
di Carmen Autuori
Conosciuta dai Romani con il nome di mullus, la triglia era già considerata un pesce di grande pregio. Plinio la cita tra le specie più apprezzate del suo tempo, mentre Giovenale racconta di esemplari pagati cifre astronomiche per soddisfare i palati più raffinati. Nei secoli ha conservato intatto il suo prestigio, tanto da essere definita ancora oggi la “beccaccia di mare” per la bontà delle sue carni e delle interiora, particolarmente amate dagli intenditori.
Tra le diverse varietà, la più pregiata è senza dubbio la triglia di scoglio, riconoscibile per le carni più compatte, saporite e profumate rispetto a quelle della triglia di fango, che vive su fondali sabbiosi e melmosi e presenta un gusto più delicato. L’habitat roccioso, ricco di piccoli crostacei e molluschi di cui si nutre, conferisce infatti alla triglia di scoglio una maggiore complessità aromatica, qualità che la rende particolarmente apprezzata in cucina.
Abbiamo selezionato per voi dieci ricette che ne raccontano la straordinaria versatilità, dagli antipasti ai secondi, senza tralasciare due raffinati primi piatti. Molte portano la firma di protagonisti dell’alta cucina, come Oliver Glowig, Marianna Vitale e Domenico Marotta – per citarne alcuni – ma sono spiegate con chiarezza e attenzione ai dettagli, così da poter essere realizzate con ottimi risultati anche nella cucina di casa.
Mezzi Paccheri con genovese di mare, triglie di scoglio e cacio ricotta dello chef Davide Mea
Uno dei grandi capolavori della cucina partenopea in questa interpretazione dello chef Mea si alleggerisce e guarda al mare. Al posto della carne entra in scena la triglia di scoglio. A completare il piatto, il cacio ricotta aggiunge una nota sapida e aromatica che lega il patrimonio gastronomico partenopeo con quello del territorio cilentano, dando vita a una genovese di mare elegante e profondamente mediterranea.
Ingredienti per 4 persone
6 cipolle di Vatolla
2 spicchi di aglio
8 triglie di scoglio
Olio DOP Cilento Marsicani
2 bicchieri di vino bianco
Basilico
Sale e pepe
400 g di mezzi paccheri
Cacio ricotta del Cilento
Procedimento
Pulire le cipolle eliminando le estremità, tagliandole a fettine sottili.
In una casseruola alta fare 3 giri di olio e far appassire uno spicchio di aglio; quando si imbrunisce rimuoverlo e aggiungere le cipolle facendo attenzione a non farle attaccare al fondo girando di tanto in tanto con un mestolo di legno. Aggiungere sale e pepe. Quando le cipolle si saranno appassite sfumare con un bicchiere di vino bianco. Una volta che il vino sarà del tutto evaporato aggiungere acqua fino all’ estremità della pentola. Cuocere la cipolla per circa 4 ore all’occorrenza aggiungere acqua.
Nel frattempo, eviscerare le triglie precedentemente squamate e ricavare due filetti per ogni triglia, facendo cura di eliminare tutte le lische e mantenere in frigo i filetti. Quando manca più o meno una mezz’ora dalla cottura della genovese ed il composto risulta essere di una densità quasi cremosa, spegnere il fuoco e mettere da parte la genovese.
In abbondante acqua salata cuocere i mezzi paccheri di Gerardo di Nola per 10 minuti. Nel frattempo, in padella fare soffriggere uno spicchio d’aglio, non appena si imbrunisce toglierlo ed aggiungere i filetti di triglia, salare e pepare e sfumare con del vino bianco. Aggiungere del basilico a foglie e quando il vino ha evaporato aggiungere 5 mestoli di genovese e 2 bicchieri di acqua; fare cuocere il tutto per 10 minuti.
Scolare la pasta al dente, tenendo da parte 4 filetti di triglia e iniziare la mantecatura aggiungendoci una spolverata di cacio ricotta del Cilento e basilico.
Quando il tutto risulta essere ben amalgamato e la pasta ha cessato di rilasciare tutto l’amido, siamo pronti per dividere le 4 porzioni in un piatto piano aggiungendo i filetti messi da parte, una foglia di basilico ed una spolverata di cacio ricotta.
