Anteprima Chianti Rufina 2011: gli assaggi e il confronto con il Pinot Noir

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Uno scorcio della Rufina

di Mario Sposito

Firenze, 11 e 12 novembre 2011, quinta edizione di “Anteprima Chianti Rufina”, manifestazione organizzata dal consorzio Vitivinicoltori del Chianti Rufina per presentare alla stampa di settore  l’annata 2010 e le riserve 2009.

Due giorni per “fiutare” come si presenterà al mercato questa denominazione nel futuro prossimo; due giorni per approfondire la conoscenza del piccolo territorio genitore del più alto tra i Chianti.

E allora scopriamola questa piccola sottozona del Chianti, la più caratteristica,  quella che può regalare eleganti vini di lunga durata.  Una zona tagliata in due dal fiume Sieve, attraversata dalla brezza marina che si infila tra gli Appennini, dove si sale di quota e le temperature scendono, dove il Sangiovese si esprime con classe, sostenuto da un’importante acidità.

Chianti Rufina Riserva 2008

Sono circa venti i produttori che aderiscono al Consorzio e che hanno messo i propri vini sotto il naso del nutrito gruppo di giornalisti arrivati da ogni dove.

Il venerdì è servito da introduzione, con una degustazione comparativa condotta da Ian D’Agata e Steven Brook, giornalisti ed editorialisti di profilo internazionale.

Ian D'Agata

Nei calici una selezione di sei Chianti Rufina Riserva 2008 e sei Pinot Noir dell’Ontario 2009, con la riserva 2004 Castello del Trebbio e l’Estate Beamsville Bench di Cave Spring Cellars 2002 e chiudere il cerchio.

Consorzio Chianti Rufina

Nonostante i suoi grandi ice-wine ed i brillanti risultati ottenuti con Riesling e Chardonnay, il binomio Canada-vino genera ancora stupore, sopratutto se si fa riferimento alla produzione di vini rossi. In realtà è uno stupore ingiustificato, ecco perchè:

In Canada ci sono due regioni che rientrano nella Vintners Quality Alliance (VQA), equivalente delle nostre DOC: Ontario e British Columbia. Noi ci soffermeremo sulla prima.

Pinot Noir Canada

La denominazione più importante in Ontario è quella della Niagara Peninsula. La presenza di vigneti è qui possibile grazie  all’influenza mitigante dei grandi laghi che in primavera rilasciano gradualmente il freddo, ritardando la fioritura delle viti, ed in autunno ne allungano la fase di maturazione, rilasciando invece il calore accumulato in estate. Inoltre le brezze sospinte dai dirupi del Niagara Escarpment riducono al minimo il pericolo gelate ed il verificarsi di malattie fungine. Le temperature medie di luglio si attestano attorno ai 21.7° e la presenza di terreni calcarei, qui come nella piccola regione emergente della Prince Edwand County,  suggerisce una certa attitudine al Pinot.

I vini in degustazione

Se si uniscono questi aspetti a quelli dei seri studi di zonazione e dell’impegno dei viticoltori verso una produzione di qualità, lo stupore non trova più spazio.

Ma torniamo alla serata di venerdì. Ecco la lista dei vini in degustazione:

I Chianti Chianti Rufina Riserva

2008 Azienda Vinicola Le Coste, Chianti Rufina Riserva

2008 Marchesi de’ Frescobaldi, Castello di Nipozzano Chianti Rufina Riserva

2008 Podere il Pozzo, Chianti Rufina Riserva

2008 Fattoria il Lago, Chianti Rufina Riserva

2008 Fattoria Lavacchio, Cedro Chianti Rufina Riserva

2008 Azienda Agricola Frascole Chianti Rufina Riserva

2004 Castello del Trebbio Chianti Rufina Riserva

I Pinot Noir

2009 Pinot Noir Beamsville Bench, Malivore

2009 Pinot Noir Estate Beamsville Bench, Cave Spring Cellars

2009 Gravity Pinot Noir Twenty Mile Bench, Flat Rock Cellars

2009 Pinot Noir Reserve Twenty Mile Bench Flat Rock Cellars

2009 County Pinot Noir, Norman Hardie

2009 “L” Pinot Noir Ontario, Norman Hardie

2002  Pinot Noir Estate Beamsville Bench, Cave Spring Cellars

I tratti comuni della batteria toscana sono  la freschezza, la sapidità ed una  buona persistenza. Anche le note aromatiche tipiche di frutti rossi, ciliegia su tutte, e spezie accomunano un po’ le diverse bottiglie. Belli i colori, sul rubino mai troppo carico. Lo stile generale però non è così omogeneo.

