Campania superstar con sei 3 bicchieri

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20 ottobre 2001

Ed ecco i magnifici sei, i vini campani ai quali la guida 2002 Slow Food-Gambero Rosso ha dato i «tre bicchieri», cioé il massimo riconoscimento. Due le conferme rispetto allo scorso anno, quando le etichette premiate furono quattro, il Montevetrano di Silvia Imparato e il Vigna Camarato di Villa Matilde. Due, invece, gli esordienti: il casertano Terra di Lavoro di Fontana Galardi e il sannita Bue Apis della Cantina del Taburno. Infine il Patrimo e il Serpico dei pluridecorati Feudi di San Gregorio, ormai azienda leader in regione. Curiosità? Curiosità. È la prima volta assoluta per una etichetta sannita, mai tanti tre bicchieri all’ombra del Vesuvio, ad eccezione di Napoli sono presenti le altre province campane, il Montevetrano ottiene il massimo per la sesta volta consecutiva mentre il Vigna Camarato è già alla terza. Considerazioni? Considerazioni. È il trionfo del rosso in generale e dell’Aglianico in particolare, presente nel Montevetrano (con Cabernet Sauvignon e Merlot), nel Terra di Lavoro (con il Piedirosso), nel Vigna Camarato, nel Serpico e nel Bue Apis (in purezza). Ma il riconoscimento al Patrimo, un Merlot, conferma quanto già si sapeva grazie ai siciliani e anche al Montevetrano: i vitigni internazionali hanno un grande futuro al Sud. Notiamo con piacere l’ingresso nella massima serie del Bue Apis, un vino voluto da Luigi Moio che con questo assist rompe il monopolio di Riccardo Cotarella nel mondo dei tre bicchieri regionale. Infine va sottolineato il primo successo di una struttura pubblica, la Cantina del Taburno, il cui management ha rotto decisamente con i boccioni del passato. Coincidenze? Coincidenze. Scopritele leggendo questo elenco di «Cinque Grappoli», il massimo riconoscimento della nuova guida dei sommeliers su cui avremo modo di tornare. Mel, Salae Domini e Taurasi Macchia dei Goti di Caggiano, Quarto di Sole di Grotta del Sole, Campanaro, Patrimo e Serpico dei Feudi, Orazio di Fontanavecchia, Furore rosso riserva di Marisa Cuomo, Cenito di Maffini, Montevetrano, Casavecchia di Vestini Campagnano, Eleusi e Vigna Camarato di Villa Matilde, Zero di De Conciliis. Morale: non tutti sanno che il Cilento (De Conciliis, Maffini) fa parte della Campania.