Spaghettoni con le triglie dello chef Giuseppe Romano
La cucina calabrese incontra il Mediterraneo in un piatto che celebra ingredienti identitari e sapori decisi. Lo chef Giuseppe Romano valorizza la triglia abbinandola alla dolcezza del datterino giallo, alla cipolla rossa di Tropea e al carattere del caciocavallo di Ciminà. Ne nasce una ricetta equilibrata e ricca di richiami al territorio, dove tradizione e creatività dialogano in perfetta armonia.
Ingredienti per 4 persone
320 g di spaghettoni
400 g di datterino giallo
1 spicchio d’aglio
olio extra vergine
4 triglie di media grandezza
1/2 cipolla rossa di Tropea
150 g di caciocavallo di Ciminà
150 ml di latte
Sale e pepe
Basilico
Procedimento
Pulire e sfilettare le triglie. Spellarle e mettere la pelle ad essiccare in forno insieme alla lisca. Tagliare a cubetti la polpa, soffriggerla con la cipolla rossa tritata e il basilico e mettere da parte.
Tagliare in due i pomodorini gialli e tenerli da parte. In una pentola fare riscaldare un cucchiaio d’olio extravergine d’oliva con uno spicchio d’aglio. Quando l’olio inizia a sfrigolare eliminare l’aglio e aggiungere i pomodorini, coprire con un coperchio e lasciare cuocere a fiamma bassa per alcuni minuti. Aggiungere un pizzico di sale e quando il pomodorino sarà cotto passarlo al passaverdure.
Aggiungere le triglie cotte precedentemente e ultimare per alcuni minuti.
Cuocere la pasta in abbondante acqua salata e nel frattempo mettere a bollire il latte in un pentolino per poi toglierlo dal fuoco per aggiungere il caciocavallo finemente tritato, pepare e mescolare con l’ausilio di una frusta.
Per ottenere una crema più omogenea mixare il tutto.
Scolare al dente la pasta e saltarla nel sugo.
Impiattare sbriciolando la pelle essiccata della triglia sulla pasta e decorare con la lisca.
Tortelli di triglia dello chef Angelo Carannante
La pasta ripiena incontra il mare in una preparazione raffinata e originale. Lo chef Angelo Carannante trasforma la triglia di scoglio nel cuore del tortello, racchiudendone l’intensità ottenuto dal suo stesso brodetto. A completare il piatto, la salsa rouille e il caviale d’aringa aggiungono profondità e una piacevole nota mediterranea, dando vita a una ricetta di grande personalità.
Ingredienti per 4 persone
500 g di sfoglia all’uovo
4 triglie di scoglio da circa 150 g cadauno
20 g di caviale d’aringa
Per salsa rouille
250 g di fumetto di pesce
25 ml di olio evo
15 g di mollica di pane
1/2 peperoncino rosso
1 tuorlo
½ spicchio d’aglio
Ripieno del tortello
300 g di brodetto di triglie (ricavato dalle lische delle triglie e pomodoro passato)
3 g di agar agar
Procedimento
Stendere la pasta all’uovo, con l’aiuto di un coppapasta rotondo dare la forma ai tortelli, al centro inserire il ripieno di brodetto precedentemente gelificato con agar in uno stampo di silicone sferico.
Una volta pronti i tortelli cuocerli in abbondante acqua salata per circa 4 minuti e adagiarli sul fondo del piatto dove precedentemente abbiamo messo il restante brodetto.
Scottare in padella antiaderente i filettini di triglia, adagiarli sui tortelli insieme al caviale di aringa e alla salsa rouille realizzata come una maionese.
Triglia e ostriche al vapore dello chef Oliver Glowig
L’incontro tra triglia e ostrica e ricotta potrebbe sembrare insolito, ma non nelle mani di Oliver Glowig. Lo chef costruisce il piatto attorno a materie prime di grande qualità, accostando la dolcezza delle carni della triglia alla spiccata sapidità del mollusco, mentre la ricotta di bufala ne ammorbidisce il carattere senza alterarne l’identità. Una ricetta che racconta il rigore dell’alta cucina contemporanea, dove tecnica e ricerca sono al servizio del gusto.
