Biancobio al Vomero, il primo gelato biologico del Sud

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Biancobio al Vomero

Via Enrico Alvino 13 80127
Tel. 081 5583885
www.biancobio.com

A due passi dall’uscita della funicolare Piazza Amedeo-Vomero c’è la nuova impresa di Michele Armano: qui troverete il primo gelato biologico del Sud, certificato, ovviamente.


Non è solo la salubrità il primo elemento da tenere conto: tutti i gusto che abbiamo provato sono assolutamente moderni, la sensazione dolce è ben dosata e riesce a far emergere davvero il sapore della frutta, del caffé, della cioccolata.

I gelati

 Il nostro consiglio a Michele, che ha curato l’azienda sin nei minimi dettagli, compreso il packaging biodegradabile e riciclabile, è dedicarsi con la stessa passione al gelato salato: sicuramente molti ristoranti se ne avvantaggeranno.

Michele Armano
Il banco gelati
Il pistacchio
Il cioccolato
Il cioccolato fuso
Il contenitore biodegradabile
I coni
La gelatiera
La gelatiera

 Un altro elemento da sottolineare è il rispetto della stagionalità della materia prima. Non tutto, quando si lavora rigorosamente in biologico, può essere disponibile sempre. Molti interessanti anche i gelati al vino. In prima linea il Prosecco e la Falanghina.

La gelatiera, particolare

32 commenti

  • Andrea "Pepe Carvalho" Pignataro

    (28 ottobre 2011 - 19:07)

    Provati: pistacchio di altissimo livello! e poi il locale è bello, pensato bene, piacevole da vedere…

  • Francesco

    (28 ottobre 2011 - 19:08)

    Il biologico è quasi sempre un’idiozia inventata per fare soldi spacciando l’idea di vendere “salute”, quindi una gelateria “biologica” non ha alcun attributo positivo rispetto ad una “non biologica”.

    Detto ciò, ho provato la gelateria in questione (più di una volta) e devo riconoscere che qualitativamente è al di sopra della media del Vomero, anche se molti gusti risultano troppo densi ed alcuni decisamente viscosi.

    • Andrea "Pepe Carvalho" Pignataro

      (28 ottobre 2011 - 19:32)

      concordo con te, infatti a me piace il posto e il gelato, non il fatto che sia biologico…

  • Romina Sodano

    (28 ottobre 2011 - 20:18)

    Non sono per niente d’accordo……. l’idea di vendere salute va a chi di marketing non ne conosce

    ……. ma l’idea del biologico invece ha tutto un’altro sapore ….. e l’avete confermato voi dicendo che il gelato ha il suo buon gusto!!!

    Ci passo domani mi avete proprio incuriosita …..

    • michele

      (28 ottobre 2011 - 20:26)

      Romina domani ti aspettiamo, presentati e faremo insieme una bella degustazione, riguardo ai detrattori del bio basta leggerlo naturale ed il problema è risolto…

      • Romina Sodano

        (5 novembre 2011 - 20:47)

        Ci vediamo lunedì 07 novembre ;D promesso 100% ;D

  • michele

    (29 ottobre 2011 - 11:39)

    Merçi Juliet, e siamo solo all’inizio…!

  • Carmine

    (29 ottobre 2011 - 15:15)

