Amatriciana, Cracco sbaglia la ricetta e Amatrice insorge

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Amatrice
Durante la trasmissione di Canale5 “C’è posta per te”, lo chef ha rivelato quello che sarebbe il segreto per la perfetta riuscita del piatto, ovvero l’aglio in camicia.

Carlo Cracco
Carlo Cracco

Pronta la risposta del Comune di Amatrice che in una nota con tanto di errore – nell’hashtag utilizzato Cracco diventa Gracco.

E la cosa è finita in prima pagina oggi sul Messaggero

Cracco in prima sul Messaggero
Cracco in prima sul Messaggero

11 commenti

  • Marco Tramontano

    (9 febbraio 2015 - 12:46)

    Che poi, anche chiamare “segreto” mettere l’aglio in una ricetta, come se non se ne percepisse chiaramente il sapore, in camicia o meno.

  • domenico

    (9 febbraio 2015 - 13:42)

    Secondi il mio modesto parere, lo chef Cracco e’ l’unico che nella sua vita non abbia mai sbucciato un aglio. È diventata solo un personaggio mediatico. Mi pento di aver comprato un suo libro…. Una vera cagata

  • Luciano Pignataro

    (9 febbraio 2015 - 14:15)

    Quello che dici è esagerato Domenico perchè Cracco, figlio di ferroviere, ha iniziato a lavorare a 17 anni e ha due stelle michelin che non si danno perché si va in televisione. Ha una lunga gavetta alle spalle
    Diciamo piuttosto che la televisione oggi abbassa la soglia di allarme sulla possibilità di dire sciocchezze, e una sciocchezza può capitare a tutti, anche ai più grandi.

  • peppeniello

    (9 febbraio 2015 - 14:25)

    Purtroppo i cuochi televisivi,vedi prova del cuoco e similia,di sciocchezze ne dicono parecchie soprattutto quando si lanciano in elucubrazioni parascientifiche per giustificare cotture ed accorgimenti culinari.Tuttavia ritengo che la colpa sia dovuta ai “tempi televisivi”per cui bisogna inondare lo schermo di notizie,anche senza senso,purchè si riempiano gli spazi vuoti,tanto no c’è nessuno che possa correggerli.

  • Cristina Loche

    (9 febbraio 2015 - 15:46)

    Che uno chef non possa avere una sua versione di un piatto nazionale mi sembra una boiata colossale. Ci sono anche certe signore, cuoche esperte, che sfamano la propria famiglia da decenni con una ricetta magari regionale ma con quell’ingrediente in più che fa dire a nipoti e amici di nipoti “Come nonna X non la fa nessuno”.
    Questa mi sembra la solita reazione esagerata, come quella della caponata qualche settimana fa, volta a portare in primo piano campanilismi del tutto fuori moda.
    E allora cosa dovrei dire io, piemontese, che il vitello tonnato e la bagna caoda sono tra i piatti più sbagliati d’Italia?

  • simona carnevali

    (9 febbraio 2015 - 15:57)

    Secondo me Cracco dovrebbe cominciare ad andare dal barbiere (non da Barbieri) Altrimenti nell’amatriciana altro che buccia di aglio. Come dice mia madre “piuciòun”!

  • dani

    (9 febbraio 2015 - 16:20)

    ma forse avrà specificato che è la sua amatriciana e non la amatriciana…

  • Fabrizio Scarpato

    (9 febbraio 2015 - 17:43)

    Mah… mi sembra un classico esempio di eccesso di zelo. Non contenti del fatto che Cracco abbia parlato dell’amatriciana, sostenendo quindi un piatto della tradizione, lasciando passare il binomio “chef famoso-cucina per tutti” nella realtà tutt’altro che scontato, sdoganando nell’immaginario collettivo la cucina “alta”, quella che “esci con la fame” (cit.), e contaminandola con un piatto conosciuto, bene o male, da tutti… ecco che ci si arrocca sull’aglio, per di più in camicia, quasi un profumo, un batter d’ali. Basta parlarne, insomma: a riprova, l’immediato invito al cuoco famoso a presenziare in quel di Amatrice a una “amatricianata” collettiva, tanto per sbracare subito in nome della visibilità mediatica, peraltro di riflesso. Magari per secondo serviranno patatine fritte in sacchetto, così vivranno tutti felici e contenti. ;-)

  • leo

    (9 febbraio 2015 - 18:01)

    …che poi. per dire, io lo metto mentre sfrigolo il guanciale (e poi lo tolgo), e pure scamiciato!

    Per cui attendo i padrini della città di Amatrice per la sfida a duello, ci troviamo davanti il McDonald di Arezzo (a metà strada). Scegliete pure voi l’arma da tirarsi addosso: cipolle ramate (fornite da Lello) o lampredotto caldo (portato dal Cai).

    L’unica mia richiesta: non storpiatemi il cognome !

  • carmine

    (10 febbraio 2015 - 09:46)

    Cracco , per quanto “antipatico”, ha un valore incommensurabile,che va oltre le stelle.E’ alfiere è bandiera,è uno che si è sacrificato per l’talian food,facendoci invidiare nel mondo.Poi esiste un “disciplinare”, una linea guida per fare l’Amatriciana, che nessuno mette in discussione,tantomeno Cracco.Ma essendo la cucina espressione del singolo, lui intende preparala così l’Amatriciana;poi potrà piacere o no,ma alla base della sua ricetta c’è un idea:sensoriale,stagionale,di contrasti.Essai che noia se ognuno mettesse in atto la ricetta da “disciplinare”?

  • maria

    (10 febbraio 2015 - 19:27)

    Che poi questi amatriciani!!!!! Si dice addirittura che la ricetta è stata inventata a Roma, per cui con prodotti romani, da un cuoco amatriciano. Io capisco che forse hanno inventato solo questo, ma insomma!!!!! Pensate alla buonissima carbonara, l’ho vista fare in mille modi: chi ci aggiunge la cipolla, chi la panna, chi il latte, queste sono solo varianti agli ingredienti di base.

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