Castel Campagnano (Ce). I rossi e i bianchi di Castello Ducale di Antonio Donato

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Antonio Donato mentre mostra una delle prime bottiglie etichettate di Contessa Ferrara

di Phyllis De Stavola

‘Castello Ducale’, piccola azienda vitivinicola a Castel Campagnano nel casertano, borderline tra la provincia di Caserta e quella di Benevento sta calamitando l’attenzione di ‘wine lovers’ di mezzo mondo dagli Stati Uniti d’America al Sud-est asiatico. Considerate, però, le sue ridotte dimensioni, con una produzione annua di circa 85.000 bottiglie, lo fa in maniera sussurrata, non urlata, e solo per chi sa altrettanto bene parlare a bassa voce. Oggi il mondo, quando ha modo ed occasione di conoscerlo, chiede il Pallagrello. Vitigno autoctono del casertano riscoperto e valorizzato sostanzialmente nell’ultimo decennio, sempre più apprezzato grazie all’abilità dei vitivinicoltori del territorio che puntano alla qualità del prodotto.

Pallagrello del Ventaglio 2010

Il titolare dott. Antonio Donato rivela che il principale mercato europeo è rappresentato dal Nord Europa (Germania, Belgio, Olanda,  Finlandia) costituto da una moltitudine di piccoli clienti. L’azienda, che fa parte del gruppo della Selezione Fattorie di Silvano Formigli, oggi fa parte anche del consorzio multiregionale “Le Perle del Sud” che sta perseguendo una strategia di internazionalizzazione attraverso due tour di presentazione e degustazione in giro per il mondo progettato nell’ambito di un progetto del Ministero dello Sviluppo Economico dei prodotti delle sei piccole aziende vitivinicole consorziate del Sud Italia: Tenuta Cavalier Pepe (Campania),  Schola Sarmenti (Puglia), Gabbas (Sardegna), Scilio e Pupillo (Sicilia).

Contessa Ferrara 2008

Il tour in Nord America si articola in tappe abbinate ad eventi di rilievo per il settore: ‘Wine, Beer & Spirits’ a Chicago, ‘Viva Vino’ a Los Angeles, l’International Wine Fair (24-26 settembre 2011) a Miami. Il proprietario (di origine casertana) del ristorante italiano ‘Enotrìa’ ha già inserito il Pallagrello nella wine list.

Raffigurazione pittorica della Vigna di Pallagrello Bianco 'a ventaglio' di Castello Ducale

Il tour nel Sud-Est asiatico prevede la partecipazione in autunno del Consorzio all’International Fair di Hong Kong (11-13 agosto 2011), al Vinitaly World Tour che prevede una tappa a Seul ed una degustazione per wine lovers a Singapore presso il ristorante La Villa.

Il cortile dell'edificio storico con l'occhio della sottostante cantina
Cortile interno del Castello Ducale

A Singapore il consorzio già opera con un distributore ed è iscritta alla Camera di Commercio. Per quanto riguarda il Giappone, il Presidente della Japan Star Corporation con sede a Nagoya avrebbe deciso di distribuire vino italiano ed ha richiesto dei campioni. Riferendosi al consenso internazionale riscontrato, Antonio Donato afferma: “La forza di stare insieme nel consorzio si basa sulla virtù di non essere gelosi l’uno dell’altro che consente di conseguire delle economie di scopo nella presentazione dei vini d’eccellenza dei rispettivi territori.”

Sala dell'azienda che un tempo fungeva da frantoio come testimonia la macina originale esposta al centro

Il punto di partenza del dott. Antonio Donato verso il mondo è il Palazzo Ducale, l’edificio settecentesco sede principale dell’azienda, che si erge alto ed imponente a presidiare il borgo antico del paese da una parte e la valle del medio Volturno. Quest’ultima è chiusa all’orizzonte dal Monte Taburno e a tre km ad est dalla cittadina beneventana di Amorosi, dove di trova la seconda sede dell’azienda dotata di showroom e di capannone per l’imbottigliamento.

Accesso alla cantina antica scavata nel tufo a 20 metri sotto il livello della strada

‘Castello Ducale’ è al contempo un ‘wine place’ e un ‘wedding palace’. L’edificio settecentesco ospita la suggestiva cantina antica scavata nel tufo, di indubbio fascino, situata a 20 metri sotto il livello della strada, oltre alla chiesa rupestre scavata nella roccia nel VII secolo dedicata al patrono dei Longobardi San Michele (in analogia alla grotta di Monte Sant’Angelo nel Gargano) e ricoperta da affreschi iconografici cristiani del XI secolo.

Il 'barilotto' che serviva un tempo a trasportare il vino

Qui ogni intervento effettuato è determinato dalla volontà di valorizzazione delle peculiarità del territorio concorrendo attraverso la vitivinicoltura e la ricettività ad esaltare la poesia del posto perpetuando una storia di abilità nobilitata dal rispetto della terra e delle origini.

La cucina dov'era il granaio un tempo

Parte della magia è riconducibile all’energia delle pietre dell’edificio che parlano e raccontano secoli di storia. Ogni livello di profondità corrisponde ad uno stile di costruzione ed evoca un diverso periodo del passato animato dai relativi personaggi storici. La superficie dei muri con il dettaglio della tessitura delle pareti, le aperture scavate, gli interstizi tra i blocchi di pietra di diverse dimensioni, le volte, il respiro della pietra che trasuda, raccontano una storia centenaria come le pagine di una sorta di gigantesco libro o addirittura come una superficie Braille.