    Gustosa discussione,che se anche con innocenti puntualizzazioni,pone alcuni interrogativi di fondo.Intanto un sincero in bocca al lupo al Sig Michele per la sua intrapresa,ed un ringraziamento per aver dato a questa città un altra gelateria che si presenta con tutti i crismi della qualità,diffondendo ulteriormente il consumo di questo salubre alimento e la sua arte.
    Non mi soffermo sulla disputa biologico/non biologico,ma vale tener presente il ph delle pioggie che cadono sulla terra.Detto questo faccio una considerazione,qualche settimana fa,ospite di un carissimo amico piemontese,sono stato nella cittadina di Bra,dove mi pare ogni due anni Slow Food,tiene la sua kermesse internazionale Cheese,tutta dedicata al latte e ai suoi satelliti.Ho scoperto e assaggiato veri monumenti del gusto,le biodiversità che lo componevano,la cultura del territorio e quella delle genti,la difesa,a volte disperata,di una produzione sostenibile,e la condivisione della eccellenza come primo stimolo alla produzione.Mentre mi aggiravo contento delle scoperte,ho sentito allegre voci che parlavano il mio dialetto,ed una folla di persone assiepate intorno ad esse.Era in corso una degustazione,di latte fresco,un latte prodotto,imbottigliato,e distribuito in Campania.Non faccio il nome di questo latte per questioni di etichetta,quel giorno il latte campano riceveva il Presidio Slow Food.Leggevo l’orgoglio sulle facce dei miei compaesani e l’apprezzamneto spontaneo e sincero dei tanti presenti:alcuni trentini lo trovavavno delizioso,e detto da uno di loro.Mi sono messo a discutere con i miei compaesani e mi hanno spiegato la storia di questo latte:le vacche risiedono sulla porzione di appennino campano,e mangiano tutte le erbe mono e polifite presenti su quei pascoli.Non vivono in spazi angusti,e la loro lattazione è esattamente la metà di quella di una vacca “industriale”.All’allevatore viene riconosciuto il triplo del prezzo al litro prodotto rispetto alla grande industria,e le certificazioni relative a questo latte,biologiche chimiche e organoltettiche,sono stilate dall’Anfosc,e se dovessero risultare non in linea con il “disciplinare” di produzione,il latte non verrebbe più commercializzato.Poi l’ho assaggiato,e mi sono sentito davvero fiero di essere campano,un latte così mai bevuto in vita mia,latte di presidio,ecosostenibile,e a km zero.Ho provato,una volta a Napoli,a comprarlo,e dopo qualche tempo,sono riuscito a far parte di quella ristretta schiera di persone che in città lo beve regolarmente.Ecco dunque,se la la scelta delle materie prime è essenziale per il raggiungimento della qualità,io mi sentirei di proporre al Sig Michele una attenzione particolare a tutte le eccellenze presenti in questa terra.

    • michele

      (29 ottobre 2011 - 20:00)

      …parlare di latte nobile non solo mi riempie dello stesso suo orgoglio, ma condivido l’eccelenza nel gusto !

  • Monica Piscitelli

    (29 ottobre 2011 - 17:34)

    Complimenti Michele e a presto. m.

    • michele

      (29 ottobre 2011 - 20:00)

      Grazie Monica, ti aspetto presto !

  • Francesco

    (29 ottobre 2011 - 18:26)

    Essendo uno dei primi ad aver parlato bene della gelateria ritengo fuori luogo parlare di polemica o crociate contro chissachi da parte mia.

    Rimane il dispiacere di non vedere raccolta la mia proposta di ulteriore trasparenza: che senso ha sbandierare ai quattro venti l’utilizzo di prodotti biologici “certificati” quando si potrebbe invece fare una cosa molto più semplice ed utile indicando la lista degli ingredienti? Quella è trasparenza, quella è qualità.

    Tornerò sicuramente, non certo per i prodotti biologici, ma per la discreta quualità del gelato.

    • michele

      (29 ottobre 2011 - 20:04)

      … da “devo riconoscere che qualitativamente è al di sopra della media” a “discreta quualità del gelato”, mah, va bè, l’aspetto sempre con piacere…

  • Gianluca

    (29 ottobre 2011 - 19:02)

    Noto con estremo dispiacere che ci sono ancora persone che credono che l’Italia sia un paesino che rispetto agli altri resti indietro riguardo i cambiamenti alimentari,ecologici ecc…
    Per fortuna ci sono delle realtà che contribuiscono al cambiamento, che appoggiano il processo di sviluppo ed evoluzione…
    Il biologico, per quanto ad alcuni possa sembrare assurdo, in Italia esiste e non è assolutamente una pura creazione pubblicitaria…
    Non è “salutare”, “dietetico” o “più buono”, queste sono solo conseguenze, ma è semplicemente biologico, cioè NATURALE.
    Tutto ciò che è biologico viene lavorato in modo diverso…o meglio…NON è LAVORATO!
    E’ semplicemente la trasformazione di una materia prima coltivata senza aggiunta di alcun elemento chimico.
    Abbiamo la fortuna ed il piacere di poter gustare il gelato biologico nella nostra città, e per questo dobbiamo solo essere felici e grati a BiancoBio.
    Inoltre il gelato è ottimo e quindi non mi resta che dire:COMPLIMENTI

  • Francesco

    (29 ottobre 2011 - 20:19)

    Se al Vomero la qualità media è misera, ciò che è discreto è superiore alla media; stante ciò non è con i giri di parole che se ne esce.

    E’ ASSURDO fare marketing su qualità “biologiche” (che chi decide? Il vero biologico cos’è?) quando poi si rifiuta al cliente l’elenco degli ingredienti. Preferisco mille volte sapere COSA mangio che illudermi su misteriose qualità biologiche. Chi fa un gelato artigianale va fiero dei propri ingredienti, non li nasconde.