Ingredienti per 4 persone
4 triglie da 300/400 g
12 ostriche
4 foglie di ostriche
Pane raffermo
Olio
Aglio
Timo
Sale
200 g di agretti
Per la crema di ricotta di bufala
250 g di ricotta di bufala
30 g di scalogno a julienne
20 g di carote
10 g di sedano
20 g di burro salato
1 foglio di alloro
200 ml di brodo vegetale
Sale
Preparazione
Per la crema di ricotta di bufala
Rosolare scalogno, carote, sedano, alloro nel burro. Aggiungere il brodo e fare bollire finché le verdure sono cotte. Frullare il tutto aggiungendo la ricotta e condire con il sale.
Per finire il piatto
Sbollentare gli agretti e saltarli in olio e aglio, condire con il sale. Frullare il pane e tostarlo con olio, aglio, timo e sale. Avvolgere singolarmente 2 filetti di triglie con la pellicola inserendo 2 ostriche in mezzo e cuocere a 75 gradi a vapore per 9 minuti.
Stendere la crema di ricotta nel piatto, aggiungere gli agretti, passare i lati delle triglie nel pane e adagiarli sugli agretti. Aggiungere un’ostrica, cotta al vapore e una foglia.
Triglia al cartoccio con colatura di alici della chef Marianna Vitale
Anche l’alta cucina sa parlare il linguaggio della semplicità. In questa ricetta Marianna Vitale dimostra come bastino pochi ingredienti, scelti con cura e valorizzati con tecnica, per esaltare la qualità della triglia. La cottura al cartoccio ne preserva tutta la delicatezza, mentre la colatura di alici di Cetara e il profumo delle foglie di limone aggiungono profondità aromatica, dando vita a un piatto elegante ma facilmente replicabile anche nella cucina di casa.
Ingredienti per 4 persone
4 triglie già sfilettate e spinate (250 g cadauna circa)
200 g di pane raffermo tostato
100 g di panna fresca
60 g di colatura di alici di Cetara
30 g di latte
4 foglie di limone
1 limone
Sale
Olio evo
Procedimento
Per il pane alla colatura
Frullare il pane tostato e ripassarlo in una padella con 30 g di colatura e la buccia di mezzo limone fino a completo assorbimento del liquido. Conservare in un luogo asciutto.
Per la crema di colatura
Unire la panna, il latte e la colatura ed emulsionare a mano.
Per il cartoccio
Tagliare un foglio di carta forno (dimensioni 30×15) e mettere in ordine: la foglia di limone, l’olio, la prima metà di triglia, il sale, l’olio, l’altra metà triglia e ancora olio.
Chiudere e cuocere su una piastra molto calda un minuto per lato.
Servire il cartoccio accompagnato dai due bicchierini, uno di crema e l’altro di pane alla colatura.
Triglia Globetrotter dello chef Giulio Terrinoni
Il titolo dice già tutto: Globetrotter, ovvero “viaggiatore del mondo”. Lo chef Giulio Terrinoni firma una ricetta che attraversa culture e tecniche gastronomiche, unendo la triglia del Mediterraneo a preparazioni di ispirazione internazionale come la ceviche sudamericana e la tempura giapponese. Il risultato è un piatto creativo e cosmopolita, dove un pesce profondamente legato alla nostra tradizione diventa il protagonista di un viaggio tra sapori e contaminazioni.
Ingredienti per 4 persone
300 g di triglie pulite
4 ostriche congelate sgusciate
Olio per friggere
Per la tempura
220 ml di acqua frizzante
190 g di farina di riso
10 ml di aceto
5 g di sale
Ingredienti per la ceviche
120 g di polpa merluzzo
10 g di olio
7 g di sale
12 g di sedano
8 g di cipolla rossa
1 gambero
1 ostrica
5 g di coriandolo
1 limone
2 lime
Per il ravanello
200 g di aceto bianco
2 mazzi di ravanelli
Sale marino
Procedimento
Per la tempura
Amalgamare tutti gli ingredienti e mantenere in frigo.
Per la ceviche
Mettere tutti gli ingredienti insieme a marinare, dopo 4 ore frullare tutto e mantenere in frigo.
Per i ravanelli
Mettere i ravanelli in un barattolo ermetico con aggiunta di sale ed aceto e lasciarli maturare per 3 giorni.
