Annata 1999: tre Taurasi contro tre Barolo all’enoteca Capobianco

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Andrea Capobianco

di Lello Tornatore

Proprio non voleva essere messo a confronto con il “plebeo” Taurasi, il nobile vino piemontese che rappresenta il vino rosso italiano fattosi eleganza, potenza e longevità. Si stiamo parlando del Barolo, uno dei vini rossi più prestigiosi, qualcuno l’ha definito “un monumento dell’enologia mondiale”. La serata, infatti, stava per essere rimandata a causa di un Giove pluvio così arrabbiato con Giunone (evidentemente gli aveva sussurrato nell’orecchio che poi il Taurasi avesse la giusta dignità per essere messo a confronto), che andando verso Montemiletto (Av), dove ha sede l’enoteca Capobianco, sembrava quasi che stessimo navigando in mare aperto…L’idea del confronto nasce, nella mente di Andrea Capobianco, sommelier professionista, titolare dell’enoteca in questione, and “least but not last”, Irpino Doc, dalla “sfrontata” convinzione che la presunta superiorità del Barolo rispetto al Taurasi, sia ormai un luogo comune da sfatare.

Ci siamo, appena arrivati troviamo già in fila come soldatini le bottiglie rigorosamente coperte…che mica siamo qui a indovinare le parole del ruzzle!!!

scorcio della sala

Si tratta di cose serie, ne va dell’orgoglio di questa fiera provincia…”Non ve la sto a fare lunga sulla storia del Barolo – dice Massimo Di Renzo, enologo di Mastroberardino, che informalmente conduce la degustazione – che sino al 1800 era un vino dolce e che solo grazie alla marchesa Falletti prima e al famoso Camillo Benso conte di Cavour poi, riuscì ad essere quello che oggi è.”

i Taurasi in degustazione
i Barolo in degustazione

Riflettendo su ciò, mi viene dunque da pensare che è lo stesso discorso del Fiano, che fino agli anni settanta era vinificato con residui zuccherini e che poi grazie alla lungimiranza di Antonio e Walter Mastroberardino assunse la tipologia di vinificazione odierna che tanti successi gli ha comportato.

da sx, Alberto Fina wine-lover, Andrea Capobianco titolare dell’enoteca e Massimo Di Renzo, conduttore della degustazione

Ma veniamo ai nostri due rossi, che hanno in comune le forti eterogeneità di territorio, anche all’interno delle stesse sottozone, in termini di suolo e clima. E che seppur ottenuti da due distinte cultivar, condividono il carattere di grande longevità. Giusto un flash sull’annata, sia in Piemonte che in Campania, che fu quasi da manuale, nel senso che si ebbe, a fronte di una primavera non molto piovosa, un’estate mite ma con forti escursioni termiche che hanno condizionato favorevolmente la percezione del frutto per quanto riguarda il Taurasi, e la balsamicità per il Barolo. In un primo momento, all’epoca, non ci si rese conto delle grandi potenzialità del millesimo, anche perchè eravamo ad un tiro di schioppo dalla tanto magnificata ’97 e quindi sembrava improbabile avere in un lasso di tempo così breve, due grandi annate. Ma alla luce delle successive esperienze degustative, e anche per la “moda” diffusasi negli ultimi tempi tra gli addetti ai lavori di riuscire a cogliere gli aspetti caratterizzanti dei diversi areali, la ’99 ha surclassato la ’97. Bicchiere in mano proviamo ad individuare le principali caratteristiche dei vini degustati.

i vini in degstazione
tavolo dei wine-lovers

La prima parte del “gioco” naturalmente è quella di individuare quali sono i Taurasi e quali i Barolo. Volete la verità? Allora, dopo una rapida occhiata al colore, e dopo aver velocemente annusato e degustato vado spedito a contrassegnare i tre Taurasi con tre T. Come ho fatto, quali criteri ho seguito? I Taurasi logicamente sono quelli dal colore più fitto, più impenetrabile, le note olfattive che li contraddistinguono sono note speziate, fruttate, e di sottobosco, denominatore comune la loro mascolinità.