    Dov’è la coerenza?

  • Gianluca

    (29 ottobre 2011 - 20:33)

    Ah quindi vorresti dirmi che tutti i gelatai ti dicono tutti gli additivi,coloranti addensanti e quant’altro che mettono nel loro gelato?
    Inoltre vorrei chiederti se quando vai al ristorante chiedi una lista specifica degli ingredienti che compongono il tuo piatto o se quando vai al supermercato fai lo stesso!
    E’ di questi giorni la polemica riguardante la mancanza di una lista specifica di ingredienti che compongono tutti i prodotti confezionati che tu come tanti altri acquistate nei grandi supermercati!
    Da dove viene il grano usato per la pasta?le carni?come vengono allevati gli animali?che mangime gli danno???
    Perchè quindi devi chiedere ad artigiani di dirti come fanno il loro gelato e farselo scopiazzare?
    Inoltre ti chiedo di informarti sul biologico…magari ti si apriranno nuovi orizzonti…
    A testimonianza del biologico c’è la certificazione di enti esistenti appunto per questo, non è una licenza che si compra.
    Qualora un “non biologico” si spacciasse per biologico incorrerebbe in sanzioni penali…ti basti sapere quindi che se ti si dice che è un locale certificato vuol dire che è BIOLOGICO

  • Francesco

    (29 ottobre 2011 - 20:49)

    I gelatai così come ristoranti, supermercati e chiunque venda alimenti è tenuto ad informare il consumatore/acquirente su tutti gli ingredienti presenti nel prodotto che acquista: è alla base dell’etichetta che riporta la lista degli ingredienti su ogni prodotto che si trovi sul bancone di un suprrmercato, lo stesso vale per una rosticceria, pasticceria o qualsiasi altra cosa ti venga in mente. I gelatai, in particolare, possono incorrere in una sanzione oltre gli 11.000 euro se non espongono o non forniscono una lista degli ingredienti a chi ne fa richiesta. (Pensa anche solo a chi ha allergie alimentari o è celiaco)

    Quindi sì, ho diritto a conoscere tutti i coloranti, tutti i conservanti e tutti gli addensanti presenti nel prodotto che compro. È un DIRITTO del consumatore, informati.

    Ma dimmi tu quanto me ne può fregare a me se tu usi l’1% di succo di limone biologico nel tuo sorbetto se non mi dici cosa compone il restante 99%!

    Pertanto invito nuovamente il Sig.re Michele, se persona onesta, chiara e trasparente sui prodotti che vende, a fornirci l’intera lista ingredienti di, non dico molto, un paio di gusti. O a dirci la provenienza e la percentuale sul prodotto finito del pistacchio, tanto per fare un esempio.

    Questà è onestà, questa è trasparenza, questà è qualità.

    Sul biologico: sono (purtroppo) eccessivamente informato a riguardo e proprio per questo ripeto: biologico e qualità non vanno a braccetto; possono raramente coincidere, ma non si equivalgono. Dimmi tu cosa c’è di buono nell’utilizzare sostanze naturali che sono più tossiche per l’uome dei corrispettivi “non naturali” o qual è la linea che (scientificamente) separa i prodotti naturali da quelli non-naturali; semplicemente non esiste, è arbitraria. Smettiamola di prenderci in giro.

    • michele

      (29 ottobre 2011 - 21:12)

      Gentili signori, pregherei tutti di lasciar perdere questa polemica, ho già dato la mia disponibilità al confronto ed all’accoglienza, non avendo mai detto che la ns. produzione sia migliore di altri o di altro, liberi di scegliere di venire a degustare il ns. gelato, diversamente ce ne sono tanti certamente più bravi. Vi pregherei di non andare oltre in quanto ci sono già riferimenti per diffamazione che perseguirò laddove si dovesse insistere sulle ns. attività ed in particolare sulla mia persona.

  • Francesco

    (29 ottobre 2011 - 21:28)

    Diffamazione non ve n’è, minacce gratuite da parte sua sì.

    Eppure sarebbe bastato così poco, davvero una delusione. Non mi sembra di aver chiesto la luna, ma semplicemente quali sono questi prodotti “biologici” di cui andate fieri, la loro provenienza, gli eventuali altri i gredienti utilizzati. Perchè negarsi a simili semplici richieste?

