Casal Velino, l’olio extravergine di Pietrabianca fa sognare

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Frantoio Oleario Pietrabianca, Germano Monzo
Frantoio Oleario Pietrabianca, Germano Monzo

di Enrico Malgi

Frantoio Oleario Pietrabianca a Casalvelino, imperdibile riferimento per l’olio dop del Cilento.

Frantoio Oleario Pietrabianca
Frantoio Oleario Pietrabianca

Nel Cilento insistono condizioni climatiche ideali per l’olivicoltura. Ed inoltre esistono cultivar autoctone da cui si estraggono oli extravergine di ottima qualità. E poi ci sono alcune pregevoli e storiche aziende olearie che contribuiscono alla produzione di un eccellente olio evo. Il Frantoio Oleario Pietrabianca di Casal Velino Marina è sicuramente all’avanguardia in questo settore, perché produce un olio evo certificato bio Dop Cilento italiano al 100%. E’ stato fondato nel 1993 da Antonio Monzo, che poi dal 2006 ha passato il testimone ai suoi due giovani figli Germano e Davide.

Frantoio Oleario Pietrabianca, insegna Pietra Bianca Dop Cilento
Frantoio Oleario Pietrabianca, insegna Pietra Bianca Dop Cilento

Ma le radici sono molto più antiche e risalgono all’inizio del XX secolo, quando il bisnonno Antonio iniziò a coltivare i suoi uliveti che oggi sono ultrasecolari. In quell’epoca l’olio era impiegato, oltre che per uso alimentare, anche per ricavarne sapone per la pulizia del corpo e della biancheria e per la conservazione di alcuni cibi per l’inverno.

Frantoio Oleario Pietrabianca, bottiglie di olio evo
Frantoio Oleario Pietrabianca, bottiglie di olio evo

I fratelli Monzo, titolari in parte ed affittuari di oltre 10.000 piante di olivo esclusivamente nel Cilento, producono quattro etichette di olio evo, più altri quattro oli aromatizzati:

Lapis Cilento Dop della monocultivar autoctona Pisciottana. Olive raccolte ad ottobre. Colore verde intenso, con sfumature gialle. All’olfatto netta la sensazione di olive verdi, accompagnata da un profumo di foglie di ulivo e da leggere sfumature di vegetali, come il radicchio, il ravanello e la lattuga. In bocca si manifestano percezioni fresche e pulite di carciofo, cicoria selvatica amara ed erbe officinali. Deciso, strutturato, equilibrato, persistente e piccante il retrogusto, che lascia la bocca soddisfatta. Prezzo di 10,00 euro la bottiglia di mezzo litro.

Magnete Cilento Dop della monocultivar autarchica Salella. Olive raccolte a settembre. Colore verde, con riflessi gialli. Profumi vegetali freschi, puliti, eleganti e balsamici di inula viscosa, una pianta cespugliosa sempreverde tipica del Cilento. Al gusto si avverte una piacevole sensazione dolce, con note di erba appena falciata e di foglie di ulivo. Si percepiscono anche impronte di carciofo amaro, cardo selvatico, cicoria e lattuga. Finale piccante ed ammandorlato. Prezzo di 10,00 euro la bottiglia di mezzo litro.

Rupe Cilento Dop Presidio Slow Food della monocultivar autoctona Cammarotana che è allevata esclusivamente nelle campagne cilentane di Gioi, Orria e Piano Vetrale. Olive raccolte ad ottobre inoltrato. Colore verde smeraldo. Al naso si sprigionano freschi profumi erbacei, sentori di maggiorana e di rosmarino ed aromi di pomodoro acerbo. In bocca si percepisce una vibrante e fluida struttura ancora erbacea, accompagnata da vezzi di carciofo e mandorla amara. Nel retrogusto si reiterano le sensazioni di carciofo selvatico e di cicoria di campo, abbinate ad una decisa piccantezza. Prezzo di 12,50 euro la bottiglia di mezzo litro.

Armonia Cilento Dop. Un blend di Salella, Pisciottana, Frantoio, Leccino e Rotondella. Olive raccolte nel mese di ottobre. Colore giallo paglierino, impreziosito da riflessi verdi. Al naso salgono accattivanti profumi di erba, mela golden e mandorla fresca. In bocca gusto dolce e gradevole, esaltato da toni avvolgenti di fiori di mandorlo e di noci fresche. In chiusura si avvertono delicate percezioni di amaro e di piccante, con persistenti note di ammandorlato. Si tratta di un’etichetta più commerciale che si vende ad appena 8,00 euro il litro.

Frantoio Oleario Pietrabianca, chiarificatori
Frantoio Oleario Pietrabianca, chiarificatori

 

Frantoio Oleario Pietrabianca, decanter
Frantoio Oleario Pietrabianca, decanter

 

Frantoio Oleario Pietrabianca, gramole
Frantoio Oleario Pietrabianca, gramole

Frantoio Pietrabianca a Casalvelino. Ci sono poi gli oli evo delle cultivar cilentane Pisciottana, Salella, Canmmarotana ed Oliva Bianca (quest’ultima è una specie rara, coltivata soltanto nel comune di Pollica insieme con la frazione di Pioppi) aromatizzati al limone, all’origano, al peperoncino ed al timo. Il prezzo di ogni singola bottiglia di 250 ml è di 5,00 euro.