Fuori dal coro Fattoria il Lago  per la pungenza di sentori  lievemente ossidativi e  Fattoria Lavacchio che presenta la variazione più muscolare sul tema.

Piace molto Frascole con le sue note di ciliegia e sentori balsamici che fanno da preludio all’appagante sorso succoso e sapido, dove alcol, acidità e tannini compongo una complessa struttura in equilibrio. Soddisfano anche Le Coste, con un interpretazione elegante che apre con profumo intenso di frutti rossi e spezie che introducono un sorso fresco e piacevole con un interessante e lungo finale, e  Podere il Pozzo, definizione più opulenta che appaga.

La sala di palazzo Borghese

Il gruppo canadese  offre vini di classe, leggeri e rinfrescanti, con aromi di fragranti frutti rossi, ciliegia, fragola e lamponi ed una vivida trama che restituisce pienezza di sapori al palato. Il Pinot Nero è rispettato ed emerge in alcuni casi con tutta la sua complessità, come nelle interpretazioni di Norman Hardie.  Il 2009 County Pinot Noir presenta un bel complesso di note di mirtilli rossi e ciliege in un sorso freschissimo, leggero e minerale. Il 2009 “L” Pinot Noir Ontario si arricchisce di sentori terrosi, è più rotondo al palato, appaga con grande equilibrio. Lo stile generale, con il dovuto buon senso,  guarda più alla Borgogna che non alla Nuova Zelanda.

La chiusura con il  Castello del Trebbio Chianti Rufina Riserva, che terrei volentieri in cantina,  ed il 2002  Pinot Noir Estate Beamsville Bench, Cave Spring Cellars, ha regalato due vini più compiuti con il Chianti a mostrare un evoluzione interessante degli aromi speziati nel lungo finale che restituiva all’olfatto evidenti note di anice ed il Pinot Noir, compiuto ma più compito, con le caratteristiche fragranze stallatiche.

Sangiovese - Pinot Noir

La giornata di sabato si è caratterizzata per la degustazione delle anteprime 2010 e riserva 2009 del Rufina. La maggior parte di questi vini vedranno gli scaffali delle enoteche tra parecchi mesi, sono ancora in fase di maturazione (motivo dell’assenza di Selvapiana)  e sarebbe quindi scorretto trarre giudizi definitivi da questi assaggi.

Le anteprime

C’è chi convince di meno e chi di più, ed è su questi ultimi che vorrei soffermarmi. La riserva 2009 di Fattoria Lavacchio promette una bella evoluzione in cantina, acidità è tannini ci sono così come un naso intenso e netto ed un palato ricco. Le Frascole, a discapito di un 2010 difficile in termini climatici, presenta un Chianti Rufina 2010 che convince sotto tutti i punti di vista, così come la Riserva 2009, decisamente tipica. I Veroni 2010 è succoso e scattante, la Riserva 2009, ancora in evoluzione si amplia e offre una concentrazione davvero appagante. Bene anche la Cantina Sociale Montulico con il 2010 leggero ma comunque equilibrato e dignitoso. Mi ha colpito piacevolmente il Pian Dei Sorbi – Marchesi Gondi – Riserva 2009 per l’eleganza e la speziatura dominata  dal chiodo di garofano.

Appuntamento sugli scaffali delle enoteche, nei ristoranti e nelle vinerie dunque.

Per concludere vi saluto con una formula piacevolmente in voga in questi giorni: that’s all folks.