Marilena Aufiero (Cantina Bambinuto), al servizio dei vini

I Barolo invece, oltre a tutto ciò, si caratterizzano per la nota balsamica-mentolata, sia al naso che in bocca, e poi, scusate ma ci siamo parlati da irpino ad irpino, e volete che non abbiano capito subito che parlavamo la stessa lingua??? Tutto qui… ecco, vi ho svelato il mio segreto!!! Scherzi a parte, sarà stato un caso, sarò stato fortunato, forse anche un po’ “scafato” rispetto al vitigno in questione, fatto sta che li ho azzeccati tutti a prima botta (testimoni Michele D’Argenio l’emergente e Marilena Aufiero la tosta, che erano al mio tavolo)…ah si, anche Massimo Di Renzo, che nello scoprire le bottiglie, usava una suspance tale da sembrare Max Giusti che apriva i pacchi…;-))

da sx, Marilena Aufiero, Michele D’Argenio e Antonio Aufiero (fratello di Marilena)
i vini e…in trasparenza Antonio Aufiero
Maura Sarno, produttrice e presidente dei Diversi Vignaioli
…le osservazioni di Michele D’Argenio

Le nostre valutazioni sui vini? Più o meno, è emerso che il migliore Taurasi fosse il Vigna Macchia dei Goti di Caggiano a cui personalmente darei 94/100, seguìto a ruota da Lonardo, appena un filino meno equilibrato e da Mastroberardino, più “sottile”: solo questione di qualche punto in meno.

Flavio Castaldo e Antonella Lonardo

Per quanto riguarda i Barolo, il migliore è risultato sicuramente il Bussia Vigna Rocche di Armando Parusso, al quale mi sentirei di dare lo stesso punteggio del Macchia dei Goti, a cui però, riconosco ancora ampi margini di potenzialità evolutiva che penso il Bussia non abbia più. Buonissimo anche il Cannubi di Scavino, ma appena più magro in bocca, evidentemente difettato il Cerretta di Ettore Germano, anche se in bocca ancora potabile.

Barolo Cannubi di Paolo Scavino
anche i presidenti…mangiano
i vini in degustazione

La degustazione si chiude, come al solito, dopo un intermezzo di sopressata e Carmasciano, con un’ottima preparazione a cura della mamma di Andrea Capobianco, fusilli a o’ Tiano (una sorta di ragù) con cotechino e braciole di cotica.

sopressata e pecorino di Carmasciano
fusilli a ‘o Tiano
braciole di cotica
torrone alle nocciole fatto in casa

Non so se queste preparazioni le fanno anche in Piemonte, ma sicuramente vi posso dire che anche col Barolo…non è che ci stiano proprio male!!! ;-)) Tiriamo le somme : abbiamo capito, se ancora ci fossero stati dubbi, che il Taurasi può guardare dritto negli occhi il Barolo (sarebbe divertente andare a sentire i Barolo dell’era immediatamente successiva alla fillossera piemontese ;-) ), che lo stile Caggiano anni ’90 resta sempre una delle pietre miliari della vitivinicoltura in rosso dell’Irpinia, e che anche un Barolo può uscire…difettato!!!

Enoteca Capobianco Wine and Co.

