La cantina Bortolomiol dal 1760 celebra 60 vendemmie di Prior

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La cantina Bortolomiol dal 1760  celebra 60 vendemmie di Prior, Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Brut Millesimato 2024

La storia della viticoltura in Valdobbiadene

di Giulia Cannada Bartoli

Giunta, contro le regole, a 60 vendemmie in Valdobbiadene, Bortolomiol celebra l’anniversario di Prior (in latino, primo), il Prosecco Superiore Brut che ha rivoluzionato questo territorio anticipando il futuro.

Sessant’anni fa, produrre un Prosecco Brut a Valdobbiadene era un’operazione ultramoderna. In un panorama enologico, dominato quasi esclusivamente dall’Extra Dry, l’idea di abbassare il residuo zuccherino era una scelta fuori dagli schemi. Ma, proprio superando i confini delle consuetudini di vinificazione, Giuliano Bortolomiol ha firmato la sua rivoluzione.

Il fondatore, Giuliano Bortolomiol nasce il 27 febbraio 1922 a Ponteggio, piccolo borgo in Valdobbiadene. Figlio d’arte di Bartolomeo, l’avo di famiglia la cui esistenza è attestata da documenti risalenti alla metà del 1700, e che ha dedicato la maggior parte della sua vita alla coltivazione della vite sulle colline di Valdobbiadene.

La famiglia era molto conosciuta nella zona: nonno Guglielmo era un mediatore, una figura fondamentale nella civiltà contadina del tempo. Naturalmente portato, il giovane Giuliano, s’iscrive alla Scuola Enologica di Conegliano. La vita da studente si ferma nel 1943 quando deve arruolarsi. Subito dopo la guerra, termina gli studi da enotecnico: le prime esperienze lavorative in Friuli e in Puglia. Nella definizione della viticoltura locale, un ruolo fondamentale spetta alla prima Scuola Enologica d’Italia, Conegliano, dove fu studiata la migliore forma di coltivazione per la vitivinicoltura locale.

Nel 1946, Giuliano fonda la Confraternita del Prosecco (di cui fu “Gran Maestro”): nella situazione di degrado economico del dopoguerra, il principale scopo della confraternita era evitare che i viticoltori abbandonassero i vigneti e le campagne, mettendo in campo azioni concrete a sostegno del loro lavoro e facilitando il recupero del patrimonio vitivinicolo, per facilitare la ripartenza dell’economia del territorio.

La Cantina Fratelli Bortolomiol nasce ufficialmente nel 1949 insieme con i fratelli Labano e Guglielmo. Questo nuovo viaggio, lo porterà a essere riconosciuto come l’uomo pensatore, innovatore e visionario del Valdobbiadene.

Nel 1960 Giuliano vinifica il primo Prosecco Brut del territorio. Nel 1962 undici produttori, tra cui Bortolomiol, si riuniscono nel Consorzio di Tutela del Vino Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene con un preciso disciplinare di produzione. Nel 1966, nasce la Strada del Prosecco. Il Consorzio – idea d’avanguardia per quegli anni – diverrà il punto di contatto tra produttori e istituzioni, ponendo le basi per ottenere la Doc, riconosciuta nel 1969. Nel 2009, arriva la Docg con l’appellativo di Superiore.

L’idea dello spumante Brut gli viene dalla memoria del territorio, Giuliano ricordava bene i vecchi contadini di Valdobbiadene che d’inverno accantonavano parte del loro vino: in primavera quel Prosecco non solo, diventava frizzante, ma, perdeva naturalmente ogni traccia di zucchero.

Nove anni prima, nel 2000 il Fondatore viene a mancare.

 

ll suo sogno diventò quello di elevare il Prosecco da prodotto locale senza troppe pretese, a prestigioso spumante conosciuto a livello nazionale e, poi, internazionale. Partendo dai ricordi, Bortolomiol ha sfidato la tradizione, realizzando il primo spumante Brut da uve Glera. Una scelta audace che si guadagnò il favore della critica internazionale, ottenendo la Medaglia d’Oro al Concours International de dégustation di Montpellier nel 1967.