  • Raffaele

    (30 ottobre 2011 - 19:16)

    Mi sorprendo come una domanda così semplice possa portare addirittura a minacce di denuncia da parte del signor Michele! Proprio chi fa un gelato biologico dovrebbe voler far sapere a tutti quali sono le materie prime che usa e da dove vengono. Verrò a provare il gelato, anche se un po’ intimorito da questo clima di paura e terrore.

    A questo punto veramente mi chiedo cosa ci sia dentro quel gelato.

  • luigi il gelataio

    (30 ottobre 2011 - 19:53)

    Purtroppo questa è Napoli: un imprenditore fa una cosa unica al Sud e viene immediatamente criticato da persone che non sono neanhce andate a provare il suo prodotto.
    Di cosa è fatta il gelato c’è scritto nel suo negozio, ma siccome questi signori, devo presumere concorrenza locale, non hanno la faccia di andare allora infangano. Ecco perché a Napoli c’è la munezza nelle strade, perché è già nella testa di gente come questo sedicente vigliacco Francesco

  • Torpedo blu

    (30 ottobre 2011 - 23:08)

    Uno che non accetta le critiche e di dare spiegazioni, è bene che cambi mlavoro. Si faccia assumere in comune.

  • Marta Sodano

    (31 ottobre 2011 - 09:27)

    Se un’informazione è pubblica, come la lista degli ingredienti, perchè non riportarla anche qui? non credo sia un segreto o almeno spero che non lo sia. Se il sig.re Michele è orgoglioso del suo prodotto dovrebbe essere più che disponibile a chiarire a tutti gli ingredienti del suo gelato, e la polemica non sarebbe mai nata. Le accuse e le minacce invece non hanno senso alcuno, servono solo a dimostrare la malafede di alcuni sedicenti commercianti. Che senso ha rispondere ai commenti e ai dubbi degli utenti/clienti qui sopra se non si può aprire un confronto e una discussione? solo ad autopromuoversi con le chiacchiere: non ho sentito altro che “biologico, naturale, certificato”, ma cosa mi significano questi termini vuoti quando non so cosa c’è alla base?

  • Gianluca

    (31 ottobre 2011 - 11:55)

    Tanto di cappello a Luigi…
    Come puoi vedere questi signori sono bravissimi ad infangare attività nuove ed innovative (quindi pericolose) senza metterci la faccia…
    Purtroppo l’ignoranza c’é in tutto il mondo, anche se noi a Napoli facciamo di tutto per risultare piú ignoranti di tutti…
    Pensa che tutta la questione sarebbe facile da risolvere perché io sono andato da BiancoBio, ho assaggiago il gelato, mi é piaciuto molto ed ho chiesto da cosa fosse composto.
    La risposta del sig.Michele é stata esaustiva e soddisfacente.Questo semplicemente perché io non mi sono nascosto dietro un computer usando toni arroganti…

  • giancarlo

    (31 ottobre 2011 - 12:14)

    quanta solerzia nel chiedere al signor michele gli ingredienti del suo gelato!!!lo stesso zelo lo utilizzate sempre o solo quando dovete aprire polemiche inutili e stucchevoli

  • Marco Contursi

    (31 ottobre 2011 - 17:06)

    Dico la mia perchè ci sono stato oggi.Vediamo di fare un pò di ordine e di evitare polemiche soprattutto da parte di chi,pro o contro non si firma o mette la faccia.Allora,il negozio è molto carino,da un senso di pulito.La ragazza,molto giovane dietro al banco come direbbe Dante “da per gli occhi una dolcezza al core…”,occhi e sorriso deliziosi,potevo andarmene senza prendere nulla e già la mia voglia di dolce era appagata.Ma ero lì per provare il gelato dunque,la lista degli ingredienti non c’è ossia c’è un elenco che dice pistacchio biologico,vaniglia biologica,miele biologico ecc senza specificare minimamente di chi o da dove.Vabbè,c’è poi la scritta “alcuni prodotti potrebbero essere a Km o o dop o igp o Slow Food”.E qui si cade in un inghippo che trovo spesso, ossia la scritta prodotti Slow Food.NOI di Slow food non facciamo prodotti,non produciamo nulla,al massimo tuteliamo tramite la costituzione di un Presidio taluni prodotti che rischiano di scomparire ma ognuno di essi ha un produttore con nome e cognome che merita di essere citato.Passiamo al gelato,sicuramente buono.Io l’avrei preferito un pò più cremoso ma forse i gusti da me presi non erano appena fatti e il troppo freddo li ha fatti indurire ma devo dire che erano davvero validi.Certo ne ho mangiati di migliori nel mondo ma a Napoli credo si collochi tra gli indirizzi più affidabili.Un plauso anche ai prezzi assolutamente convenienti 20 euro al kg,mentre la brioche in busta fa troppo commerciale e consiglio di prenderne poche ma di pasticceria e se finiscono pazienza ma un buon gelato merita anche una buona brioche.In conclusione un gelato davvero buono a cui quel paio di occhietti monelli di cristallina purezza conferisce un quid in più………Intelligenti pauca. :-)