Finitura
Versare la ceviche sul fondo del piatto. Aggiungere un ravanello tagliato a spicchio. Passare i filetti di triglia nella tempura e friggere in olio caldo di semi di arachide. Asciugare bene, mettere le triglie fritte sul piatto, completare il piatto con le ostriche grattugiate.
Triglia in patate fritte dello chef Domenico Iavarone
Una ricetta che dimostra come l’alta cucina possa valorizzare ingredienti semplici senza rinunciare all’eleganza. Domenico Iavarone parte da un abbinamento intramontabile, quello tra la triglia e le patate, e lo arricchisce con preparazioni di grande tecnica come la maionese allo zafferano e la spuma di pepe bianco. Il risultato è un piatto equilibrato, raffinato e sorprendentemente accessibile che conquista anche il palato dei bambini, dunque senza inutili complessità.
Ingredienti per 4 persone
4 triglie (ciascuna di 250 g)
2 lattughe romane
5 ravanelli
Fondo di pollo
2 patate medie
3 uova
100 g di farina
1 spicchio d’aglio
Olio evo
Aceto di lamponi
Per la maionese allo zafferano
500 ml di olio di semi di uva
6 rossi d’uovo
Aceto di champagne
Sale
10 pistilli di zafferano
Per la spuma di pepe bianco
20 g di pepe bianco
Olio di oliva
100 ml di brodo di pollo
50 ml di panna fresca
Procedimento
Per la maionese di zafferano
Porre l’olio di semi di uva, il rosso dell’uovo, l’aceto di champagne, il sale ed i pistilli di zafferano in un mixer. Frullare sino ad ottenere un composto omogeneo.
Per la spuma di pepe bianco
Tostare il pepe nell’olio, aggiungere il brodo e la panna. Lasciare ridurre.
Preparazione del piatto
Friggere le patate in olio di oliva, dopo averle tagliate a bastoncini sottili, lasciarle asciugare ad 80 gradi in forno per circa 6 ore in modo che rimangano croccanti ed asciutte. Sfilettare e spinare le triglie, passarle prima nella farina, poi nell’uovo e poi nelle patate fritte. Cuocere al forno per 7 minuti a 170 gradi in modo da tenere i filetti belli umidi.
Saltare la lattuga, precedentemente lavata, in olio e aglio ed asciugarla con carta assorbente. Tagliare i ravanelli in maniera sottile con la mandolina, condirli con olio, sale e aceto di lamponi.
Preparare il piatto adornando con le foglie di lattuga, porre i filetti di triglia con un pizzico di fior di sale. Decoriamo con dei fiocchetti di maionese a base di zafferano, i ravanelli conditi, il fondo di pollo e la schiuma di pepe bianco.
Triglia, giardiniera d’estate e salsa al pimenton dello chef Domenico Marotta
In questa ricetta Domenico Marotta conferma la sua personale cifra stilistica, fondata su una straordinaria capacità di interpretare il mondo vegetale. La triglia dialoga con ortaggi e frutta in un equilibrio di consistenze, profumi e acidità, mentre il gua bao e la tempura aggiungono richiami alla cucina orientale senza mai prevalere sull’identità del piatto. Una preparazione che racconta la sensibilità dello chef nel trasformare il vegetale in protagonista, esaltando al tempo stesso la delicatezza e il carattere del pesce.
Ingredienti per 2 persone
2 triglie
1 lime (succo e buccia)
Olio evo
Cipollina
Sale
Panino al vapore (gua bao)
Per la tempura
Gola della triglia
60 g di farina
40 g di amido di mais
Olio per friggere
Sale maldon
Polvere di pimenton
Acqua frizzante fredda
Per la salsa di pimento
1 patata media
10 g di pimento
Per il consommè
Scarti della triglia
Pistilli di zafferano
Giardiniera d’estate
1 pomodoro acerbo
1 susina gialla
1 susina rossa
1 pesca
1 albicocca
1 cipollotto rosso
100 g di zucchero
200 ml di aceto
300 ml di acqua
Sale
Preparazione
Per la tempura
Mescolare farina, amido di mais e acqua frizzante fredda ed ottenere una leggera pastella. Procedere alla cottura della gola della triglia in tempura, in olio bollente e cospargere di sale maldon e polvere di pimenton.