Nel 2008, per Veronelli Editore, esce “Giuliano Bortolomiol – Il sogno del Prosecco”: l’idea del volume nacque in occasione di un incontro nel 2003, tra le sorelle Bortolomiol e Luigi Veronelli (della stessa generazione di Giuliano Bortolomiol e scomparso poi, nel 2004), che affermò che “per meglio comprendere un buon vino, fosse necessario raccontare la storia del territorio di provenienza e delle persone che ci vivono e lavorano”.

La famiglia Bortolomiol

Il lascito di Giuliano a sua moglie Ottavia e alle figlie Maria Elena, Elvira, Luisa e Giuliana, ha fatto si che, non solo le ragazze mantenessero quanto costruito dal padre ma anche, che si aprissero a nuove sfide, perché̀ la rivoluzione non si fermasse.

Dunque, una cantina di sole donne che mantiene uno sguardo al femminile sull’ambiente, sulla sostenibilità, nel rispetto del territorio, con attenzione al risparmio energetico, alla riduzione degli sprechi, alla razionalizzazione della risorsa acqua. La famiglia Bortolomiol è fermamente convinta della propria mission di sostenibilità agricola: consapevole di non essere proprietaria della terra ma, al contrario, di doverla rendere ai propri figli nella maniera più sana possibile. I progetti sono ispirati al fondatore di Slow Food Carlo Petrini: ‘Il nostro cibo dovrebbe essere buono, pulito e giusto, gustoso, non dannoso per l’ambiente e non prodotto sfruttando contadini e lavoratori’

Un modo orgoglioso ma, propositivo per dire che il mondo del vino si sta evolvendo e la rivoluzione è rosa.

Nel 2008, Giuliana Bortolomiol, l’enologa di famiglia, sceglie (Pioniera nel mondo Prosecco), in accordo con le sorelle, di intraprendere definitivamente la strada della viticoltura biologica, con l’obiettivo di creare un Distretto del biologico, nel cuore della denominazione.

Il territorio di Valdobbiadene

”Producono ottimo grano e vino buonissimo; ed il migliore è quello della riviera del Montello, dè colli di Montebelluna e di Valdobbiadene…” così scriveva Giovanni Bonifacio, Istoria di Trevigi, 1591. Tra il XVII e il XIX secolo, il paesaggio delle Colline del Conegliano Valdobbiadene Superiore si plasma nei tratti salienti di oggi: le “terrazze erbose”, dette “Ciglioni”, ovvero, sistemi di modellamento del terreno per coltivare la vite in presenza di ripide pendenze; il sistema di allevamento della vite a “Bellussera”, che ha contribuito a configurare il paesaggio vitato con precise caratteristiche estetiche; ed infine il “paesaggio a mosaico”, cioè, la coesistenza della vigna alternata a zone boschive, con la presenza di piccoli paesi e borghi rurali.

La bellussera è un antico sistema di allevamento ideato a fine ‘800 dai fratelli Bellussi a Tezze di Piave (Tv). Permette alle piante di crescere fino a 4 metri d’altezza, disponendo i tralci a raggiera su una struttura aerea che forma una caratteristica volta verde. Sfruttando l’altezza della vite, i contadini potevano coltivare cereali, foraggio e ortaggi nel terreno sottostante, un po’ come i nostri impianti storici della vite maritata dell’Asprinio di Aversa. Nelle versioni più antiche, i pali di sostegno erano persino sostituiti da alberi vivi, come i gelsi. Sebbene sia stato in gran parte soppiantato da sistemi meccanizzabili, varie cantine venete mantengono in vita questi vigneti, per tramandare uno straordinario patrimonio di architettura rurale.