  • Marta Sodano

    (1 novembre 2011 - 09:19)

    “In merito agli ingredienti […] sono presenti non solo in elenco nel punto pilota ma a disposizione di chi, simpaticamente e costruttivamente, ne voglia fare percorso degustativo.”

    “la lista degli ingredienti non c’è ossia c’è un elenco che dice pistacchio biologico,vaniglia biologica,miele biologico ecc senza specificare minimamente di chi o da dove.”

    Mi meraviglio (ma non troppo) del sig.re Michele, evidentemente qualcosa da nascondere lo aveva, non solo a noi, ma a tutti i suoi clienti. O forse non sa nemmeno cosa c’è nel suo gelato (cosa più che probabile). Certo è che mentire sfacciatamente non aiuta la sua credibilità.
    Nonostante ciò, sono sorpresa che il gelato sia buono ed alcuni gusti anche originali. Spero che un domani possa fare, archiviata la svolta del biologico, anche quella della chiarezza e trasparenza.

    • Marco Contursi

      (1 novembre 2011 - 12:04)

      Non credo necessariamente si debba pensare che abbia qualcosa da nascondere,d’altronde in nessuna gelateria mi è capitato di leggere le provenienza degli ingredienti.Certo sarebbe auspicabile che chi fa qualità si distingua dagli altri per una maggiore trasparenza essendo un vanto indicare la provenienza di certi prodotti con nome e cognome di chi li fa e non genericamente dire prodotti dop o Slow food.Il gelato confermo che è davvero buono,alcuni gusti sono originali e i classici ben fatti.L’ambiente è pulito e la ragazza al banco carina come poche.Poi ognuno è libero di andare a prendere il gelato dove vuole.Io trovo pessimo il gelato di un paio di gelaterie famose campane,la cui fama è dovuta più alla stranezza di certi gusti che alla bontà di quelli classici e comunque sarebbe utile che qualcuno(Luciano o altri) facessero una mini guida del gelato buono senza cadere negli stereotipi dei soliti nomi noti.Ma per fare questo bisogna essere esperti di gelato e non solo sapere mi piace-non mi piace.

  • Giampiero...

    (2 novembre 2011 - 15:36)

    Mi presento… sono Giampiero, l’assaggiatore uffciale della BIANCOBIO… (ahahahahah) dire che son buoni è limitativo… dire che son superlativi è quasi un eufemismo… forse, dall’alto della mia esperienza personale, l’unica affermazione giusta per descrivere bene le delizie preparate dalla “dolcissima” Fiorella ed il suo staff è… “possibile che sia… solo un GELATO” !!! Siete una ventata di aria “PURA” ragazzi… Grazie…

  • Alessandra

    (25 novembre 2011 - 16:19)

    ….muoio dalla curiosità!!!…deve controllare di persona…

  • michele

    (29 ottobre 2011 - 11:32)

    …non capisco, non ci conosciamo, non abbiamo mai avuto il piacere di scambiare due chiacchiere sul concept e sul prodotto e già dal nulla mi sembra che ci sia polemica (replica ed addirittura rilancio…) se non addirittura l’inizio di una piccola crociata contro…
    Non ritengo di intervenire sulla sua idea del biologico che resta la sua, ma attenzione ad esprimere giudizi (una gelateria seria…)sull’attività in questione, non conosco le sue conoscenze in materia e giudicare senza una condivisione mi sembra fine a se stessa.
    In merito agli ingredienti, tutti certificati come da riferimenti legislativi della comunità europea, sono presenti non solo in elenco nel punto pilota ma a disposizione di chi, simpaticamente e costruttivamente, ne voglia fare percorso degustativo.
    Gentile Francesco, ci venga a trovare ancora, si presenti soprattutto, e ci esponga le sue opinioni, le ascolteremo con attenzione e chissà che non ne possa nascere un rapporto costruttivo!
    Absit iniuria verbis…

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