Ariano Irpino, la disfida del soffritto di 12 comunità del cibo Slow Food. Vince il Fortore

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Con i fiduciari Slow Food Franco Archidiacono, Salvatore Taronno e Michele Poligneri, Alessandro Barletta con il figlio e Luigi Tecce

E’ arrivato al quarto appuntamento la disfida del soffritto che coinvolge le comunità del cibo dell’Alta irpinia, della Daunia e del Fortore. Di quell’area dell’Appennino meridionale in cui l’uccisione del maiale segnava uno dei rari giorni di abbondanza e di festa nei secoli della fame, quando bisognava anche fare la guardia ai vigneti per evitare che si rubasse l’uva.

Il soffritto: la materia prima

Un appuntamento annuale organizzato dal bravissimo fiduciario Franco Archidiacono (ormai l’unica fucina di ceto dirigente in Campania è Slow Food) per me irrinunciabile: la giusta mediazione tra tutela della tradizione popolare capace di coinvolgere comunità fuori dai riflettori mediatici e al tempo stesso manifestazione della potenza capillare della rete delle condotte.

Pane e taralli di Ariano Irpino

Fin dal suo esordio, la manifestazione, nata a Vallesaccarda, poi tenuta a Frigento e Flumeri, è l’occasione per vedere insieme i grandissimi prodotti delle zone interne, dal pane di Montecalvo, agli oli, gli ortaggi, le paste e, naturalmente il vino della condotta, il Taurasi.
Ma soprattutto questa manifestazione va oltre il momento conviviale e cerca di incidere sulla produzione e sulla valorizzazione delle diversità.

Pipilli
Taralli, biscotti e grissini artigianali

Il soffritto di maiale delle 12 comunità del cibo Slow Food, di seguito in ordine di apparazione. Per la cronaca, quest’anno ha vinto la comunità di Faeto nel Fortore:

IV Disfida del Soffritto: Flumeri
IV Disfida del Soffritto: Montecalvo
IV Disfida del Soffritto: Ariano Irpino
IV Disfida del Soffritto: Roseto Valfortore
IV Disfida del Soffritto: Taurasi
IV Disfida del Soffritto: Faeto
IV Disfida del Soffritto: Orsara di Puglia
IV Disfida del Soffritto: Carife
IV Disfida del Soffritto: Pietramontecorvino
IV Disfida del Soffritto: Grottaminarda
IV Disfida del Soffritto: Paternopoli
IV Disfida del Soffritto: Ascoli Satriano

Ed ecco il mio compenso: -)
Uno degli ortaggi più buoni del Sud i broccoli di Paternopoli, paesino irpino vicino Taurasi, rinomato proprio per questo.
Si prepara una settimana di vermicelli e broccoli, una nuova gara per capire qualche marchio di pasta si abbina meglio:-))

Il prezioso gettone di presenza della giuria tecnica: cesto con i broccoli di Paternopoli

Infine è stata l’occasione per rivisitare un po’ di Taurasi: il 2007 di Caggiano (troppo dolce), il 2004 di La Molara e il 2005 di Boccella, la 2000 di Emilio Di Placido, il Poliphemo 2006 di Tecce e una sua anteprima Poliphemo 2007 che uscirà a fine anno. Bevibili e godibili i due Cacce ‘e mitt, Longo e La Marchesa, il Buccenere di Giacomo Pastore e l’Aglianico di Oto Tortorella: in queste occasioni vanno meglio questi rossi di più facile approccio.
Al momento comunque il Poliphemo 2007 è l’unico Taurasi che ho deciso di adottare in questa annata. Vedremo.

Con Luigi Tecce

2 commenti

  • Oreste

    (6 marzo 2011 - 20:03)

    Ero impegnato con la mia lasagna nel forno a legna di casa! Mannaggia!

  • carmine

    (7 marzo 2011 - 09:02)

    altro che Parigi…. il vero gusto, dettato da secoli di fame e affinato dalla passione e dalla tradizione, si annovera nei luoghi e nei borghi italiani

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