Frantoio Oleario Pietrabianca, silos in acciaio
Frantoio Oleario Pietrabianca, silos in acciaio

 

Frantoio Oleario Pietrabianca, modello in scala ridotta di vecchio frantoio
Frantoio Oleario Pietrabianca, modello in scala ridotta di vecchio frantoio

 

Frantoio Oleario Pietrabianca, vetrinetta con oli diversi
Frantoio Oleario Pietrabianca, vetrinetta con oli diversi

Il Frantoio Oleario Pietrabianca, che ha collezionato numerosi e prestigiosi premi nazionali ed internazionali, si dedica poi alla molitura di olive di oltre quattrocento privati ogni anno.

Frantoio Oleario Pietrabianca, bacheca zeppa di premi ricevuti
Frantoio Oleario Pietrabianca, bacheca zeppa di premi ricevuti

 

Foto di Enrico Malgi

 

Frantoio Oleario Pietrabianca

Località Portararo, 32 – Casal Velino Marina (Sa)

Tel. 0974 907384 – Cell. 347 6408047 – 347 2301542

monzo.germano@tiscali.itwww.oliodelcilento.it

Produzione di 200 quintali di olio l’anno che è venduto in tutta Italia e/o all’estero.

5 commenti

  • Francesco Mondelli

    (30 marzo 2016 - 17:40)

    Caro Enrico ti fa onore l’impegno che metti a disposizione dei migliori prodotti Cilentani (e in questo caso direi che sei arrivato al top riguardo all’olio),ma guardati le spalle o meglio qualche articolo più avanti :non vorrei che una lunga assenza dalla Puglia ti costasse il posto.Con simpatia FM.

  • Francesco Sansone

    (30 marzo 2016 - 19:09)

    Un piccolo aneddoto. Ogni anno nell’azienda fiorentina dove lavoro si organizza un piccolo concorso amatoriale per eleggere il miglior olio nuovo.

    Ogni collega che vuole partecipare porta una bottiglia del suo olio preferito. Non si vince nulla, solo l’orgoglio di poter esporre per un anno la targa del vincitore sulla propria scrivania.

    Questo però basta per scatenare una sentita competizione, cosicchè ognuno porta in gara il miglior olio che abbia mai assaggiato. Tutta roba artigianale e selezionatissima, in linea col grande culto per l’olio che hanno in Toscana.

    L’organizzazione vuole essere seria, per quanto il tutto si svolga in un clima allegro e goliardico. I concorrenti sono messi in bottiglie di vetro anonime e tutte uguali, con la sola pecca che si tratta di bottiglie trasparenti che lasciano vedere bene il colore dell’olio (poi capirete perchè lo dico).

    Un nutrito panel di golosi giudici procede all’assaggio rigorosamente su fette di pane toscano e poi esprime due preferenze.

    Bene. Quest’anno ho deciso di partecipare proprio con il Salella di Pietrabianca, ottenendo un onorevole 5 posto su 9 selezionati partecipanti.

    Non inganni il piazzamento a metà classifica, perchè il battaglione era davvero agguerrito. Si è messo dietro un paio di campioni di edizioni precedenti e solo per pochissimo non è arrivato a podio.

    Cosa lo ha penalizzato? Il colore. Nella bottiglia era di un verde diverso da quello a cui sono abituati in Toscana, nello specifico aveva una tonalità più tendente al verde smeraldo, e parecchi si sono fatti influenzare. Per il prossimo anno magari suggerirò bottiglie scure…

    Ah, per la cronaca, ha vinto un olio di San Casciano, seguito da uno di Lamole ed uno di Spoleto.

  • Enrico Malgi

    (30 marzo 2016 - 19:27)

    Caro Francesco, ti ringrazio per il suggerimento, ma non ti preoccupare che la Puglia enoica non l’ho abbandonata, anzi tutt’altro. Domani stesso probabilmente potrai leggere l’ultimo mio servizio in proposito.
    Per quanto riguarda le eccellenze cilentane, tu sai che sono innumerevoli, come anche il sig. Sansone lo rileva nel suo intervento, e pertanto devo darmi da fare per forza per cercare di contribuire alla loro visibilità attraverso il mio modesto ruolo, di cui sono stato investito dal Capo. Ciao.

  • Montosoli

    (30 marzo 2016 - 22:41)

    Ho avuto opportunita di degustare e consumare Olio Extravergine di molte regioni Italiane…e confesso che quando ci si abbitua al Extravergine Toscano….e molto difficile cambiare gusto…
    Specialmente dal Centro al Sud Italia ….il colore tendente al giallo e il gusto rotondo sul dolciastro….non hanno paragon con la Toscana

  • Nicolangelo Marsicani

    (31 marzo 2016 - 17:11)

    Egr dott. Montorsoli, una domanda mi sorge spontanea? Ha saggiato l’olio del frantoio Pietrabianca? oppure Madonna dell’olivo da Serre? o Torretta da Battipaglia, o Marco Rizzo da Felitto o Tabano da Roccadaspide? Altrimenti di che parliamo?

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