di Carmen Autuori
Cogliamo l’occasione della Giornata Internazionale della Donna per sottolineare il valore del nutrire, un gesto antico che da sempre appartiene all’universo femminile.
La serie “L’uomo cucina, la donna nutre”, pubblicata su questo blog, racconta storie di donne che hanno fatto della cucina e dell’ospitalità prima una scelta di vita e poi di lavoro. Protagoniste sono chef – anche stellate – cuoche e ostesse, figure diverse tra loro ma unite dalla stessa capacità di trasformare il gesto del cucinare in un atto di accoglienza e di cura.
Il titolo suggerisce una distinzione simbolica: da una parte la dimensione tecnica e professionale del cucinare, dall’altra quella più profonda del nutrire. In realtà le storie raccolte dimostrano quanto queste due dimensioni coincidano. Nutrire non significa soltanto preparare un piatto, ma custodire un patrimonio di conoscenze, sensibilità e tradizioni che si tramandano nel tempo.
Il nutrimento è infatti un gesto antico, quasi ancestrale, che attraversa la storia delle comunità. Nella cucina delle protagoniste diventa scrigno di memoria, luogo in cui ricette, prodotti e gesti quotidiani conservano l’identità dei territori. Ogni piatto racconta una storia fatta di stagioni, di ingredienti locali e di saperi tramandati, contribuendo così anche alla salvaguardia della biodiversità gastronomica.
Non è un caso che il nutrire venga spesso paragonato al gesto della Madre Terra, che genera e offre i suoi frutti. Allo stesso modo, chi cucina raccoglie e trasforma ciò che la terra produce, restituendolo sotto forma di esperienza, ospitalità e racconto.
Attraverso i ritratti di chef, cuoche e ostesse, la serie costruisce così una piccola geografia della cucina italiana al femminile: storie di talento, dedizione e radicamento nei luoghi, in cui il cibo diventa non solo piacere della tavola, ma anche strumento di identità culturale e di promozione dei territori. Una narrazione che mette al centro il nutrire come gesto primario e universale, capace di custodire la memoria dei luoghi e di restituire, attraverso il cibo, il legame profondo tra terra e comunità.
Ecco le loro storie.
Gabriella Esposito di Maturazioni
Alessandra Civilla del ristorante Alex a Lecce
Alice Caporicci de La Cucina di San Pietro a Pettine in Umbria
Angela Mazzaccaro, la regina del fusillo di Felitto
Angelina Ceriello de ‘E Curti a Sant’Anastasia
La vera storia di Assunta Pacifico del ristorante ‘A Figlia d’ ‘o Marenaro
Bianca Mucciolo de La Rosa Bianca ad Aquara
Carmela Baglivi di Genuini Cilento a San Mauro Cilento
Carmela Bruno, l’ostessa longobarda dell’Osteria La Piazzetta a Valle dell’Angelo
Caterina Ursino dell’Officina del Gusto a Messina
A Mormanno l’ostessa Catia Corbelli di Osteria del Vicolo
A Casalvelino Franca Feola del ristorante Locanda Le Tre Sorelle
Francesca Gerbasio di Agriconvivio Ristorante-Pizzeria a Padula
Giovanna Voria: la regina di Corbella
Concetta Pigna e le cuoche de La Guardiense a Guardia Sanframondi
Laila Gramaglia, la lady di ferro del ristorante President a Pompei
Lucia Porzio della trattoria Cià Mammà a Napoli
Mamma Filomena: l’anima de Lo Stuzzichino a Sant’Agata sui Due Golfi
Maria Rina, la Signora del Cilento
Marilena Amoroso dell’Antica Trattoria e Pizzeria Da Donato a Napoli
Michelina Fischetti: il ponte tra passato e futuro di Oasis Sapori- Antichi a Vallesaccarda
Ad Alvignano Rita Cervera (Mamma Rita) della Pizzeria Elite Rossi
Ad Aquara Rocchina Nicoletta di Tenuta Mainardi
Rosanna Marziale de Le Colonne Marziale a Caserta
Stefania Di Pasquo di Locanda Mammì ad Agnone
Paternopoli Valentina Martone, la signora dell’orto del Megaron
A Montemerano la bistellata Valeria Piccini del ristorante Da Caino
Veronica Schiera: la paladina de Le Angeliche a Palermo
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