Il Ciglione invece, è una tipologia di terrazzamento che risale al XVI secolo e interessa le zone con presenza di forti pendenze. Tecnicamente, per contenere la parte terrazzata, si preferisce l’uso della terra inerbita al posto della pietra. La terra, con le radici delle piante, genera un sistema di saldo contenimento dei bordi, riducendo fenomeni di erosione e dilavamento del suolo.

 

Cenni geografici e clima

L’area del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore è un territorio a carattere collinare, situato nella parte nord orientale dell’Italia con altezze tra i 70 e i 450 metri s.l.m. Alle spalle, s’innalzano le Prealpi Trevigiane. La catena montuosa è parallela all’asse collinare del territorio della Docg e protegge dai venti freddi provenienti da nord-est. Il clima dell’arco collinare del Conegliano a Valdobbiadene è privilegiato: le variazioni stagionali sono ridotte e la temperatura crea sensibili escursioni termiche giorno-notte.

Morfologicamente il territorio presenta rilievi che variano molto in pendenza, soprattutto verso nord. Ci sono superfici coltivate di ridotte dimensioni che arrivano ad occupare anche le zone più impervie.

E’ il caso delle Rive. La “Riva” identifica un’area limitata altamente vocata alla vite, in pendenza, ben esposta al soleggiamento e alla ventilazione e, solitamente, le rese per ceppo sono molto contenute. Ogni riva è identificata da un toponimo che ne definisce un particolare valore. La Riva è una precisa identificazione territoriale in cui unicità e qualità che si riflettono nelle uve e nel vino.

Nel 2019, dopo un lungo lavoro durato più di dieci anni, il territorio delle “Le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene” è stato iscritto nella Lista del Patrimonio dell’Umanità UNESCO.  Inoltre, i produttori sono riusciti, con il lavoro di anni, a far si che il termine “Prosecco” entrasse nei dizionari anglosassoni, come sinonimo di “ dry italian sparkling wine”, mettendo a segno un colpo da maestri, in termini di concorrenza internazionale.

I vitigni del Prosecco

Il più importante è il Glera, presente in quantità minima dell’85%: rustico e vigoroso, con tralci color nocciola e grappoli piuttosto grandi, lunghi, spargoli ed alati, con acini di un bel giallo dorato. Il Glera garantisce la struttura base al ‘Valdobbiadene Docg’ ma possono essere utilizzati, nel limite del 15%, Pinot e Chardonnay, oltre a tre varietà locali considerate minori ma, comunque preziose al per completare la struttura del vino: Verdiso, Perera e Bianchetta.

I suoli

L’origine dei suoli del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore si riconduce a tre tipologie: Suoli di arenarie e marne; Suoli di origine morenica e Conglomerati cementati e sabbie

 

Oh, finalmente veniamo al vino: Prior, Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Brut Millesimato 2024

Prior è l’etichetta emblema di Bortolomiol. Il numero romano impresso sulla capsula e il nome stesso, “Prior”, vuole esprimere il primato e lo spirito pionieristico del fondatore.

Da Glera 100%, Prior è un’interpretazione originale e raffinata del Prosecco.

I vigneti del Prior si estendono tra i 200 e i 250 metri sul livello del mare, esposti a sud-est, con importanti escursioni termiche giorno/notte, dalla prima decade di agosto fino alla vendemmia. Le catene montuose del Monte Cesen e del Col Visentin proteggono i filari dai venti freddi del nord, permettendo l’ingresso di venti moderati, favorevoli per la crescita dei grappoli. I terreni sono di natura argillosa, con dominante componente calcarea, in grado di limitare l’eccessiva vigoria e raggiungere un buon equilibrio vegeto/produttivo con rese di 130 q.li/ettaro. Forma di allevamento autoctona, detta Cappuccina modificata. La Cappuccina modificata (detta anche doppio capovolto) è molto utilizzata nel Nordest italiano, specialmente per il Prosecco e garantisce una gestione ottimale dello spazio vitato.  Si vendemmia dal 15 al 30 settembre.

