronomia da asporto per volontà dei genitori Angelo De Natale e Filippa Puglia, e cresciuta nel tempo fino a diventare ristorante e pizzeria. Un’evoluzione vissuta in prima persona: prima in cucina accanto al padre, imparando l’arte della gastronomia siciliana, poi in sala, dove ha affinato il rapporto con l’ospite grazie anche al confronto con professionisti come Salvo Schillaci e il maître Mario Santitto. Oggi Giuseppe De Natale interpreta il ruolo del sommelier in pizzeria con una convinzione precisa: il vino non deve essere un elemento distante o elitario, ma uno strumento di piacere capace di accompagnare la pizza e creare un’esperienza gastronomica più completa. La sua idea di carta dei vini nasce dall’equilibrio tra ricerca e accessibilità, con l’obiettivo di far scoprire ai clienti nuovi abbinamenti senza complicazioni e senza barriere.

Quando nasce il tuo interesse per il vino e come è iniziato il tuo percorso da sommelier?

Il mio interesse per il vino nasce da bambino, grazie ai miei nonni che producevano vino per uso familiare nella provincia di Messina. Ricordo una piccola casa di montagna dove mio nonno custodiva le botti in una stanza molto fresca scavata nella pietra, illuminata da una piccola lanterna. Da oltre otto anni ho avuto anche il piacere di partecipare alla vendemmia del nonno della mia compagna, Nonno Peppino. Grazie a lui ho potuto vivere la vendemmia e la lavorazione in cantina. È un appuntamento che si rinnova ogni anno e che per me rappresenta non solo un momento di convivialità familiare, ma anche un’importante occasione di approfondimento. Durante gli anni delle scuole superiori ho avuto la possibilità di frequentare il mio primo corso ONAV come assaggiatore di vino. Da quel momento ho iniziato a scoprire il mondo degli abbinamenti e a comprendere come un corretto equilibrio tra cibo e vino possa esaltare i sapori e lasciare un buon ricordo. Quando ho iniziato a lavorare in sala ho deciso di proseguire il mio percorso formativo frequentando il corso da sommelier FISAR a Catania, conseguendo il primo e il secondo livello. Il percorso verso il terzo livello è stato poi interrotto per motivi lavorativi, non riuscendo a conciliare i turni con gli orari del corso.

Perché hai scelto di lavorare in sala?

La nostra è un’attività a conduzione familiare avviata da mio padre e mia madre, Angelo De Natale e Filippa Puglia. Il locale nasce nel 1989 come gastronomia da asporto, con alcuni posti d’appoggio per chi desiderava consumare qualcosa senza portarlo via. Con il passare degli anni è cresciuta la richiesta di posti a sedere, ma lo spazio disponibile era limitato. Mio padre acquistò quindi il giardino alle spalle della gastronomia, con l’idea di realizzare una struttura più ampia. Il progetto iniziale prevedeva una struttura alberghiera di tre piani che avrebbe potuto cambiare completamente il futuro dell’attività. Nel 2008, però, la crisi economica rallentò i lavori e solo nel 2017 riuscimmo a completare il piano terra, decidendo di ampliare il progetto trasformandolo in ristorante e pizzeria. La sala aprì ufficialmente il 18 giugno 2017. I primi anni ho lavorato in cucina al fianco di mio padre, occupandomi delle preparazioni gastronomiche: antipasti, rosticceria, arancini e tavola calda. Un’arte che ancora oggi custodisco con grande piacere. Successivamente, con l’apertura della sala, mi sono dedicato al servizio e alla cura del cliente. È stato impegnativo, perché non avevo una grande esperienza in sala, ma la mia crescita è arrivata grazie agli insegnamenti del maestro di sala Salvo Schillaci e al prezioso contributo, per un breve periodo, del maître Mario Santitto di Villa Neri. Entrambi hanno dato una svolta al mio modo di approcciarmi alla sala, guidandomi nella direzione giusta.

Dal tuo punto di vista, quali sono le qualità fondamentali che deve avere oggi un buon sommelier?

Secondo il mio parere, la qualità più importante per un sommelier è conquistare la fiducia del cliente e accompagnarlo nella scelta con semplicità, serenità e senza creare troppe complicazioni.

La figura del sommelier è consolidata nel ristorante: ma in pizzeria come viene percepita?

In pizzeria la figura del sommelier viene apprezzata da una buona parte della clientela, anche se non ha ancora raggiunto la stessa considerazione che possiede nel ristorante tradizionale.

Proporre il vino in pizzeria è diverso rispetto a farlo in un ristorante?

Sì, perché in pizzeria molti clienti non entrano pensando di abbinare una pizza a un vino. Per questo motivo, secondo me, è un approccio più complesso rispetto al ristorante: bisogna essere capaci di proporre un’alternativa al classico abbinamento pizza e birra, accompagnando il cliente verso una nuova esperienza.

Che tipo di pubblico sceglie il vino quando viene in pizzeria?

Solitamente sono i più giovani a scegliere il vino. La cosa che mi rende più soddisfatto è vedere che, nel tempo, molti clienti hanno imparato a fidarsi di me e spesso mi lasciano scegliere il vino per la loro serata. È una grande responsabilità, ma anche una grande soddisfazione.

Quali sono i vini più richiesti dalla carta di De Natale Pizza e Cucina?

I più richiesti sono i vini dell’Etna, il Frappato e i vini delle isole vicine.

Qual è l’abbinamento pizza e vino che ami di più personalmente?

Non c’è un abbinamento che amo più di altri, perché mi piace sperimentare e provare sempre nuove combinazioni. Posso però dire che uno degli abbinamenti più equilibrati è quello con i vini rosati. Un esempio è il Caravaglio Palmento di Salina Rosso non Rosso: un vino secco, strutturato e molto versatile, capace di accompagnare diverse tipologie di pizza.

Qual è invece l’abbinamento più apprezzato dai clienti?

Sicuramente le bollicine Metodo Classico dell’Etna e i rosati.

Ci sono clienti più curiosi e disponibili a sperimentare il binomio pizza-vino?

Sì, negli ultimi anni è aumentata la curiosità e la voglia dei clienti di sperimentare, abbinando una buona bottiglia alla pizza.

Ti è mai capitato un abbinamento pizza e vino particolarmente insolito o sorprendente?

Non ancora.

Qual è il vero punto di forza della carta dei vini di De Natale Pizza e Cucina?

Una carta semplice, versatile, ricercata e alla portata di tutti. Una selezione costruita senza grandi rincari, perché ho sempre messo al primo posto il piacere di far conoscere il vino e permettere a tutti di vivere un momento di convivialità. La mia soddisfazione non è solo vendere una bottiglia, ma lasciare al cliente un’esperienza che vada oltre il semplice aver mangiato una buona pizza.

Come immagini il futuro del vino in pizzeria?

Spero in un futuro sempre più aperto all’abbinamento pizza-vino, senza pensare che per bere bene sia necessario spendere grandi cifre. Sarebbe importante dare ai clienti la possibilità di scegliere più vini al calice, anche importanti, senza essere obbligati ad acquistare un’intera bottiglia. La mescita può diventare uno strumento fondamentale per avvicinare sempre più persone al mondo del vino.

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