Per la salsa al pimento
Fare cuocere una patata in acqua con l’aggiunta di 10 grammi di pimento. Al termine della cottura della patata (dovrà sfaldarsi) frullare il tutto, ottenendo così una crema liscia.
Per il consommé
Con tutti gli scarti della triglia e con l’aggiunta di acqua (il doppio del peso degli scarti) preparare il consommé facendo cuocere il tutto per 10 minuti. Chiarificare e insaporire con i pistilli di zafferano.
Per la giardiniera d’estate da fare qualche giorno prima
Fare riscaldare l’acqua con lo zucchero e l’aceto e versare sulla frutta e sulla verdura tagliati in piccoli pezzi. Marinare per circa 24 ore.
Procedimento
Squamare la triglia, sfilettare e spinare. Cuocere in padella dolcemente sulla pelle e terminare poi la cottura in salamandra (in alternativa usare il forno a bassa temperatura) in modo da non aggredire la parte del filetto.
Condire con un filo di olio extravergine di oliva e sale. Dalle lische recuperare la polpa e preparare una tartare, insaporire con l’olio extravergine di oliva, il succo di lime, buccia di lime e cipollina.
Comporre il piatto con tutti gli elementi, completando con il panino al vapore farcito di tartare di triglia.
La triglia fritta dello chef Accursio Craparo
La triglia fritta è un grande classico della cucina di mare. Accursio Craparo ne propone una versione d’autore, impreziosita da ingredienti simbolo della Sicilia come il pistacchio di Bronte e i ricci di mare. Una ricetta che parte dalla tradizione e la reinterpreta con tecnica e sensibilità contemporanea, senza mai perdere di vista il gusto autentico del pesce.
Ingredienti per 4 persone
4 triglie
1 tuorlo
50 g di polpa di ricci
Olio evo (delicato)
1 limone
1 pizzico di sale
Olio per friggere
Per la salsa
50 g di pistacchi di Bronte pelati
Basilico
Alghe
Olio evo
Acqua di mare
Per la decorazione
2 filetti di triglia
Farina di lenticchie
1 albume
Procedimento
Squamare e eviscerare le triglie, sfilettare, spinare lasciando la coda attaccata ai filetti.
Passare leggermente in pastella le squame di triglia, friggere in olio di oliva, condire con un pizzico di sale.
A parte preparare la maionese con il tuorlo, l’olio delicato, aggiungere qualche goccia di succo di limone, sale ed infine la polpa di ricci di mare.
Nel frattempo, frullare tutti gli ingredienti della salsa.
Composizione del piatto
Servire la triglia fritta nel piatto, guarnire con la maionese di ricci di mare, l’intingolo di salsa al basilico e infine una stella leggera e croccante fatta con triglia frullata, farina di lenticchie e albume montato (come una meringa)
Triglia ripiena di provola e pistacchio dello chef Bruno Aversa
In questa ricetta dello chef Bruno Aversa la triglia viene proposta in una versione ripiena, arricchita dalla provola affumicata e dalla granella di pistacchio, ingredienti che creano un piacevole contrasto tra morbidezza e croccantezza. Un piatto semplice nella struttura, ma curato nei dettagli, che valorizza un pesce da sempre protagonista della cucina mediterranea.
Ingredienti per 4 persone8 triglie medie
100 g di granella pistacchio
250 g di provola affumicata fresca
2 carote
1 limone
Sale
Pepe
Olio
Prezzemolo
Fiori eduli
Procedimento
Eviscerare le triglie, eliminare le squame, sfilettare le triglie senza togliere la coda. Farcire a portafoglio i filetti con la provola tagliata a striscioline. Adagiarle su una teglia rivestita di carta forno, cospargerle con la granella di pistacchio in modo da formare una crosta.
Cuocere per 10 minuti in forno statico a 100 gradi.
Nel frattempo pelare le carote, ridurle a strisce e porle a marinare con olio, sale, pepe e limone. Impiattare creando una sorta di nido con le carote ed adagiarvi sopra le triglie.
Decorare con prezzemolo e fiori eduli.
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