Beer, wine and spirits

via Vallicua-83020 Montemiletto (Av)

Tel. 0825-1916015 Cell. 3394011996

e.mail capobiancowine.ac@libero.it
Punteggi e riconoscimenti dei vini in degustazione :
Bussia Vigna Rocche Barolo 1999 Armando Parusso:

WSM 93/100 il 01/12/2004

S.Tanzer 92/100 il 01/11/2002

R.Parker 92/100 Galloni il 31/01/2006

R.Parker 89/100 D.Thomases il 31/10/2003

Wine Spectator 93/100 il 30/09/2009

Wine Spectator 91/100 il 30/11/2003
Cannubi Barolo 1999 Paolo Scavino:

R.Parker 93/100 Galloni il 31/05/2006

R.Parker 92/100 D.Thomases il 31/10/2003

Wine Spectator 93/100 il 28/04/2011

Wine Spectator 92/100 il 30/11/2003

Gambero Rosso 2 bicchieri

S.Tanzer 93+/100 il 01/11/2002
Cerretta Barolo 1999 Ettore Germano:

Gambero Rosso 2 bicchieri

R.Parker 90/100 D.Thomases il 31/10/2003
Radici Taurasi Riserva 1999 Mastroberardino

Espresso 18.5/20

Ais 5 Grappoli

Gambero Rosso 3 bicchieri

Veronelli 3 stelle blu

Wine Advocat 93/100
Vigna Macchia dei Goti Taurasi 1999 Antonio Caggiano:

S.Tanzer 92/100 il 01/09/2003

Gambero Rosso 3 bicchieri

Ais 5 Grappoli
Taurasi 1999 Lonardo:

nessun premio di rilevante importanza

(erano i primi anni di entrata in produzione)

7 commenti

  • Giancarlo Maffi

    (5 febbraio 2013 - 07:00)

    I produttori di BArolo tutti ringraziano Lello per la magnanimita’ nell’ aver consacrato un pareggio probabilmente immeritato. Anche l’abbinamento con i piatti mi pare perfetto: in tutte le case delle Langhe a carnevale si fanno le braciole di cotiche. Km zero, con il teletrasporto.

  • Giancarlo Maffi

    (5 febbraio 2013 - 07:03)

    Scusate, ho dimenticato le faccine. Ma erano ovvie :-)). Oppure no? Tanto Tornatore dorme e fino almeno alle 9 posso ballare sui cubi.

    • Lello Tornatore

      (5 febbraio 2013 - 10:15)

      Ma dico io, alle 7 del mattino, non si ha niente di meglio da fare …che rompere il Taurasi al sottoscritto??? Non ti preoccupare, il cubista lo farò io quando presenterai un altro improbabile risotto al salone della mozzarella di quest’anno!!! Faccine, faccine e ancora faccine…

  • peppe

    (5 febbraio 2013 - 09:34)

    grande Lello… e non si dica in giro che i due vini siano così distanti, mi piace ricordare una grande definizione “il barolo, l’Aglianico dl nord … “. È un piacere leggerti.

  • Alberto Tricolore

    (5 febbraio 2013 - 12:04)

    A saperlo,magari riuscivamo a guadare il mare di pioggia e raggiungervi.
    Il Taurasi e’ un grande vino ,come il Barolo, poi il tutto “e’ dipendente” da CHI lo fa.Se lo faccio io e’ una cosa se lo fa uno che e’ nato e’ cresciuto li’,ha studiato provato e riprovato, e ci mette passione e non solo, ed ha una vigna giusta,come fai a non dire che il risultato e’ all’altezza di qualsiasi altro grande vino.Bisogna essere un Bossi o un Borghezio la qualunque per negarlo.

  • Maura

    (5 febbraio 2013 - 14:52)

    Grandi vini , grande serata piacevole fra amici e appassionati. Comunque a parte i riconoscimenti , per me il numero uno dei Taurasi era Mastroberardino radici, mentre fra i barolo sicuramente il bussia vigna rocche ( il numero 6 , giusto?). Ma tutti formidabili, non capita spesso di degustare sei vini di questo spessore in una sola serata! ….. comunque si, ….. anche i presidenti mangiano caro Lello, specialmente quando ne vale cosi’ tanto la pena!

  • Marcello

    (5 febbraio 2013 - 14:57)

    Confermo Radici Ris.99, the best….

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