Contessa ferrara 2000

Vi sono teorie in base alle quali la levigazione della pietra è espressione dell’evoluzione spirituale dell’uomo. La provincia di Caserta è ricca di luoghi, dove il paesaggio, già di per sé incantevole, è arricchito ulteriormente dall’architettura di sapienti costruzioni di pietra, edifici di valore storico-culturale, al contempo contenuto in quanto espressioni dell’abilità dell’uomo, e contenitore multipurpose, come questo Palazzo Ducale: chiesa, cantina, azienda vitivinicola, hotel; in passato anche frantoio e granaio.

Antonio Donato mostra una bottiglia di Aglianico Contessa Ferrara 2001 conservata in cantina

La magia, inoltre, non s’arresta al perimetro del Palazzo, continua sulle colline di Castel Campagnano nelle vigne, in particolare nella Vigna di Pallagrello bianco ‘a ventaglio’, che riproduce dal 2005 lo schema della storica Vigna del Ventaglio voluta da Ferdinando IV di Borbone a San Leucio nel XVIII secolo con la medesima forma di semi cerchio a raggiera.

Antica cassetta di legno in cui il nonno raccoglieva l'uva durante la vendemmia

A differenza della vigna storica che era una sorta di catalogo naturale vivente, frutto della grande cultura del re borbonico, che raccoglieva dieci varietà di uva del Regno delle Due Sicilie (di cui in parte si sono perse le tracce), i filari della vigna di proprietà dell’azienda a Castel Campagnano dipartono dal Pozzo delle Rose estendendosi su due ettari sono della sola varietà di Pallagrello bianco con una densità d’impianto di 4000 viti per ettaro.

L'occhio della cantina visto dal basso

E’ grande l’interesse dell’azienda sui rossi. Dopo una lunga riflessione sulla maturazione in legno, l’orientamento, condiviso dal figlio dott. Osvaldo Donato con il supporto dell’enologo Lorenzo Landi, è quello di ridurne l’uso per consentire di percepire i sentori del vino. Bilanciato è anche l’interesse di Castello Ducale per i bianchi, riconoscendo che la Campania è una terra di bianchi importanti.

Affresco parietale raffigurante la sacra famiglia e San Pietro
Affresco raffigurante San Marco della Chiesa rupestre San Michele Agnolo XI secolo

Il Pallagrello bianco, il Pallagrello del Ventaglio IGT Terre del Volturno è stato definito “un rosso vestito di bianco”, in considerazione della consistenza e struttura, riconducibili alla vendemmia effettuata quando l’uva ha raggiunto la maturazione tecnologica. Tra gli abbinamenti col cibo al quale proporlo in abbinamento: il ‘coppetiello’ di fritturine di mare o di fiori di zucca. Con i suoi acini perfettamente sferici,  il pallagrello bianco è prodotto da una pianta è di grande rusticità a partire dai 200 metri slm in terreni poveri, marnosi, resistenti alla siccità.

Dettaglio dell'affresco parietale nella chiea rupestre

La Falanghina Sannio DOC è un vino più ruvido, più fresco rispetto al Pallagrello bianco, da servire fresco e da abbinare ai frutti di mare, ai formaggi, a dolci quali i biscotti di pasta di mandorle. Un rosso per tutti Contessa Ferrara Aglianico Amaro Terre del Volturno IGT, “un rosso da masticare” che subisce sei mesi di affinamento in bottiglia. E’ la nuova generazione, rappresentata da Osvaldo, che con passione segue tutto il processo di vinificazione di questo vino burroso, vellutato, dai sentori di marasca proposto in abbinamento ai formaggi stagionati, alla carne alla brace e ai brasati.

Castello Ducale facciata su via dei Cavalieri conducente al borgo antico

Il nome prescelto per questo vino, prodotto dal 2000 con il supporto dell’enologo Roberto Cipresso, è quello della dama di corte di Ferdinando IV che fu proprietaria della tenuta. Come non citare il Pallagrello nero Terre del Volturno IGT un vino morbido che non necessita di passare per il legno, prodotto dall’omonimo vitigno allevato sui terreni marnosi di Castel Campagnano ricchi di mineralità che dunque conferiscono il gusto sapido. Con i suoi sentori di fiori rossi (viola) il Pallagrello nero di Castello Ducale sta riuscendo a superare le titubanze dei tedeschi legate alla diffidenza nei confronti dei vini profumati, ad essere apprezzando negli Stati Uniti ed ad incontrare il favore nel Sud-Est asiatico, in particolare a Singapore.

Veduta dal palazzo sulla Valle del Medio Volturno attraversata dal fiume Volturno

Nel corso delle degustazioni proposte dal dott. Antonio Donato nei tour programmati in giro per il mondo da Ovest verso Est assieme alle altre “Perle del Sud”, ogni calice proposto contiene un vino da descrivere tecnicamente e al contempo da raccontare perché in esso sono racchiusi secoli di storia di agricoltori, di personaggi storici, di evoluzione del terreno, di architetture e di cambio d’uso di queste ultime.

Vista laterale al Castello Ducale

Castello Ducale
Via Chiesa, 31/35
81010 Castel Campagnano (CE)
Tel/Fax 0823 863031
www.castelloducale.com