Alsace Gewurztraminer Vendange Tardive 1990 Hugel & Fils: quando il vino allunga i sensi e fa tacere i pensieri

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Alsace Gewurztraminer Vendange Tardive 1990 Hugel & Fils: la grande emozione del mese

Alla richiesta del sommelier Maurizio Cerio del Don Alfonso dei vini da servire si dà un’unica indicazione: bianchi di annata. Così arriva dapprima un Paul Picot Bourgogne 1995: bello, bene, bravo bravissimo. Dopodiché  Maurizio stappa  un  Alsace Gewurztraminer Vendange Tardive 1990 di Hugel & Fils. Automaticamente i caratteri straordinariamente affascinanti del vino di Hugel mettono in totale ombra il Bourgogne.

Un po’ come accade dopo aver ascoltato una stessa aria cantata prima  da Maria Callas e poi da Renata Tebaldi. L’esuberanza e la passionalità della Callas, rafforzate da una professionalità estrema, distolgono del tutto l’attenzione dal bel canto della Tebaldi pur essendo stata a sua volta un soprano eccellente. Certo sono due vini completamente diversi ed è ben chiaro che è fuori luogo un paragone tra loro. Ma comunque l’esperienza condotta in maniera molto spontanea, senza tanti ragionamenti di carattere tecnico, ha naturalmente differenziato le sensazioni suscitate dai due vini. Il primo ci piace, ma non induce a discuterne ed a confrontarci nei diversi pareri o giudizi. Il secondo non vuole pareri o giudizi, conduce un gioco vivace e stimolante di emozioni. La prima reazione è quella del silenzio, poi si riguarda l’etichetta e si riflette sul fatto che questo splendido vino bianco abbia ben ventitré anni e nessuno di noi glieli avrebbe mai dati. E’ una vendemmia tardiva, particolare che ha sicuramente contribuito a sostenere così energicamente la longevità del vino. La famiglia Hugel è famosa proprio per la produzione di vini di questo tipo e in tale tecnica ha maturato un’esperienza di più di un secolo. Tanto da aver fatto da riferimento per gli altri produttori che hanno ben compreso l’importanza che fossero loro a stabilire le regole del disciplinare di produzione. Il sito di Hugel & Fils è ricchissimo di informazioni dettagliate, specie su questa etichetta Vendange Tardive di cui raccontano tutte le annate prodotte. La vigna da cui provengono le uve è quella più vecchia dell’azienda, su un terreno composto da Lias argilloso marnoso. Il vino viene prodotto unicamente nelle annate migliori e proprio dal sito apprendiamo che il millesimo 1990 è stato eccellente. La vivace energia del vino viene già anticipata dal colore che non presenta note spente o aranciate, ma veste un bell’oro brillante. E’ ampio, dinamico e imprevedibile sia al naso che al palato. I profumi si delineano lentamente in un gioco di grande armonia.

L’apertura è sui toni di idrocarburi, seguiti con leggiadria dai sentori agrumati, poi il vino vira verso sfumature dolciastre di mango e miele che vanno piacevolmente in contrasto con le note pungenti di genziana e foglia di geranio.  Il sorso ha un andamento elegante, è pieno e sottile allo stesso tempo, mantiene straordinariamente una buona energia data dalla spinta della freschezza che insieme ai toni salati stempra la rotondità della dolcezza e delinea lunghi virtuosismi frenati abilmente da una nota appena amara.

Il vino ha ben accompagnato sia il risotto con ricci di mare, limone e scampi, caratterizzato dalla delicatezza e dalla sapidità, sia le costolette di agnello con salsa all’aglio, piatto dai sapori decisamente più forti e totalmente diversi.

risotto con ricci di mare limone e scampi

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Questa scheda è di Marina Alaimo