Il calice, in una torrida domenica di luglio, si presenta giallo paglierino, delicato con qualche pagliuzza verdolina. Il perlage è fine e di particolare persistenza.

Al naso, il corredo aromatico (arricchito dalle importanti escursioni termiche giorno/notte), indica pulizia e eleganza. Le note di frutta sono nette e fragranti: mela golden, agrumi, fiori bianchi come gelsomino e mughetto con freschi sbuffi vegetali. In chiusura, un accenno di mandorla fresca.

Al palato, la progressione gustativa è agile, sottile ed essenziale. Il basso dosaggio aiuta la mineralità e la tensione del vino. E’ un sorso brioso, morbido e secco, in buon equilibrio tra componente acida e sapida. Il finale di bocca, pulito e vibrante, invita a ripetuti sorsi.

Lo abbiniamo perfettamente a frutti di mare, ostriche, linguine con vongole o cozze, pesce alla griglia, sushi, formaggi freschi, mozzarella di bufala e, perché no? Con due grandi pizze di Enzo Coccia, Pizzeria La Notizia a Napoli: la pizza fritta (o’ battilocchio) e la pizza Provola dei Monti Lattari e fiori di zucca. E, con queste temperature roventi, super bollicina da aperitivo o da portare in barca.

La gradazione alcolica moderata (12%) rende Prior, Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Brut Millesimato 2024, un protagonista del nuovo e indispensabile corso che il vino italiano deve intraprendere. E’ necessario uscire dagli schemi, creare nuove modalità e occasioni di consumo al calice e in diverse occasioni, per limitare la concorrenza che arriva dal mondo della mixology e dalla tendenza no/low alcol. Da standing ovation il prezzo in enoteca tra 10,50 e 12.00 €.

L’accoglienza

Il Parco della Filandetta, al centro della produzione e cuore dell’accoglienza by Bortolomiol, si trova al centro di Valdobbiadene: due ettari con un meraviglioso parco visitabile e un edificio di archeologia industriale. Qui, la famiglia Bortolomiol ha recuperato un’antica filanda dei primi del ‘900 che è stata convertita in un’ampia sala degustazione. Il parco ospita anche il primo centro di vinificazione, un anfiteatro in pietra, e un vigneto biologico. Dall’arte del creare i fili di seta, arte “del fare” nasce il progetto della Residenza d’Artista Internazionale, che vuole essere il trait d’union tra “l’arte del fare” del passato e quella “del fare” presente, con opere di Land Art, realizzate esclusivamente da artiste donne di fama internazionale.

La cantina offre numerose wine experience dai 14,00 ai 55,00 €. Interessanti anche gli eventi musicali e teatrali organizzati nel Parco. Interessante è la possibilità di ricaricare biciclette e Vespa elettriche, direttamente al Parco della Filandetta.

Bortolomiol aderisce a progetti di valenza sociale: uno a favore dei diritti delle donne del Benin, l’altro è Wine for Life della Comunità di Sant’Egidio. La cantina aderisce al Consorzio Tutela del Vino Conegliano Valdobbiadene Prosecco che, con circa 300 soci, è una vera e propria macchina da guerra e modello per altre realtà consortili in Italia e all’estero (www.prosecco.it).

L’azienda ha anche istituito una borsa di studio intitolata al fondatore, Giuliano Bortolomiol e istituito corsi speciali dedicati ai viticoltori che conferiscono direttamente le uve, con assistenza in vigneto e consulenza agronomica.

Bortolomiol, via Garibaldi 142, 31049 Valdobbiadene (Tv) Tel. 0423-9749 www.bortolomiol.com, info@bortolomiol.com. Enologi: Emanuele Serafin, Simone Spagnol.  Ettari vitati: 5 di proprietà, 95 da conferitori abituali.   Varietà: Glera e Pinot Nero in regime biologico certificato. Bottiglie prodotte:2.500.000

Visite e degustazioni: 0423 804258,  parcodellafilandetta@bortolomiol.com.

 


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